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Recensioni

Syncage – Unlike Here

Fortunato Mannino

Niente di artefatto, tutta Musica e Anima!

Non so come verrà etichettato questo periodo storico della Musica, ma quel che mi sembra di cogliere, al di là delle possibili classificazioni, è una creatività oltre frontiera. Lo sforzo di creare qualcosa di nuovo e originale rielaborando, rivitalizzando, estremizzando ciò che la Storia ci ha consegnato. L’altro elemento che colgo è l’entusiasmo con cui le nostre band sfidano la colpevole atrofia dei media italiani e vanno a prendersi i meritati riconoscimenti all’estero.
Tra questi ci sono i
Syncage che con il loro Unlike Here hanno trovato spazio tra le produzioni della Bad Elephant Music. Etichetta che conclude il suo manifesto con music is our passion e che s’impegna a dare forma e visibilità alla creatività e ai sogni delle band senza, ovviamente, trascurare l’aspetto qualitativo e… di qualità Unlike ne ha molta.
Cominciamo con qualche notizia tecnica: l’album è stato registrato ai
Prosdocimi Recording con la supervisione di Mike 3rd, artista che con i suoi ultimi lavori ha trovato facilmente posto nelle nostre classiche dei migliori album. La produzione è stata affidata a Ronan Chris Murphy, personalità geniale quanto versatile della scena indi e non solo, visto che può vantare collaborazioni con Robert Fripp e Steve Morse attuale chitarrista dei Deep Purple.
L’artwork è frutto della sinergia che il gruppo ha creato con l’artista visivo
Leonardo Guerra. Niente di artefatto, tutta Musica e Anima! Ma che Musica troviamo in Unlike Here? Questa è la domanda più difficile a cui rispondere e, ovviamente, non ho una risposta. Posso dirvi che la band ha una formazione classica e che nel background formativo di ognuno hanno trovato spazio tutte le band che hanno scritto la Storia del rock. Il loro intento è quello di far confluire, senza partire da uno schema precostituito, tutto ciò che li ha affascinati e farlo rivivere in modo originale nella loro musica. Al centro l’idea di un ritorno a ritmi di vita più lenti, a rapporti umani meno formali e più genuini. Concetti che si esemplificano in modo netto in Redirect brano che per testo e sonorità considero una delle vette dell’intero album.
Un lavoro lungo due anni che ci consegna un album affascinate e mai scontato che, ascolto dopo ascolto, rivela i suoi segreti. Syncage sono la dimostrazione che la musica italiana non è solo quella della rima idiota che fa ballare le masse e gridare al successone i media, e la dimostrazione sta nel fatto che la band partirà o è partita, dipenderà da quando leggerete questo articolo, per un tour europeo che li vedrà protagonisti nella maggiori piazze europee.

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