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Interviste

Stefano Vergani, Intervista

Barbara Oggioni
Scritto da Barbara Oggioni

Avevo litigato con la musica …

Stefano Vergani: Nel 2004  riceve il premio come miglior artista emergente al Premio Tenco. Ha esordito nel 2005 con l’album “La musica è un pretesto la sirena una metafora” accompagnato dall’Orchestrina Pontiroli.
Il suo secondo lavoro è del 2007: “Chagrin d’amour” sempre accompagnato dal gruppo che lo segue da anni e che ha cambiato nome in Orchestrina Acapulco. Partecipa al Festival di Villa Arconati del 2010, l’anno successivo pubblica il suo terzo album “E allor pensai che mai”. Il 2013 dopo una nuova metamorfosi vede nascere il primo progetto solista che porta alla luce nel settembre 2014 il quarto album dal titolo “Applausi a prescindere”.
Il suo stile musicale caratterizzato da una voce calda e da una forte componente ironica rimanda ad atmosfere rétro.

Ciao Stefano, ci vuoi raccontare il tuo percorso artistico ?
Ho iniziato a scrivere da ragazzino, ho assorbito tanta musica da bambino, ho iniziato a suonare prestissimo e poi è nata così quasi per gioco questa esigenza di scrivere, in seguito è diventato qualcosa di più serio fino a diventare un mestiere.
E’ un momento dove mi trovo bene e sono completamente assorbito da quello che faccio, lo faccio con piacere e senza metodo e questa è sia una cosa positiva che una cosa negativa perché poi quando voglio scrivere un nuovo pezzo non so come fare, mi capita di scrivere qualche bella canzone, tra centinaia che invece poi butto via e non so mai come ritrovare quel sentimento e quella ispirazione che mi ha fatto scrivere quella cosa bella.

Pensavi sin dall’inizio che questo potesse diventare un lavoro ?
Ho sempre cercato di far diventare questo un lavoro e non è facile per molte ragioni: la musica ormai viene consumata come patatine, c’è musica dappertutto quindi entrare a far parte di questo mondo è complicato, secondo me abbiamo perso la bellezza dell’andare a cercare la musica.
E’ tutto moto fruibile e questo da un lato è buono ma da un altro punto di vista è deleterio, prima quando compravi una cassetta di Guccini la consumavi, se un pezzo non ti piaceva subito lo ascoltavi lo stesso e poi magari ti appassionava, ora invece se c’è un pezzo che non mi piace subito lo skippo e basta e magari ci perdiamo qualcosa che poteva farci riflettere

Le tue canzoni: spesso ricorre il tema dell’amore e dell’attesa dell’amore stesso, e’ un tema che ti piace?
Ci sono diversi modi di scrivere le canzoni d’amore, è qualcosa che mi fa stare bene e poi se non si scrive d’amore di cosa dobbiamo scrivere?
Ho vissuto nella vita diversi passaggi che mi hanno portato a scrivere di questo, sto cercando delle nuove attitudini ma tutto quello che vedo in giro adesso mi mette a disagio e allora potrei cantare di questo disagio però non mi va e poi credo l’amore è un tema che ci lega tutti

Dicevi che hai in programma un nuovo album, hai gia’ un titolo?
I titoli sono proprio la cosa più difficile per me, non ho fantasia nei titoli, per ora ci sono delle nuove canzoni, senza titolo ma c’è un’idea importante.
Vorrei tornare a fare questo mestiere con serenità perché ho litigato con la musica un po’ di tempo fa, ero un po’ annoiato ed è il motivo per cui sono finito a vivere in sicilia, ho smesso di fare musica e da un punto di vista mi mancava ma dall’altro felice e libero.
Ho sempre carcato di non prendermi sul serio, quando ti prendi sul serio in questo lavoro e le cose poi non vanno come ti aspetti ci resti male ed è quello che è successo, allora ho scelto di andare via e ho fatto il cuoco per quasi due
anni, ho sempre avuto la passione per la cucina ma poi ho scoperto che il mio amore per la cucina era più l’amore per i ristoranti dove si mangia bene.
Fare il cuoco è un lavoro bellissimo ma molto faticoso, avevo a che fare con delle persone completamente diverse da me e se all’inizio era interessante poi a lungo andare mi sono accorto che mi ritrovavo senza nessuno con cui parlare per dodici ore … e dall’altra parte mi è tornata la voglia di mettermi a scrivere, ho ricominciato a suonare, ho fatto un piccolo tour quest’inverno che mi ha riappacificato con la musica.
Per me suonare con quaranta persone davanti che godono di quella sarata è un buon risultato e ho deciso di proseguire su questa strada…

Buon Cammino …

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Barbara Oggioni

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