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Sound&Vision

Stefano Saletti e la Banda Ikona @ Auditorium PdM

Bruno Pecchioli
Scritto da Bruno Pecchioli

il Mediterraneo non è il mare che separa ma che unisce.

“Il Mediterraneo è donna. Canti e racconti con Stefano Saletti e la Banda Ikona”, questo il titolo dello spettacolo tenutosi mercoledì 5 aprile 2017 all’Auditorium Parco della Musica di Roma, nell’ambito del Festival Errare Humanum Est
Il Mediterraneo raccontato attraverso le voci delle donne: cantanti, scrittrici, rifugiate; eppure non ce l’hanno fatta ad esserci le donne siriane ospiti della Comunità di Sant’Egidio, il cui intervento era previsto nel corso dello spettacolo, poiché il concerto si è tenuto all’indomani dell’ultima strage che ha colpito la Siria, per la quale Saletti ha chiesto qualche istante di silenzio. Un silenzio necessario, che non basta.
Sul palco la Banda Ikona con Stefano Saletti (oud, bouzouki, chitarre, voce), Gabriele Coen (fiati), Mario Rivera (basso acustico), Carlo Cossu (violino), Giovanni Lo Cascio (batteria e percussioni) e alcune delle voci più affascinanti della scena popolare e world, Barbara Eramo, Lucilla Galeazzi, Yasemin Sannino, Gabriella Aiello, Raffaela Siniscalchi. Ospiti, inoltre, Nando Citarella (voce e tammorra) e Pejman Tadayon (ney, daf).
In apertura e in chiusura alla serata la partecipazione del coro del Laboratorio di Sant’Egidio curato da Stefano Saletti e Barbara Eramo e due cori diretti dal maestro Angelo Fusacchia: il Coro del Baobab ensemble e il Coro femminile Istituto Arcangelo Corelli.
I brani di grandi interpreti come Fairuz, Umm Kulthum, Amalia Rodrigues, Sezen Aksu, Rosa Balistreri si sono alternati al repertorio di Stefano Saletti e Banda Ikona, in particolare a quello relativo all’ultimo album “Soundcity”, per narrare le storie delle donne del Mediterraneo di ieri e di oggi, storie di violenza, di coraggio, di fuga, di emancipazione.
Ad accompagnare il repertorio musicale le letture di Francesca Bellino, che ha prima evocato le due artiste Umm Khaltum e Fairuz e poi ha letto un brano tratto dal suo libro “Il Corno del Rinoceronte”, ambientato in una Tunisi alle soglie della Primavera Araba.
Dalle lingue dei sud del mondo ai tanti dialetti dell’Italia con Raffaella Siniscalchi, che ha regalato al pubblico una densa interpretazione di “Creuza de Ma” di De André e Lucilla Galeazzi, che ha spostato l’asse a Terni, cantando l’emancipazione delle operaie di una fabbrica di Terni di fine ‘800, per ricordarci che il Mediterraneo non è il mare che separa ma che unisce.

Articolo di Paola Varricchio
Foto di Bruno Pecchioli

About the author

Bruno Pecchioli

Bruno Pecchioli

Bruno "Pek" Pecchioli. Romano per nascita e tradizione.
Fotografo per consapevolezza e necessità.
Viaggiatore periodico.
Ferocemente dipendente da ciò che meraviglia.
E la musica è meraviglia. Sempre. Until the end.

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