Cookie Policy

La soffitta

Steel Mill – parte 1, La Storia

Fortunato Mannino

Uno dei gruppi più enigmatici del progressive rock britannico nonostante il loro unico album sia considerato un vero gioiello del Progressive.

Gli Steel Mill, almeno fino alla ristampa dell’album da parte della Rise Above Records nel 2010, erano uno dei gruppi più enigmatici del progressive rock britannico nonostante il loro unico album sia considerato un vero gioiello del Progressive.
Cercheremo in questo articolo di fare un po’ di chiarezza e di ricostruirne la storia.
Alla metà degli anni sessanta, David Morris, Terry Williams, Derek Chandler e John Challenger, ovvero il nucleo fondamentale degli Steel Mill, sono ragazzi come tanti altri, appassionati di musica e musicisti in erba che si dilettano a suonare in piccole band R/B. John Challenger, il più dotato musicalmente, ha, invece, una formazione musicale più vicina al jazz e al folk, e già a 16 anni è parte integrante dei The Singers Garret, band guidata dal famoso musicologo Vic Gammon.
Nel 1969 Morris, Williams e Challenger lasciano i rispettivi gruppi e iniziano a fondere le loro diverse anime musicali al fine di creare un sound innovativo. S’incontrano a casa di Morris che, per l’occasione, si trasforma in uno studio musicale ed è lì che vengono composti i primi brani tra cui Blood Runs Deep, la canzone con cui si apre Green Eyed God.
Il feeling fra i tre funziona ma manca la sezione ritmica. Dopo aver assistito ad un concerto al Group 64 Arts Centre propongono al bassista Derek Chandler e al batterista Colin Short di unirsi al progetto. Gli Steel Mill nascono, dunque, come gruppo ed iniziano a muoversi sulla scena londinese. Purtroppo s’imbattono in manager poco capaci e la band, già agli inizi del 1970, rischia di sciogliersi. Convinti dei propri mezzi e del proprio sound decidono di procurarsi un’occasione e l’occasione, in questo caso, ha un nome e cognome: Derek Chandler! Derek lavorava presso gli studi di Radio Luxembourg di Londra, era rispettato e stimato da tutti e non gli fu difficile organizzare una serata-audizione per il gruppo. Il mini concerto (ricordiamo, non casualmente, che i pezzi erano solo sei) evidenzia le potenzialità del gruppo a cui fu subito offerto un contratto discografico. Venne loro affiancato il produttore John Schroeder e cominciano a lavorare al primo singolo ma…senza il batterista che non superò la prova. Sul momento venne sostituito da alcuni session-men, qualche settimana dopo, subentra definitivamente Chris Martin.
La consapevolezza che il sound del gruppo funziona è confermata dal successo ottenuto al Reading Festival il 27 giugno 1971. Anche l’uscita del primo dei due singoli fu un successo, soprattutto in Germania dove si posizionò al 17 posto della classica vendite. A questo punto le porte del successo sembrano spalancarsi ma, sorprendentemente, la casa discografica non organizza alcun tour che consolidi il successo ottenuto.
Gli Steel Mill si concentrano sulla scrittura/rifinitura dei brani che andranno a far parte dell’album e, nel frattempo, perdono anche Derek Chandler che lascia il gruppo (nonostante sia presente nella foto di copertina) e viene sostituito da Jeff Watts.
Se da un lato è vero che le registrazioni continuano è altrettanto vero che i rapporti con la casa discografica sono piuttosto tesi. Gli Steel Mill vogliono rimanere fedeli al loro sound mentre la casa discografica spinge per un prodotto più commerciale. Il parziale insuccesso del secondo singolo sarà determinante per il non-futuro del gruppo. La casa discografica decide di pubblicare l’album solo in Germania e, nonostante le buone vendite, accantona l’idea di pubblicarlo in Gran Bretagna. In seno al gruppo si aprono dissidi tra chi vuole proseguire sulla strada della sperimentazione e chi invece vuole seguire una via commerciale.
Nel 1972 esce Green Eyed God ma…gli Steel Mill non esistevano più!

About the author

Fortunato Mannino

Fortunato Mannino

error: Sorry!! This Content is Protected !!