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Interviste

Spleen Orchestra, Intervista

Erminio Garotta
Scritto da Erminio Garotta

“Crediamo che questo disco sia un altro lato della Spleen Orchestra che ancora il nostro pubblico non ha visto e che speriamo apprezzerà tanto”

SOund36 ha intervistato la Spleen Orchestra – Tim Burton show in occasione della campagna Kickstarter per il loro primo lavoro discografico

Spleen Orchestra, ci presentate tutti coloro che contribuiscono alla realizzazione dello show? Diciamo “tutti coloro” perché anche il backstage per voi è importante..
Emily: E’ esattamente così! La Spleen Orchestra è un progetto musicale e teatrale, perciò è fondamentale la presenza dei nostri “tecnici”, che si occupano di rendere ancor più bella ed indimenticabile la performance sul palco di noi musicisti.
Siamo un gruppo numeroso e solo la band conta otto persone: Silvano Spleen al pianoforte, Simone Pirovano al basso, Beppe Gagliardi alla batteria, Carlo “Fota” Fontana alla chitarra, Jan Imbesi alla fisarmonica e poi ci sono tre cantanti, ovvero io(Emily ndr.), Moreno “Sguangia” Teriaca e Paolo Agrati.
Il nostro progetto prevede l’uso di costumi e trucco di scena, e possiamo contare sulla nostra truccatrice Giada Gilardoni; sul palco, durante lo show proiettiamo sempre dei video che la nostra VJ Alice Zaninetti sceglie sul momento, per seguire la storia che raccontiamo attraverso le canzoni.
Infine, ma non meno importanti, abbiamo il nostro tecnico luci, Daniele Bianchi (della Chaotic Bench) e il tecnico audio “Il Gabri”.

Siete stati avvistati sul set del video dell’ultimo progetto discografico di Loredana Bertè, una chicca che non mancheremo di vedere. Com’è cominciata questa storia di “creature” così diverse?
Emily:E’ stata un po’ una sorpresa per tutti: Loredana Bertè stava cercando dei personaggi “bizzarri” da inserire nel video della sua canzone “Maledetto Luna Park”: personaggi che potessero adattarsi bene al contesto del parco di divertimenti e che avessero allo stesso tempo un aspetto un po’ dark e inquietante.. insomma, dei personaggi simili a quelli che si trovano nei film di Tim Burton!
Tramite alcuni contatti comuni siamo stati invitati a partecipare: i miei colleghi si sono presentati con i loro abiti di scena e sono stati truccati dallo staff.
E’ stata sicuramente una bellissima esperienza che, se dovesse capitare l’occasione, non esiteremo a ripetere!

Inseriamo la Spleen Orchestra nel panorama musicale attuale, dove la posizioniamo?
Emily:Questa è sicuramente una domanda difficile: il nostro progetto è molto versatile, si adatta tanto ai club quanto ai teatri e abbiamo un pubblico davvero vario: dai bambini che si divertono a guardare i costumi, le luci e le proiezioni agli adulti che col nostro spettacolo rivivono i film di Burton che li hanno accompagnati dall’adolescenza ad oggi.
Noi omaggiamo Tim Burton, ma anche Danny Elfman, il compositore le cui musiche hanno accompagnato la maggior parte dei suoi film: la particolarità di questa collaborazione è la capacità di portare, con ogni pellicola, lo spettatore in mondi sempre diversi.. e questo comporta scenari, personaggi e atmosfere diverse, ma soprattutto generi musicali diversi.
E’ per questo che secondo me è difficile inserire la Spleen Orchestra in un punto preciso del panorama musicale: durante il nostro show si possono sentire brani strumentali di stampo un po’ rock come Batman o anche Mars Attakcs!, ma anche ballate nostalgiche come La Canzone di Sally tratta da Nightmare Before Christmas o il pezzo dalle atmosfere blues e jazz, intitolato appunto Il Jazz dell’Aldilà tratto da La Sposa Cadavere.
Possiamo tuttavia provare a inserire il progetto nel grande calderone delle tribute band, poiché sebbene il nostro sia uno spettacolo così vario, è indubbiamente un tributo a un grande artista.

Ecco, parliamo dell’unione tra la musica di Danny Elfman e la magia del genio di Tim Burton: una teatralità che è tipica dei musical. Dal momento che non crediamo sia giusto definirvi “una band che accompagna lo show”, come riuscite a far convivere queste due realtà?
Emily:Pensiamo che la nostra peculiarità sia proprio quella di essere un progetto musicale e teatrale, che allo stesso tempo non è né un musical e né un mero concerto.
Nel nostro show ci sono profondi elementi di teatralità, che coinvolgono il pubblico e che permettono a noi cantanti di esplorare sia il nostro lato “da cantanti” che quello da attori, ma la musica è sicuramente in primo piano.
Ovviamente ci ispiriamo molto all’impatto che i film di Tim Burton hanno sul pubblico: lui e Elfman per primi riescono a creare questi mondi surreali in cui musica e recitazione convivono, ma non sono sempre a stretto contatto come lo sarebbero in un musical o in un film.

I film di Tim Burton sono ormai parte della vostra vita: trovate attinenze, nel quotidiano, con quanto “raccontate” sul palco?
Emily:Sicuramente sì. Parlando personalmente, sono stati proprio questi film che mi hanno in qualche modo “formata”: nella maggior parte delle opere di Tim Burton i protagonisti sono personaggi strani, a loro modo diversi dal resto del mondo o della comunità in cui vivono: basti pensare a Edward Mani di Forbice, un individuo solitario che fatica a relazionarsi con la gente che abita il villaggio colorato e allegro accanto al suo tetro castello; oppure Willy Wonka, il quale dopo un’infanzia molto difficile, vive una vita da eterno bambino tra dolciumi e zuccherini, una vita che gli altri adulti non riescono a comprendere…
Essendomi sempre sentita un po’ “diversa” a partire dal modo di vestire, dalla musica che ascolto e via dicendo, il sapere che in queste pellicole, anche i personaggi più bizzarri potessero trovare la felicità accettandosi per quello che sono, mi ha portata a pensare che essere diversi non solo fosse qualcosa di cui non vergognarsi mai, ma anzi, qualcosa di cui andare fieri.
Nonostante le ambientazioni, le storie fantastiche e i personaggi grotteschi, credo che i film di Tim Burton trattino argomenti molto reali e molto più vicini alla vita quotidiana di quanto si pensi.
E’ anche per questo che mi piace vedere quanta gente ami questi film e quanta apprezzi anche la nostra personale rivisitazione.

Parliamo della vostra musica: avete svelato i titoli dei pezzi che comporranno il vostro primo disco, ci raccontate qualcosa di questo nuovo progetto?
Emily:Abbiamo portato il nostro show in giro per tutta Italia e anche in qualche città d’Europa, creando una comunità di fan che sta crescendo sempre più e quest’anno abbiamo deciso di registrare un disco anche per offire ai nostri ammiratori un prodotto diverso dallo spettacolo che sono abituati a vedere.
E’ stata sicuramente un’esperienza meravigliosa e anche un po’ strana: siamo abituati a suonare e cantare i nostri brani davanti a un pubblico e invece questa volta, siamo entrati in uno studio a registrare, sapendo che le nostre canzoni sarebbero state ascoltate senza essere accompagnati dalla parte visiva che offriamo durante gli spettacoli.
Abbiamo scelto dodici tracce tra quelle che più ci piacciono e che pensiamo possano rappresentare al meglio il nostro progetto: si tratta soprattutto di brani iconici, tratti da film altrettanto iconici che ormai sono diventati i “classici” di Tim Burton, ma anche di brani che abbiamo riarrangiato e che quindi hanno caratteristiche molto più personali.
Crediamo che questo disco sia un altro lato della Spleen Orchestra che ancora il nostro pubblico non ha visto e che speriamo apprezzerà tanto quanto ha apprezzato il nostro show fino ad ora!

Chi vi ascolterà ritroverà le stesse atmosfere che proponete sul palco durante i live?
Emily:Come ho detto nella risposta precedente, si tratta di un progetto in cui i brani non saranno accompagnati dalla parte teatrale che di solito proponiamo dal vivo: abbiamo quindi deciso di creare atmosfere un po’ diverse, smettendo per un attimo di pensare al nostro show e concentrandoci su un nuovo modo per comunicare le stesse emozioni e raccontare le stesse storie, ma senza l’aiuto dei costumi e delle proiezioni che solitamente seguono la nostra musica.
Personalmente sono molto contenta di questa scelta: si tratta di un ulteriore lavoro che abbiamo fatto sui brani, per poterli rendere appetibili anche per un pubblico virtuale, che potrà solo ascoltarci.
Da poco è iniziata anche la nostra campagna su Kickstarter: abbiamo pensato che fosse una buona idea coinvolgere il nostro pubblico nella realizzazione dell’album.. Ognuno, attraverso il sito, potrà fare una donazione che ci permetterà di coprire alcuni costi di produzione e di realizzare fisicamente il disco e quindi sarà partecipe della creazione del disco e, in cambio, potrà avere una copia del cd in anteprima.
Ma non ci siamo fermati qui! Infatti stiamo realizzando delle ricompense in più: oltre al disco, si potranno avere dei kit da “vero fan” contenenti anche la nostra t-shirt, dei poster e altro materiale tutto firmato The Spleen Orchestra.
C’è stato molto lavoro dietro questo disco e speriamo che i nostri fan possano essere entusiasti del risultato quanto lo siamo noi!

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