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SOEN @ SONIC ROOM, FABRIANO (AN)

Giovanni Panebianco

Il supergruppo dei Soen sul palco del Sonic Room

Cercando i Soen su Google salta all’occhio come venga usata la definizione “supergruppo”. In effetti, come dar torto al noto motore di ricerca? Un dream team Progressive Metal che annovera tra le sue fila Martin Lopez alla batteria, già con Opeth e Amon Amarth, il cantante dei Willowtree, Joel Ekelof e la new entry, il chitarrista Cody Ford dai canadesi Sonburst. Dopo Milano e Roma, la terza e conclusiva tappa del “Lotus On Tour” è stata al Sonic Room di Fabriano, locale marchigiano sempre molto accogliente e ricco di proposte live interessanti.
Purtroppo a causa del maltempo sull’arco alpino, l’apertura porte è stata anticipata di oltre un’ora, facendo iniziare i concerti alle 20:30. Quindi al mio arrivo, sul palco erano in essere già i preparativi per l’esibizione dei Ghost Iris, il secondo gruppo in scaletta. Sorry, Wheel. Sarà per la prossima.
Il quartetto danese è salito sul palco e in 40 minuti ha raso al suolo l’intero ambiente con un ibrido tra Metalcore e attitudine Punk. E’ stato come un incontro/scontro tra gli As I Lay Dying e gli A Day To Remember. Hanno eseguito una setlist che pescava a piene mani dall’ultimo lavoro Apple Of Discord, eccezion fatta per “Parallel Passage” tratta dal debut album Anecdotes of Science & Soul. Il momento clou è stato senza dubbio quando il frontman Jesper è sceso dal palco, catalizzando l’attenzione dell’intera folla.
“Virus” ha concluso uno show convincente e coinvolgente, che ha scaldato i presenti in previsione degli headliner. Una lunga intro ripresa fedelmente dal brano “Covenant” ha creato la giusta tensione, mente mano a mano i cinque svedesi si disponevano sul palco. Gli ultimi a fare la loro comparsa sono stati Martin e Joel, accolti da un boato assordante. L’accoppiata “Rival”“Lascivious” è stata devastante con il pubblico che cantava ogni singola parola, creando attimi di piena empatia con la band, che rispondeva con sorrisi di puro gradimento. Sulla presenza scenica dei Soen c’è poco da dire: on stage sono una garanzia, mai sottotono, una vera macchina da guerra, guidata da un Joel Ekelof elegantissimo e in forma smagliante. Lotus, il loro ultimo disco uscito lo scorso Febbraio, è stato suonato quasi nella sua interezza, alternandosi con canzoni riprese dal lavoro precedente Lykaia e da “Savia” dal primo album Cognitive, che ha dato il via alla girandola dei bis. Prevedibilmente “Lotus” ha chiuso la serata, in un tripudio di ovazioni, segno di come la band in Italia goda di un nutrito seguito. Uno spettacolo che col passare del tempo ha assunto sempre più i connotati di un tributo all’arte fatta musica. Indimenticabile.

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