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Recensioni

Silversnake Michelle: “Her Snakeness”

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Scritto da Red

Seduzione. Sicuramente questo. Rosso bordeaux, velluto, lenzuola e catene. E poi i serpenti, vino rosso (manco a dirlo) e qualche scudo epico alle pareti, a guisa di trofeo del casato che pende tra un candelabro e l’altro. Ecco lo scenario di questo “Her Snakeness” che mi si presenta davanti agli occhi. Anche se quando suona la seconda traccia “Proserpine” ho un forte sentore di America del pop rock da ballata da cui hanno attinto tutti, perfino i Negrita. Il nuovo disco di Micaela Battista – in arte Silversnake Michelle – suona bene nelle vene e nello spirito ed è un disco “scuro” di intensità e di virtù. Sono 14 tracce cantate in un inglese non bellissimo in cui la parola chiave che mi salta in mente è ISTINTO. Ed è infatti l’istinto secondo me e secondo il mio ascolto l’unico collante tra brani che tra loro sembrano distare molto nel tempo e nello spazio. Invece sono tutti a firma di una stessa anima…
Se per esempio proprio “Proserpine” sapeva di una ballad rock americana, la successiva “The Deep Green” è un metal epico con un “vocoder” alla voce e la successiva “D.N.A.” sembra una balla d’autore pop folk alla Dire Straits…e così via…e non spaventiamoci se poi a metà tracklist addirittura esiste un brano come “C9H13Night” che ha del flamenco andante con una chitarra classica/acustica e un andamento davvero surreale che mescola assieme sapori latini, spagnoli e un funky inciso da un drumming degno di nota. E poi “Diallele” che sembra un brano alla Deep Purple di “Blind Man” solo più intimo, corale e decisamente moderno. E potremmo continuare così fino a chiusura disco…una continua sorpresa, un continuo viaggio, un restare col fiato teso perchè mai niente è possibile prevedere e rendere scontato in questo lavoro. Silversnake Michelle forse ha esagerato un po’ realizzando un’opera che ha – paradossalmente – “troppo” da dire per star chiusa in soli 13 brani…e non ci stupiremmo se mancassero all’appello anche altre canzoni tenute fuori forse per un prossimo disco. Peccato per una chiusura “vintage” con una inflazionata idea della puntina di vinile che dà il benvenuto ad un brano di solo pianoforte altrettanto epico e definitivo, un antico cimelio di famiglia trovato nel grande salone dei nonni…e il bambino che è in ognuno di noi lo scopre, si ferma, si arrampica…e suona. Bel disco Silversnake Michelle.

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