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Sound&Vision

Shawnn Monteiro @ Teatro Summarte

Mario Catuogno
Scritto da Mario Catuogno

“La Musica e il canto rappresentano TUTTO nella mia vita. Non potrei vivere senza quello che ancora oggi, dopo decenni di grandissimi successi, cerco di trasmettere in tutto il mondo tramite la mia voce”.

Domenica 13 dicembre il secondo appuntamento di successo di pubblico e di critica della Rassegna “Jazz e Baccalà” curata dal Direttore Artistico Elio Coppola e organizzata al Teatro Summarte di Somma Vesuviana (NA) con il concerto di Shawnn Monteiro, bravissima cantante jazz di Boston.
La cantante, accompagnata da una band tutta campana composta da Elio Coppola alla batteria, Antonio Claps al piano, Aldo Vigorito al contrabbasso, ha eseguito alcuni tra i più famosi brani natalizi di sempre come “Santa Claus is coming to town”, “The Christmas Song”, “Let it Snow”, “Jingle Bells”, “Silent night” coinvolgendo tutto il pubblico accorso numerosissimo al Teatro Summarte in un’emozionante atmosfera natalizia.
Dopo il concerto, la cantante oltre a ringraziare il pubblico per l’accoglienza cosi calorosa, ha invitato tutti coloro che studiano canto jazz ad iscriversi alla Master Class di canto jazz diretta dall’Artista e organizzata dall’Associazione Musicology che si terrà il 16 dicembre al Jazz Club Misvago di Casoria.
Prima del concerto, una bella chiacchierata con la grandissima interprete Shawnn Monteiro

Figlia d’arte, hai collaborato con numerosi artisti e musicisti di tutto il mondo. Come sono stati i tuoi inizi in questo mondo cosi particolare come quello della musica, essere una figlia d’arte è stato un vantaggio per te o uno svantaggio?
Ho sempre avuto una passione per la musica sin dall’infanzia e ho voluto diventare una cantante con tutta me stessa. Essere figlia d’arte non ha mai avuto svantaggi, anzi, al contrario solo vantaggi perché nella mia vita ero sempre in compagnia di artisti importantissimi che collaboravano o suonavano con mio padre Jimmi Woode. All’inizio della mia carriera artistica nessuno sapeva che io ero la figlia di Woode, ne’ mio padre ha mai saputo che io avevo iniziato a cantare fin quando sono diventata abbastanza famosa e qualcuno dell’ambiente gli ha parlato di me, dei miei piccoli successi. E lui fu molto fiero di me, della mia scelta professionale di dedicarmi al mondo della musica e anzi iniziò a farmi cantare con lui e con la sua band nei suoi spettacoli in giro per l’America.

Che cosa ha rappresentato e rappresenta per te la musica e il canto?
Ha rappresentato e rappresenta TUTTO nella mia vita. Non potrei vivere senza musica e senza quello che ancora oggi, dopo decenni di grandissimi successi, cerco di trasmettere in tutto il mondo tramite la mia voce.

Sei conosciuta in tutto il mondo e hai cantato in tantissime Rassegne e teatri sia in America che in Europa. Hai però un amore particolare per l’Italia visto che spesso sei qui. Come mai? Ci racconti di questa tua esperienza italiana?
Io ho cantato dappertutto nel mondo, ma dalla prima volta che sono arrivata in Italia ho capito che in Italia c’è un’attenzione particolare per il jazz, visto che sono molti gli italiani che lo apprezzano particolarmente, che lo seguono, che lo ascoltano dappertutto sia nel jazz club che nei teatri che nelle varie rassegne che si organizzano in diverse città italiane, che lo studiano attentamente. Per questo è sempre un piacere per me venire a cantare per un pubblico cosi preparato e attento come quello italiano.

Cosa ti ha insegnato tuo padre, Jimmy Woode, sia nella vita che nella musica?
Sia nella mia vita che nella musica mi ha insegnato ad essere professionale, l’eleganza nella musica e nel modo di essere e di porsi con gli altri, essere vera con se stessi e metterci il cuore. Mio padre aveva un grande cuore e io ho cercato e cerco di assomigliargli più possibile sia nella vita che nel mio lavoro di tutti i giorni.

Alterni serate tra stili e generi musicali diversi fra loro, jazz, blues, bossa e gospel. Infatti ieri sera ti sei esibita ad Avellino per una serata di jazz, stasera al Summarte nell’ambito della Rassegna Jazz e Baccalà, organizzata dal Direttore Artistico Elio Coppola e dal Teatro Summarte, per una serata dedicata ai canti gospel e natalizi tradizionali. Come mai questa scelta di alternare vari stili musicali e come fai a relazionarti ad essi sempre con un’impeccabile esecuzione ed interpretazione?
Semplicemente amo la musica e quelli che si intendono come “Songbook americani”. In essi ci sono vari elementi di musica jazz, blues, latina, gospel e quindi per me è naturale esibirmi in tutti i generi musicali senza legarmi ad uno in particolare ma scegliendo tra essi quelli che più mi emozionano come testi e come melodia.

Che significato assume, in questo particolare momento storico legato all’attualità (vedi Parigi, e altri episodi di terrorismo) cantare canzoni di Natale? Che cosa vuoi trasmettere, oltre all’emozione della Musica?
Io mi occupo di Musica ed essa non è legata a nessun evento politico o di attualità. Anni fa durante la guerra in Iraq, fui invitata a cantare al Festival jazz a Dubai ed ero molto indecisa se partire o meno. Fui convinta da mio marito a partire comunque vista l’importanza della rassegna. Alla prima conferenza stampa ovviamente essendo americana iniziarono a pormi delle domande sulla politica di Bush e sulla guerra in Iraq. Risposi loro che io ero lì solo per la Musica non per la politica. Dopo quella risposta tutti i miei concerti furono un successo per tutta la settimana del festival. La musica fu come un ponte tra le persone, un vero collegamento. Ed è quello che mi prefiggo stasera, nonostante l’attualità, di essere un ponte tra il pubblico, me e il Natale ormai vicino.

Il prossimo 16 dicembre sarai protagonista di una Master class di canto organizzata dall’Associazione Musicology presieduta da Elio Coppola. Oltre al canto quindi anche l’insegnamento?  Per lei cosa è importante trasmettere alle nuove generazioni?
Da diversi anni io insegno jazz all’Università in America. Tramite questa esperienza cerco di trasmettere tutto quello che ho imparato durante tutta la mia carriera nel più breve tempo possibile e di dare loro un punto di partenza dal quale poter partire e dedicarsi alle loro scelte musicali e artistiche. Ecco perché per me insegnare è ugualmente importante come cantare e mercoledì sarà un momento molto importante anche per me confrontarmi con tutti coloro che vorranno iscriversi e partecipare a questa Master class.

Intervista e Photogallery a cura di Spectra Foto


 

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Mario Catuogno

Mario Catuogno

Miope da sempre, la messa a fuoco manuale non è stata mai facile per me. Mi venivano bene solo i panorami. Ringrazio la tecnologia per la MAF automatica e altre diavolerie, mai soddisfatto delle mie foto

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