La soffitta Recensioni

Sepi Kuu – Rannan Usvassa

Fortunato Mannino

chi è Sepi Kuu? ci catapulta nella lontana e bellissima Finlandia nell’anno 1980

Se non ci fossero le piccole etichette, il mercato delle ristampe e un sistema d’informazione parallelo e intelligente… saremmo in balìa del nulla assoluto.
Band preconfezionate, prezzi altissimi per prodotti che nel giro di un mese perdono in toto il loro valore, stanno segnando il destino delle grandi major. È vero che possono sempre raschiare il fondo degli archivi, è vero che ci sarà sempre un seguito di teenagers pronto all’acquisto, è vero che il pubblico ammaestrato difficilmente ti abbandona, ma è anche vero che quel pubblico, prima o poi, lo perdi o peggio, visto i costi, alimenterà il mercato della pirateria. È il rischio che si corre quando s’insegue il business più che la qualità!
Concetti ben chiari a tutta quella galassia di etichette che ripropongono / immettono sul mercato prodotti di elevata qualità e il cui valore s’incrementa con il tempo. Il risvolto negativo della medaglia è la reperibilità, la tiratura bassa che spesso manda sold-out il prodotto nel giro di pochissimi giorni e, ovviamente, il prezzo iniziale che non è sempre accessibile. Concetti chiari anche agli artisti che, sempre più spesso, percorrono la via dell’autoproduzione.
Riflessioni personali che fanno da battistrada per un disco che desideravo avere da tempo e che nella sua prima edizione è introvabile a prezzi umani. Un disco uscito nel 1980, passato praticamente inosservato e, pian piano, entrato nella leggenda. Certo YouTube e i vari blog permettono un assaggio ma… avere il proprio LP in mano e gustarlo nella sua totalità è tutta un’altra storia.
Il disco in questione è Rannan Usvassa di Sepi Kuu e… la nostra macchina del tempo ci catapulta nella lontana e bellissima Finlandia nell’anno 1980!
Ma cos’è Rannan Usvassa e chi è Sepi Kuu? Cominciamo col dire che colui che si cela dietro allo pseudonimo di Sepi Kuu probabilmente non lo scopriremo mai. Quest’artista ha scelto l’anonimato e questo è l’unico lavoro che ha firmato, almeno con questo pseudonimo. In occasione della ristampa (unica e autorizzata) gli è stato chiesto, tra l’altro, di svelare il suo vero nome, ma per modestia ha cordialmente rifiutato. Rannan Usvassa sono una serie di poesie del poeta Mikko Tole che Sepi Kuu ha musicato e interpretato.
Un progetto voluto dalla moglie del poeta e, successivamente, amato dallo stesso, nonostante le perplessità della casa discografica. Le registrazioni, infatti, sono durate pochi giorni e sono state effettuate all’interno di una casa abbandonata. Le strumentazioni messe a disposizione, ricorda l’artista, erano ridotte all’osso, ma il risultato finale è davvero sorprendente.
Sepi Kuu, con il suo stile personale, non solo ricrea l’atmosfera delle liriche, ma le cristallizza nello spazio tempo. Inquiete atmosfere prog, un folk-psichedelico contaminato da melodie e arpeggi orientali, il modo personale di cantare ed interpretare le poesie sono le peculiarità che rendono unico questo lavoro.
Purtroppo tutti i demo preparatori alla registrazione sono andati perduti per sempre in un incendio ed è impossibile ricostruire la genesi di quest’album. Un vero peccato perché è lo stesso Sepi Kuu a raccontare che vi erano versioni differenti dei vari brani. La copertina dell’album è stata tratta da un quadro dello stesso Sepi Kuu ed è un’ulteriore prova della sua ecletticità.
Come detto il 1980 è anche l’anno in cui Rannan Usvassa inizia il suo lento e inesorabile cammino verso la leggenda. I perché non abbia avuto molto successo sono tanti. Tra questi vi sono sicuramente la cattiva promozione del disco e, in parte, il periodo storico che ad una musica intimista prediligeva i grandi gruppi da stadio. Un altro motivo è da ricercarsi nella difficoltà oggettiva a comprendere il finlandese ma… il Tempo è galantuomo e chi ha acquistato la sua copia allora, ha oggi un piccolo tesoro. La prima tiratura non supera infatti le 1000 copie e l’ultima copia venduta di cui si abbia notizia è stata battuta a circa 700 euro.
Se possiamo riascoltare / apprezzare in tutta la sua bellezza questo lost album, dopo ben 35 anni, il merito è della Shadoks Music. L’unico formato fruibile, al momento, è il vinile e le copie, tutte numerate a mano, sono in tutto 500 … A buon intenditore…

 

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