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Interviste

SARC:0, Intervista

Caterina Lucia
Scritto da Caterina Lucia

SARC:O sa perdersi felicemente durante la sua fase creativa e ci regala un piccolo capolavoro elettronico.

“Nei racconti di Asimov ho trovato ispirazione e talvolta insegnamenti preziosi”. SARC:O sa perdersi felicemente durante la sua fase creativa e ci regala un piccolo capolavoro elettronico.
SARC:O è il progetto di musica elettronica di Francesco Sarcone – musicista, produttore, sound designer – nato dalle produzioni destinate alle sonorizzazioni video e sound design. Dopo la pubblicazione di due fortunati EP Something Happened  e Manifesto, Sarc:o presenta Finding Knowing Delight. Il disco si compone di tre release digitali, tre EP già pubblicati The Finding, The Knowing e The Delight.
Lo abbiamo intervistato per voi e ci ha raccontato del suo piccolo capolavoro elettronico.

Finding Knowing Delight è il tuo nuovo disco ed è ispirato alla fantascienza di Asimov; raccontaci com’è nato.
Nei racconti di Asimov ho trovato ispirazione e talvolta insegnamenti preziosi, in particolare nel periodo in cui scrivevo i brani mi sono imbattuto in una frase: “The true delight is in the finding out rather than in the knowing”.
 Mi aiutò a comprendere meglio la condizione in cui mi trovo spesso durante la mia fase creativa: perso e felice di esserlo.
 Ho deciso quindi che quello sarebbe stato il concept del mio lavoro.

Ci sono tre EP che confluiscono nell’album: The Finding, The Knowing, The Delight. Come hai amalgamato i tre precedenti EP in questo ultimo lavoro?
Il progetto aveva questo disegno fin dall’inizio ho progettato l’album perché uscisse in tre “capitoli”, proprio per dare ulteriore risalto al concetto di viaggio / percorso.

Le grafiche che ruolo rivestono in questo progetto?
l’universo visivo del progetto rispecchia al 100% l’universo sonoro che ho cercato di rappresentare, anche il sito www.iamsarco.com ad esempio, è un’esperienza interattiva che ti consente di viaggiare all’interno di questo universo digitale.

In questo disco hai collaborato con il cantautore Nicola Pressi, che ha prestato la voce in alcuni brani. Com’è nata questa collaborazione?
Come spesso accade, per caso. Ci siamo incontrati in una serata in cui i nostri precedenti progetti si esibivano in un locale di Roma, la serata non andò particolarmente bene, ma fu l’occasione di sentire i rispettivi lavori e avviare una conoscenza reale e non computer-driven.
 Da lì a breve eravamo già al lavoro sul primo brano, che oggi si chiama “South of Sun”.

Qual è il brano che pensi possa racchiudere tutto il senso dell’album?
Ho vissuto questo album come un viaggio e mi risulta difficile identificare un brano che lo rappresenti. Quello che posso fare è segnare due tappe importanti di questo viaggio.
 La prima è “A Goodbye”, rappresenta l’incontro con Emilio Pozzolini (port-royal, Veyl) che ha prodotto l’album è ha dato un contributo tecnico, creativo e umano fondamentale. La seconda tappa è “We Were Promised Flying Cars”, brano che racconta il futuro che ho voluto disegnare, un futuro che è già qui ma è diverso da come ce lo aspettavamo.

Possiamo tranquillamente dire che vivi la musica a 360 gradi. Oltre ad essere un musicista, sei produttore, sound designer, co-fondatore dell’etichetta Yalla Records e del progetto di musica e cucina Food Ensemble. Cosa pensi delle contaminazioni tra arte e musica?
La creatività vive di sbandamenti, sconfinamenti, furti, miscugli, e cose del genere… credo sia fondamentale quindi la contaminazione.
 Uno dei miei progetti di cui vado più fiero è Food Ensemble www.foodensemble.it grazie al quale siamo arrivati a fondere due cose come la musica e la cucina, e offrire allo spettatore un’esperienza che davvero coinvolge tutti i sensi… letteralmente mangia il frutto della nostra creatività.

Quali sono i tuoi progetti futuri?
Mi sto concentrando sull’organizzazione dell’attività live, porterò in giro la mia musica con questa band che mi ha accompagnato nelle date di presentazione.

About the author

Caterina Lucia

Caterina Lucia

Ribelle, testarda e con un animo fortemente punk. Sono sempre alla ricerca della bellezza pertanto amo la musica, l’arte, la poesia e il caos. Guardo oltre le apparenze, mi riconosco nei particolari impercettibili. Mi piace dare un senso profondo alle parole e giocarci come faceva Kandinsky con i suoi colori; scrivo per necessità, per dissestare i miei pensieri.

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