Interviste Sound&Vision

Sarah Jane Morris & Antonio Forcione in Compared To What

Sabato 12 novembre la terza serata della rassegna dedicata alla “Donna in Musica” organizzata dall’Associazione ISenzaTempo di Avellino, ideata dal Direttore Artistico Luciano Moscati e lo staff organizzativo dell’Associazione, con la presentazione del progetto “Compared to what” di Sarah Jane Morris & Antonio Forcione.
La voce calda e coinvolgente di Sarah Jane Morris ha letteralmente incantato il pubblico presente insieme al virtuosismo e alla bravura straordinaria di un vero e proprio talento della chitarra qual è Antonio Forcione.
Il concerto è stato un successo assoluto, sia di pubblico (sold out da settimane) che di consenso dello stesso nei riguardi di un’Artista che ha dato tutta sé stessa sia sul palco che dopo la serata, firmando autografi a tutti i suoi fans e intrattenendosi con loro fino a tarda serata.
“Compared to what”, uscito il 28 ottobre scorso, è un disco molto particolare che affronta temi sociali di grande impatto emotivo oltre a parlare di amore e di vita, su testi scritti interamente dalla Morris e musica di Antonio Forcione.
Durante la serata sono stati presentati quasi tutti i brani del disco, passando da quelli che affrontano temi sociali come “The Sea” che parla della tragedia dei migranti, a “Confort Zone” sulla violenza sulle donne, all’Amore come in “Awerstruck” o “All I want is you”, fino al ritmo della tracklist “Compared to what” e cover straordinarie come “Superstition “ e “Message in a Bottle” fino all’ultimo brano cover della famosissima “Blowin’ s in the wind” omaggio al Talento e alla poesia di Bob Dylan, completamente riarrangiata con un stile straordinario da Antonio Forcione.

Articolo e Intervista di Annamaria De Crescenzo
Foto di Mario Catuogno – Spectra Foto

Di seguito una bella intervista ai due artisti della serata

Solo una domanda ad entrambi sulle rispettive carriere poi passiamo al nuovo album se siete d’accordo. Iniziamo con Sarah Jane Morris: Lei è una cantante di straordinario successo, ha collaborato con tantissimi musicisti e realizzato tanti straordinari progetti. Quali esperienze le sono rimaste più nel cuore in questi 36 anni di carriera e come è cambiata il suo modo di fare musica e di essere musicista nel mondo?
Sarah Jane:
 Tutte!! (ride) non potrei mai privilegiare un’esperienza al posto di un’altra. E poi sono da sempre innamorata dell’Italia ce l’ho nel cuore ogni volta. Ogni volta che sono venuta qui in Italia ho conosciuto artisti meravigliosi e il pubblico italiano che è sempre molto affettuoso con me.

la stessa domanda per te Antonio .. a Londra da tantissimi anni, tantissime collaborazioni, ma qual è il progetto del cuore prima ovviamente di questo album con Sarah?
Antonio:
Si ormai sono a Londra da ben 32 anni, come hai detto tu ho avuto modo di conoscere e collaborare con tantissimi artisti importanti anche a livello internazionale ma scegliere una tra queste che mi ha dato, più delle altre, emozioni o insegnamenti è materialmente impossibile visto che per me sono tutte importanti allo stesso modo e livello, e ogni collaborazione mi ha dato tantissimo. Anche il mio quartetto è molto vario, il percussionista Adriano Adewale, dal Brasile, ha portato nella musica che io compongo degli elementi importantissimi per la mia musica, poi c’è la violoncellista Jenny Adejayan che è nata a Londra però ha il padre nigeriano e madre spagnola, poi c’è il bassista che viene dall’Australia, praticamente un’alchimia dal mondo. Anche quando vivevo in Italia ero molto molto interessato a conoscere e sperimentare i linguaggi musicali del mondo intero, conoscere la radice di uno stile musicale, all’epoca ho suonato anche per la musica popolare e lavorato anche per la Nuova Compagnia di Canto Popolare e per i Musica nova.
Adesso quando faccio anche i master class parlo della storia, della radice della musica, perché’ a me piace parlare di chi ha una storia da raccontare.

Parliamo di questo nuovo Album ” Compare to what “. Quando e come nasce la vostra collaborazione artistica tra la voce calda e particolare di Sarah e il virtuosismo di Antonio?
Antonio
:io e Sarah Jane ci conosciamo da tantissimi anni perché’ frequentiamo a livello musicale gli stessi circuiti. Qualche anno fa, per la presentazione del suo nuovo disco, Sarah Gillespie ci invitò alla serata come special guests. Comunamente i musicisti non arrivano mai in anticipo ma quella sera siamo arrivati entrambi molto presto, ci siamo messi a parlare di fronte io ad un the, lei ad un cappuccino. Avevo finito da poco il mio 19esimo album ero stato in Africa, lei ha ascoltato un brano del mio album ed è rimasta affascinata dalla mia musica e abbiamo pensato perché non provare a fare qualcosa insieme. È arrivata dopo un po’ a casa mia con un pacco di fogli, di appunti vari, di storie che aveva scritto lei stessa, le abbiamo lette insieme e su ogni concetto abbiamo preso quelle ci piacevano di più, che pensavamo fossero adatte per i temi stessi del disco ed è stato come scrivere musica per un piccolo cortometraggio perché’ è un insieme di storie molto particolari con un aspetto sociale molto forte.
Sarah Jane:Abbiamo suonato negli stessi posti per tanto tempo ma non ci eravamo mai incontrati. Tre anni fa a casa di un’amica abbiamo iniziato a parlare tra di noi, scoprendo molte affinità nella musica come nella vita. Il Sudafrica è stata una connessione tra di noi perché’ entrambi abbiamo dedicato un disco a tale paese. Abbiamo trovato un’occasione per incontrarci e in un giorno abbiamo composto io le parole ed Antonio la musica. Un solo giorno per fare tutto il progetto, poi ovviamente abbiamo dovuto liberarci da altri impegni precedenti e trovare il tempo per poterlo registrare in studio, organizzandoci con un amico, tra l’altro italiano che ha uno studio di registrazione a Londra, coinvolgendo nel progetto altri due amici di Antonio e uno mio per creare poi il disco.

L’album è un disco molto particolare ed intenso. Dal punto di vista musicale non c’è un solo genere musicale ma sembra un insieme di diversi stili. Vi hanno paragonato anche a miti eccellenti come Janis Joplin, Tom Waits e Jimi Hendrix. Non è così?  Pop jazz blues. come lo definireste? Quanto c’è di Sarah, quanto di Antonio
Antonio:
 Abbiamo avuto un percorso musicale particolare io e Sarah, in noi c’è tutto quello che riepiloghi, ma siamo noi, siamo veri, senza etichette perché’ non mi piace etichettarmi in uno stile anziché un altro né appartenere ad uno stile anziché’ ad un altro. Certo è che noi, entrambi, non facciamo “mainstream” cioè non seguiamo le “mode” correnti, siamo noi stessi nelle cose che facciamo, non facciamo musica commerciale. Siamo sempre alla ricerca di cose particolari e personalmente scelgo non lo stile musicale ma solo quello che mi consente di emozionarmi.
Sarah Jane: È difficile catalogarlo perché è un disco “difficile”, insieme abbiamo voluto raccontare delle storie di oggi, delle persone del nostro tempo con alcune storie di attualità molto forti come quella della violenza sulle donne, ed è un disco molto “nudo” perché è solo chitarra e voce, nessun altro strumento, è molto essenziale.

Oltre il punto di vista musicale, è un disco molto intenso anche a livello dei contenuti con brani attualissimi non solo nei testi ma anche nei temi. Cosa vi ha ispirato nello scrivere della tragedia dei migranti (The Sea) come sulla violenza delle donne (Comfort Zone) o sull’insicurezza sul futuro come in “Bare my soul “ad esempio?
Antonio:
 Il disco oltre ad un discorso di originalità musicale (lo definirei con stile pop acustico) ha un messaggio chiave molto importante per noi: quello sociale.
Infatti nel disco si affrontano temi molto seri e molto di attualità come appunto “The Sea che parla dei rifugiati, di coloro che affrontano il rischio di attraversare l’ignoto, il mare per poter avere una speranza di salvezza. Ed infatti ho chiesto a Sarah di sottolineare più volte, nel presentare il brano durante il concerto, di porre l’accento sul messaggio forte che è riportato nella canzone stessa.
Poi c’è un “Confort zone” che parla di una storia vera di un uomo che uccideva le donne dopo esserci stato insieme. Ma anche storie di amore come in “Awerstruck” o di cover di brani storici come “Superstition” di Stevie Wonder. “Messagge in a bottle” di Sting tutti riarrangiati da me, con delle sonorità e ritmo che fanno parte di me stesso e poi la splendida, secondo me, versione di “Blowin in the wind” omaggio a Bob Dylan che Sarah Jane non voleva fare proprio per evitare di “seguire le mode” visto che essendo stato premiato con il Premio Nobel della letteratura ora tutti fanno cover sulla musica di Bob Dylan ma l’ ho convinta, presentandole un arrangiamento del tutto particolare che in effetti fa riconoscere la canzone stessa solo dal ritornello ma tutto il resto sembra una canzone totalmente diversa. Gli abbiamo dato un “vestito “nuovo. La sintonia fra me e Sarah in questo disco è stata perfetta. Per il suo stile e la sua enorme professionalità lei è stata la voce per la mia musica e io sono stato la musica per la sua voce. Almeno ho tentato di farlo.
Sarah Jane: Considero “Compare to what” un disco molto “emozionale” perché sono molto coinvolta dagli avvenimenti di questi ultimi anni, l’arrivo in Europa di tutti questi migranti e rifugiati da ogni angolo della Terra dove ci sono guerre e difficoltà economiche e politiche. Faccio parte di un’Associazione Internazionale che si occupa di tale tema e spesso sono anche in Sicilia per poter conoscere da vicino la realtà di queste persone, le difficoltà che hanno al loro arrivo in Italia e non solo. E per questo motivo ho scritto una storia di uno di loro (The Sea) che è in realtà la storia di tutti loro.
Noi siamo loro e loro sono noi. Nel senso che non ci sono differenze tra noi e loro perché tutti avremmo potuto vivere le loro difficoltà se fossimo nati nei loro Paesi e vivere la tragedia di intraprendere questi viaggi della speranza via mare, rischiando, come spesso accade, anche la vita. Anche per questo sono molto contraria al governo del mio Paese che ha scelto con la Brexit di uscire fuori dall’Europa. Non va bene. Io credo che abbiamo bisogno di un cambiamento radicale perché è necessario cambiare questo tipo di indicazione politica ma per farlo bisogna cambiare dentro e aprire il cuore agli altri.

Cosa significa questo album per ognuno di voi e cosa ci sarà nel futuro professionale di ognuno di voi dopo “Compared to what “? Progetti futuri?
Antonio:Certamente si è rafforzata la sintonia fra me e Sarah e sicuramente ci saranno, almeno si spera, altri progetti insieme. Per quanto riguarda la mia carriera professionale ho tanti progetti in mente, ho appena finito di collaborare con il coro bulgaro in Bulgaria, e poi sono 4 anni che vado a Cuba per preparare un disco, un progetto nel quale credo molto e magari chissà dopo “Sketches of Africa” ci sarà anche “Sketches of Cuba”.
Sarah Jane: fare musica per tanti, tanti, tanti anni ancora. E girare il mondo non solo per far conoscere la mia musica ma anche per essere accanto a chi soffre in questo mondo.

 

About the author

Annamaria De Crescenzo

Annamaria De Crescenzo

Amante del ballo praticamente da sempre, la sua vita ludica è cambiata con l'incontro fortuito con una Nikon, ora riempie i vuoti lasciati dal ballo facendo foto e scrivendo recensioni sugli eventi musicali.

error: Sorry!! This Content is Protected !!

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Maggiori Informazioni

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Con questo sito acconsenti all’uso dei cookie, necessari per una migliore navigazione. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai su https://www.sound36.com/cookie-policy/

Chiudi