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Roma Fringe Festival, Il Gigante Egoista – Ci Chiamarono Tutti Alda

Bruno Pecchioli
Scritto da Bruno Pecchioli

Al centro di tutto, la poesia. una poesia scritta e vissuta, scontata, maltrattata e persino dimenticata.

E’ di scena il teatro al Roma Fringe Festival e, noi di SOund36, abbiamo seguito per voi due bellissimi spettacoli, “Il Gigante Egoista” – per la regia targata Antonio Tancredi – ed il monologo “Ci chiamarono tutti Alda” di Fabio Appetito.
Il primo dei due – un classico della letteratura di anglosassone – è stato una favola per tutti, grandi e piccini. Le attrici/narratrici Francesca Giacardi e Maria Teresa Giachetta ci hanno infatti catapultato, con l’ausilio di pupazzi ed oggetti vari,
in uno dei racconti più emozionanti di Oscar Wilde che, in questo splendido adattamento, ha di certo concorso ad enfatizzare la poesia che ha reso questa
favola immortale.

Il monologo “Ci chiamarono tutti Alda” ci è stato invece presentato come il ritratto di uno dei momenti certamente più dolorosi della poetessa dei Navigli:
quell’esperienza manicomiale divenuta pretesto, questa sera, per parlare della vita, dell’amore e della speranza di ciascuno di noi.
Al centro di tutto, la poesia. una poesia scritta e vissuta, scontata, maltrattata e, perché no, persino dimenticata.
L’attrice Giulia Santilli si è mossa in una scenografia essenziale a ritmo di musiche nostalgiche e penetranti per dar voce a tutte quelle donne che si immedesimano in un abuso, una violenza, una sconfitta, un morte.
“Se si vuole vivere più volte, bisogna morire più volte”, scrisse la Merini. E noi, su questo, non possiamo che essere più che d’accordo.

Articolo e Foto di Bruno Pek Pecchioli

 


About the author

Bruno Pecchioli

Bruno Pecchioli

Bruno "Pek" Pecchioli. Romano per nascita e tradizione.
Fotografo per consapevolezza e necessità.
Viaggiatore periodico.
Ferocemente dipendente da ciò che meraviglia.
E la musica è meraviglia. Sempre. Until the end.

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