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Recensioni

Rhò – Neon Desert

Claudio Donatelli

La migliore qualità di Rhò è che ti prende con molta semplicità e spontaneità

Il deserto si è preso molti degli strumenti che Rhò aveva utilizzato nel precedente Nebula. Il nuovo disco Neon Desert presenta suoni molto più scarni ed essenziali, molto ritmici, a discapito di alcuni suoni acustici.
Rhò ha studiato composizione alla Scuola Nazionale di Cinema e proprio come un regista si preoccupa di creare quel pathos necessario, un intreccio che possa generare delle aspettative in chi ascolta, per poi liberare le energie al culmine con melodie anche molto semplici e ottimiste.
Il sound di Rhò è sempre più marcatamente made in UK, tanto che la dolce Cross potrebbe benissimo suonare a ripetizione tra le frequenze di BBC Radio. Rhò ha la particolarità che compone per la propria voce, per i propri testi, musica elettronica che viene composta e suonata da un cantante, questo lo rende molto originale; J41D ha una forte sezione ritmica composta da tastiere, bassi e drums, la voce di Rhò sa essere strumento, il suono acuto di un fiato.
Lies continua a battere con più pathos, grazie anche all’ingresso del piano qua e là per lanciare un’esplosione di ritmi nel coro, con fiati e rullate.
Tutto il lavoro è molto intimo, Rhò sembra essersi collocato nel mezzo di un deserto, di uno spazio desertificato dalla presenza di forti luci bianche, in questo ideale non luogo nascono le 9 tracce di questo suo nuovo cd, canzoni che nascono da emozioni e che mirano ad emozionare.
Al termine del disco troviamo Sideway, canzone che sa fare ballare stretti, che scalda due cuori nella tormenta, che prende con molta semplicità e spontaneità, forse proprio la migliore qualità di Rhò.

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