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Interviste Recensioni

Postino @ Ohibò + Intervista

Luna Selimovic
Scritto da Luna Selimovic

“Vorrei continuare ad essere genuino, a scrivere pezzi sinceri e a non costruirmi un personaggio di plastica vendibile al grande pubblico”

Un neo laureato in medicina con un sogno nel cassetto e il coraggio di tirarlo finalmente fuori, così si presenta Postino, un nuovo cantautore della scena italiana. Lui si chiama Samuele Torrigiani e ha esordito l’11 marzo, pubblicando il suo primo singolo “Blu”, una canzone malinconica e pura che emoziona e disorienta, esattamente come il videoclip che concentra la nostra attenzione su un’unica ragazza che cammina tra la strade di un quartiere parigino moderno, e dove è l’unico personaggio riconoscibile. La solitudine viene così sottolineata dalla presenza di specchi sparsi nei luoghi che percorre.
Segue poi l’uscita dell’album “Latte di Soia” il 6 Luglio e il tour estivo.
Ora purtroppo l’estate è conclusa, ma la fortuna di poterlo vedere su un palco persiste.
Così mi ritrovo all‘Ohibò, uno dei locali milanesi che preferisco e che anche quest’anno presenta una programmazione ampia e brillante.
Ad un’intro particolare che fa risuonare in sala un discorso puramente formale sulla corretta denominazione della bevanda più volte menzionata nell’album, ovvero il famoso “latte di soia”, segue l’ingresso dei due fedeli accompagnatori di questo, già così tanto promettente, tour: Matilde Benvenuti alla batteria e Antonio Bollettino alla tastiera. Infine arriva lui, Postino. Già dal primo pezzo il pubblico lo segue abbagliato e l’emozione in sala è alta., il risultato mi colpisce: i suoni dell’album (“elettro-vintage con un abbondante utilizzo di synth”) sono fedelmente riprodotti e l’alchimia tra i tre musicisti è decisamente accattivante.
In questa atmosfera così intima, Postino ci racconta a tratti il suo percorso, come quando introduce “Anna ha vent’anni”, la prima canzone che scrisse dell’album che parla di una crisi esistenziale che stava affrontando in quel periodo e che oggi, dice, “forse è passata”. Anna è il nome di sua nonna e questa canzone si chiama così per contrasto, per sottolineare la differenza generazionale, dato che lei a quell’età aveva altro a cui pensare. Questo pezzo racconta la difficoltà di inserirsi in un ambiente totalmente diverso, il tanto agognato “mondo dei grandi”, un periodo in cui tante certezze sbiadiscono e dove bisogna ritrovarsi, “la realtà non è come vuole lei o come se la immaginava in fondo, perché la magia crescendo è andata persa“.
Arriva poi il momento dell’inedito che ci viene presentato come un inno a rischiare, perchè non farlo significherebbe non vivere. Un pezzo così coinvolgente che riesce a farci cantare già dal primo ascolto.
La canzone che preannuncia la fine è “Ambra era nuda”, attesissima dal pubblico che è finalmente libero di cantarla a squarciagola. E così, emozionarsi stasera è inevitabile. Un’atmosfera che nella sua più pura pienezza riesce a mantenere la semplicità.
Inizia la sua carriera con il volto nascosto e senza un nome, eppure stasera viene fuori tutto ciò che è: un giovane talento fiorentino che scrive la maggior parte delle sue canzoni il giorno dopo una sbronza, come ha confidato diverse volte; un ragazzo con l’urgenza di esprimersi che parte dalla malinconia, elemento chiave e onnipresente dell’album e che ci viene genuinamente raccontata in molteplici sfumature. Una malinconia che non è ciò che viene spesso definita dispregiativamente “da cameretta”, ma il sentimento nobile di chi cerca per sé un posto migliore nel mondo e trasforma la ricerca in un atto creativo.

Intervista
Dopo il concerto ci si è presentata l’opportunità di fare due chiacchiere con Samuele Torrigiani, in arte Postino, che dire, l’abbiamo colta al volo!

Cosa ti ha spinto, con una laurea in mano ed un percorso di studi terminato, a metterti in gioco nell’ambito musicale, scelta che, onestamente, ci ha fatto molto piacere?
Scrivo canzoni da quando ho 17-18 anni, poi una volta laureato, avendo più tempo a disposizione, ho deciso per regalo di laurea di andare a informarmi per incidere un disco. Le canzoni sono piaciute molto all’etichetta discografica che è la Labella Dischi e da lì è partita tutta l’organizzazione di quello che è adesso il progetto Postino. Il tutto è nato molto a caso.

Cosa vuole Postino dal futuro? E quali sono i suoi prossimi obiettivi?
Postino (che è diverso da dire Samuele Torrigiani) dal futuro vorrebbe continuare ad essere genuino, a scrivere pezzi sinceri e a non costruirsi un personaggio di plastica vendibile al grande pubblico. Quindi senza porsi grandi obiettivi ma vivendo questo momento bello e spiazzante giorno per giorno. Vedremo!

Come vivi questo periodo di così grande cambiamento?
Come dicevo prima questo momento è bello da un lato ma fortemente destabilizzante dall’altro. Sto facendo cose che mai avrei pensato di fare nella vita: salire sul palco, cantare davanti ad un pubblico… Per me, che non sono abituato a stare al centro delle attenzioni, non è facile da gestire questa situazione, ma vedere così tante persone che si rispecchiano nelle parole delle mie canzoni fa venire voglia di credere in qualcosa, fa pensare che alla fine forse, per una volta, io sia nel posto giusto al momento giusto.

Abbiamo particolarmente apprezzato il talento e l’energia della batterista Matilde Benvenuti e del tastierista Antonio Bollettino. Com’è cominciata la vostra collaborazione?
La collaborazione con Antonio Bollettino va avanti più o meno dall’inizio del progetto e adesso oltre ad essere il mio tastierista cura anche una parte del management. Matilde invece mi è stata presentata qualche mese fa dal mio fonico, abbiamo iniziato a provare in sala e c’è stato subito un feeling, adesso siamo alla seconda data insieme ed è già parte integrante del gruppo. Siamo una piccola famiglia itinerante.

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