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Recensioni

Pierpaolo Lauriola – Polvere.

Fortunato Mannino

canta e suona ciò che scrive e ciò che scrive e canta non è altro che la sua vita! Non vi è nulla di preconfezionato né di artefatto!

È stato pubblicato il 2 ottobre, anche se era già disponibile da qualche mese in formato digitale, quella che è da considerarsi una bella sfida! Polvere. (il punto finale è compreso nel titolo), primo lavoro da solista di Pierpaolo Lauriola, si inquadra, infatti, nel filone cantautorale e, come tale, è molto suscettibile al gusto personale di chi ascolta e di chi scrive.
A noi l’album è piaciuto, nonostante qualche momento d’incertezza, perché dall’ascolto si percepisce chiaramente la genuinità del progetto. Pierpaolo Lauriola canta e suona ciò che scrive e ciò che scrive e canta non è altro che la sua vita! Non vi è nulla di preconfezionato né di artefatto e questo, al di là di ogni giudizio, è un punto di forza dell’album. A questo aggiungiamo che, senza promozioni particolari e con album autoprodotti, ha all’attivo più di trecento concerti e… non sono pochi! Dunque un’eventuale discussione sul modo di cantare o sulla musica sarebbe tediosa e sterile. Un cantautore o piace o non piace e la mezza misura non esiste!
Il progetto Polvere. non nasce all’improvviso né per caso. Si tratta di otto brani che avevano già una loro dimensione musicale e poetica, Pierpaolo li ha rivisitati dandogli un’identità finita nella Domo version e intima e introspettiva in quella acustica.
Le otto canzoni sono proposte, infatti, in una doppia veste. La Domo version attesta un po’ la genesi stessa dell’album. Lauriola, nel suo studio casalingo, evolve liriche, cura arrangiamenti e strumentazione. In poche parole rappresenta l’anima elettrica del cd. La sezione acustica è stata registrata successivamente presso Massive Arts Studios Recording di Milano.
La tematica dell’album è il tempo. E la parola polvere che dà il titolo all’album si presta a molte interpretazioni. Il concetto biblico inerente la precarietà della vita e delle umane cose; lo scorrere del tempo che nasconde la bellezza degli oggetti o, simbolicamente, offusca i ricordi. Otto brani che raccontano storie e sentimenti rivisitati in chiave poetica. Il punto finale e, qui ci perdonerete se ci improvvisiamo psicologi, potrebbe rappresentare sia la fine che l’inizio di un periodo.
Per un giudizio definitivo aspettiamo il secondo album. Per ora… buona la prima!

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