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Sound&Vision

PFM canta De Andrè @ Teatro Brancaccio

Andrea Stevoli
Scritto da Andrea Stevoli

Uno scatenato Franz Di Cioccio ha guidato un concerto travolgente: due ore di vera poesia rock e di ricordi.

Quarant’anni fa, Fabrizio De Andrè decise di dare una sferzata al suo percorso musicale riarrangiando il suo repertorio cantautoriale in chiave rock. Disse Faber in un’intervista: “Ero spaventato, forse in una vita precedente ero un pirata, e così una parte di me mi diceva di accettare”. Scelse la Premiata Forneria Marconi, all’epoca l’unico gruppo rock a uscire con successo dai confini nazionali, tanto da conquistare gli Stati Uniti. Il cantautore genovese e la band di Franz Di Cioccio si esibirono in tutta Italia a cavallo tra il 1978 e il 1979 e registrarono due album live. Da quegli storici concerti è partito il viaggio musicale “PFM canta De Andrè”.
Il nuovo tour, che è iniziato il 15 marzo al Teatro Nuovo Giovanni da Udine, ha visto la PFM salire sul palco del Teatro Brancaccio di Roma nella serata di martedì 9 aprile.
Quello al Brancaccio è stato un concerto travolgente, nel quale la storica formazione è stata letteralmente trascinata da uno scatenato Franz Di Cioccio. Sul palco, una formazione del tutto particolare. Oltre a Di Cioccio (batteria e voce), Patrick Djivas (basso), Lucio Fabbri (violino, chitarra e cori), Flavio Premoli (tastierista e tra i fondatori della band), Alessandro Scaglione (tastiere), Alberto Bravin (voce, tastiera, chitarra), Roberto Gualdi (batteria).
Non c’è più lo storico chitarrista Franco Mussida, ma il talentuoso Marco Sfogli al suo posto, il quale nonostante le critiche iniziali di alcuni che ritenevano la sua preparazione di stampo troppo metal progressive, non fa assolutamente rimpiangere il suo predecessore. Guest il chitarrista Michele Ascolese, per dieci anni a fianco di De Andrè.
Il gruppo prog ha portato sul palco i pezzi di De André così come furono arrangiati proprio in occasione del tour realizzato a fine anni Settanta insieme al cantautore genovese. Di Cioccio ha ripercorso alcune tappe della conoscenza tra la PFM e De Andrè.
Lo spettacolo al Brancaccio è stato scandito da vere e proprie ovazioni del pubblico, rapito da due ore di musica di altissimo livello. Due ore di vera poesia rock e di ricordi. Un tuffo nelle liriche di Faber, scomparso vent’anni fa, cantate da Di Cioccio e spinte dal rock progressivo della Premiata Forneria Marconi.
Uno spettacolo a tratti persino commovente, in particolare quando si è improvvisamente “materializzata” la voce di Fabrizio De André nella struggente “La canzone di Marinella”.
È uno dei momenti più belli del concerto, come la trascinante interpretazione de “Il pescatore”, che ha anticipato i due grandi classici della PFM, “È festa” e “Impressioni di Settembre”, che chiudono questo viaggio musicale lasciando spazio agli applausi del pubblico, ai quali è seguito un lungo e sentito ringraziamento da parte della band.

Si ringrazia Ventidieci

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