Interviste Sound&Vision

Peppe Barra, Intervista e Report live

un viaggio nella musica dell’Istrionico Maestro

Venerdì 10 giugno in Piazza Del Gesù a Napoli si è svolto il seguitissimo concerto di Peppe Barra per celebrare l’evento “Buon Compleanno Federico II” per il 792° anniversario della fondazione dell’Università di Napoli Federico II, un grande evento teatrale e musicale in cui l’attore ha omaggiato i 40 anni della “Gatta Cenerentola” di fronte alla presenza del Magnifico Rettore dell’Università Prof. Gaetano Manfredi, il Pro-Rettore Arturo de Vivo, e tutto il mondo universitario, oltre all’attore Mariano Rigillo che ha letto un racconto di Maurizio De Giovanni presente anch’egli in piazza, presentando il suo nuovo album con ICompany uscito proprio in tale data “… E Cammina, Cammina” prodotto dalla Morocco Music, insieme ad alcuni dei suoi più grandi successi della sua quasi cinquantennale carriera artistica.
Il disco è stato registrato dal vivo nei diversi teatri italiani in cui ha portato il suo ricchissimo repertorio musicale per ritornare alla sua amata Napoli come un viaggio verso le proprie origini.
Lo spettacolo del Maestro Barra è un teatro in musica e musica in teatro e la folla accorsa in piazza viene subito conquistata dall’arte dell’istrionico Maestro che esprime dal palco.
Il concerto inizia con una splendida versione di “Vasame” scritta da Gragnaniello, per poi esibirsi in “No nun chiagnere cchiu” tradotta dall’originale “No woman no cry “ che è un augurio alla città di poter risorgere per riprendersi la sua dignità e il suo ruolo di città di cultura come merita, per passare alla dolcezza di un brano scritto e musicato da Piero Gallo “Piccire’ “.
Si cambia subito genere e la piazza applaude senza fine una scatenata versione di “Shit Struck Street Blues” ovvero l’”Idillio ‘e merda” del poeta Ferdinando Russo, magistralmente trasformata in un blues come a dimostrare l’assenza di confine tra le varie contaminazioni culturali.
Subito dopo con l’omaggio a Pino Daniele il Maestro Barra emoziona la platea. Sulle note iniziali tipiche della musica di atmosfera presente nelle piu’ belle canzoni del tango con la fisarmonica di Luca Urciuolo, il brano “… E cammina, Cammina” che da il titolo all’intero album e che vuole essere un augurio dell’Artista a “Camminare” verso il futuro, verso la luce e non verso le tenebre.
Grandi applausi anche per una ballata famosissima della canzone popolare tradizionale “La ballata del uallarino” e per “Aitano” di Roberto de Simone, la storia di un mezzo uomo e mezza donna, personaggio amato ma anche vilipeso e oltraggiato con la quale l’autore racconta una parte della vita degli anni ’40 e ’50.
Un grande momento di teatro con “Tiempo” di Gianbattista Basile seguita poi da un’applauditissima versione napoletana di uno dei successi di Giorgio Gaber “Shampoo” durante la quale il Maestro Barra dona al pubblico una vera e propria testimonianza della sua ARTE rendendola UNICA con la sua recitazione, le sue caratterizzazioni con la voce e i gesti che accompagnano il testo.
Il concerto si conclude con una bellissima interpretazione di “Tammurriata Nera “ con tutto il pubblico che segue il brano con il battito delle mani e ballando sulle note della famosa tammurriata, e con i bis che l’Artista concede al suo pubblico, omaggiando prima la bravura artistica di sua madre in “uocchie c’arraggiunate” e poi la musica popolare con “Trapanarella” ballata da tutto il pubblico presente.
Ad accompagnare l’attore sul palco di Piazza del Gesù la bravura dei musicisti che lo accompagnano nei suoi concerti : Paolo Del Vecchio alla chitarra e al mandolino, Luca Urciuolo al pianoforte e alla fisarmonica, Ivan Lacagnina alle percussioni, Sasà Pelosi al basso, Giorgio Mellone al violoncello, Alessandro De Carolis ai flauti.

Articolo di Annamaria De Crescenzo
Foto di Mario Catuogno – Spectra Foto


 In occasione di questo bell’evento Peppe Barra ha rilasciato alla nostra Annamaria De Crescenzo un’intervista prima del concerto.

Oggi è un’occasione speciale per la città di Napoli: 720 anni della Fondazione dell’Università Federico II di Napoli ma per quanto riguarda l’Artista Peppe Barra anche i 40 anni della prima messa in scena della “Gatta Cenerentola”
Per quanto riguarda il mio legame con l’Università Federico II è di lunga data, io ho avuto il piacere di insegnare presso tale Università in diversi Master e ricevuto anche una laurea ad Honorem. Conosco il loro Rettore e sono molti vicini ai giovani di questa città e a far crescere la cultura in questa città. Per quanto riguarda il mio percorso artistico, la La mia carriera più intensa iniziò proprio con la “Gatta Cenerentola”. Ancor prima con la Compagnia di Canto Popolare avevamo iniziato a fare diversi spettacoli, ma con questo testo fu proprio l’apoteosi, l’inizio della mia carriera. Dopodiché andai via dalla Compagnia e presi la mia strada di artista, un po’ con mia mamma Concetta (Concetta Barra) e un po’ con me da solo perché dopo la sua scomparsa, dovetti prendere un’altra strada nel mio viaggio artistico e mi occupai di world music, incidendo diversi dischi e creando diversi spettacoli unici nel loro genere. Stasera festeggeremo un po’ tutto della mia carriera.

Cosa vede di diverso oggi rispetto ai suoi inizi artistici nella città di Napoli e nell’arte?
Io dovrei dire delle cose brutte su Napoli e non le vorrei dire ma purtroppo è una realtà. Sul mondo artistico in generale non lo so, non posso pronunciarmi i giovani devono crescere. Quando io mi sono avvicinato anche se io non faccio testo perché sono figlio d’Arte, però il mondo che mi ha iniziato a fare queste belle ricerche era un mondo diverso, più predisposto, più elegante più colto più attento alla cultura. Purtroppo non è più così. Il mondo di adesso non mi ci ritrovo molto anche per il gusto. La Televisione sta sfornando sempre di più cose brutte e che non mi interessano culturalmente. La bella aria profumata di cultura non si respira più soprattutto in una città colta come Napoli che meriterebbe molto di più di quanto riesce ad avere oggi, fosse solo per il suo percorso artistico e culturale nel corso dei secoli. Ma qualcosa deve cambiare. Un’evoluzione deve esserci perché finora c’è stata un’“involuzione” non possiamo più continuare così in questa città soprattutto che io amo.

Parliamo ora di questo suo nuovo progetto “… E cammina cammina”
Questo disco è già uscito in questi giorni e lo presento stasera al pubblico per la prima volta. “… E cammina cammina” è un titolo un po’ profetico, un’esortazione ad andare avanti, superare gli ostacoli e camminare verso la luce e non verso il buio. Sono questi i presupposti. Il disco è un omaggio all’arte, alla bella musica, e ad un mio caro amico scomparso da poco tempo, Pino Daniele, infatti “… e Cammina, Cammina” è il titolo di una sua canzone, che io canto nel disco in un arrangiamento particolare e originale, e spero che questo disco possa portare un messaggio di cultura e di amore a tutti i giovani napoletani che l’ascolteranno.

Maestro lei ha a cuore i giovani, l’ha dimostrato anche in questa intervista. A quando un laboratorio musicale/artistico tenuto da Lei per aiutare questa città a vivere d’arte?
In verità sento di voler ancora stare sul palcoscenico per tanti anni ancora perché quella è la mia vita. Per quanto riguarda l’insegnamento, ho tenuto diversi Master come dicevo prima, e ho già fatto diversi laboratori teatrali in questa città e nel mio cammino credo di aver instradato nell’arte tantissimi giovani. Inoltre i miei spettacoli teatrali sono sempre stati anche delle lezioni per i giovani, per cui penso che tanti di loro che hanno anche solo partecipato ad essi hanno imparato qualcosa e di aver trasmesso delle cose e quindi spero di vedere che questi frutti maturi arrivino a qualcosa.
L’augurio più grande per questa città ma diciamo per tutto il mondo, non solo Napoli, che voglio fare stasera è quello di trovare il coraggio di cambiare. Nel disco ho tradotto in napoletano una nota canzone di Bob Marley “No Woman no Cry “in “Nun ciagnere cchiu” proprio per augurare a questa città la rinascita culturale che si merita.

About the author

Annamaria De Crescenzo

Annamaria De Crescenzo

Amante del ballo praticamente da sempre, la sua vita ludica è cambiata con l'incontro fortuito con una Nikon, ora riempie i vuoti lasciati dal ballo facendo foto e scrivendo recensioni sugli eventi musicali.

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