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Pop Corn

PENSO CHE UN MONDO COSÌ NON RITORNI MAI PIÙ

Annalisa Nicastro

In una calda mattina del giugno 1957 Franco Migliacci scrisse una delle canzoni italiane più famose e cantate al mondo, Nel blu dipinto di blu. Come lui stesso racconta, l’ispirazione gli venne osservando due stampe appese al muro, Le coq rouge di Chagall e Il pittore e la modella di Picasso.
Tutto d’un fiato butto giùqualche riga della famosa canzone e la sera stessa lesse al suo amico Domenico Modugno quanto aveva scritto. Al cantante quei versi piacquero molto, e decisero di lavorarci su. Il famoso ritornello: “Volare, Cantare” nacque da un’idea di Modugno e fu proprio questo ritornello così semplice e orecchiabile a decretare il successo internazionale della canzone. La scelta delle parole non fu casuale, come racconta Franca, moglie di Modugno, ma nacque dalla riflessione che gli inglesi così come gli americani, ogni volta che tentavano di parlare in italiano non coniugavano mai i verbi ma li esprimevano all’infinito.
Questo è solo uno dei numerosi aneddoti raccolti da Mimma Gaspari, nel libro, Penso che un mondo così non ritorni mai più – Vita in canzone edita da Baldini Castoldi Delai.
Una storia nella storia. La Gaspari, infatti, nel raccontare la sua carriera professionale non fa altro che raccontare trentacinque anni di musica italiana, probabilmente i più elettrizzanti e produttivi che ci siano mai stati.
Dopo una laurea in Scienze Politiche, a soli ventuno anni inizia la sua carriera professionale come paroliera a fianco di Teddy Reno, carriera che prosegui quasi ininterrotta fino a metà anni ottanta a fianco di due grandi imprenditori come Ladislao Sugar delle Messaggerie Musicali di Milano ed Ennio Melis della grandissima RCA romana.
La Gaspari fu una vera innovatrice in un mondo fatto da soli uomini. All’interno di queste due grandi realtà musicali si occupò della promozione dei giovani artisti come un moderno ufficio stampa, rivestendo anche incarichi più importanti, come occuparsi di seguire i diversi artisti singolarmente, aiutandoli nella scelta delle canzoni da interpretare, procurandogli passaggi in programmi televisivi e radiofonici. In pratica rivestendo un ruolo di product manager a tutti gli effetti.
Nello sfogliare le pagine del libro troviamo come ogni capitolo sia dedicato a diversi artisti con i quali l’autrice ha condiviso gioie e dolori, dai giovanissimi Renato Zero, Patty Pravo e Nada a cantautori più impegnati come Enzo Jannacci, Paolo Conte e Lucio Dalla, che, come l’autrice stessa racconta, non raggiunsero il successo immediatamente, ma impiegarono qualche disco per essere apprezzati da un vasto pubblico, questo a simboleggiare come, a differenza di oggi, un tempo si investiva tempo e denaro su di un artista.
“Il talento ha sempre vinto, e inconsciamente ci battevamo tutti all’unisono per gente che questo talento lo aveva e nessuno di noi si è mai appassionato per personaggi mediocri.”
L’introduzione è di Renzo Arbore, amico di lunga data dell’autrice. I due si conobbero all’epoca in cui Arbore con Boncompagni facevano radio e si occupavano di musica e la Gaspari era una vera “persecutrice” per tutti i disc-joskey ai quali proponeva i suoi artisti con fare convincente e appassionato.

Tiziana Cantarelli (26.4.09)

Penso che un mondo così non ritorni mai più. Vita in canzone
Mimma Gaspari
Baldini Castoldi Delai

€20.00

About the author

Annalisa Nicastro

Annalisa Nicastro

Mi riconosco molto nella definizione di “anarchica disciplinata” che qualcuno mi ha suggerito, un’anarchica disciplinata che crede nel valore delle parole. Credo, sempre e ancora, che un pezzetto di carta possa creare effettivamente un (nuovo) Mondo. Tra le esperienze lavorative che porterò sempre con me ci sono il mio lavoro di corrispondente per l’ANSA di Berlino e le mie collaborazioni con Leggere: Tutti e Ulisse di Alitalia.
Mi piacciono le piccole cose e le persone che fanno queste piccole cose con amore e passione

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