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Penelope di Matteo Tarasco con Teresa Timpano

Katia Colica
Scritto da Katia Colica

Penelope è donna viva, la sua inquietudine tratteggia il tempo speso nel ricordo di un Ulisse umano e lontano, perduto anche nel ritorno.

Come un nuovo verbo che si fa carne in un viaggio dentro la storia, la parola torna oltre il baratro. Disciolta dalla morte, emerge da una terra opaca che aveva provato a inghiottirla; a disperderla assieme ad altre mille storie. Ma la Penelope di Matteo Tarasco conosce ciò che ogni donna conosce, vive quello che ogni donna vive. E non aspetta di essere ricordata, ma lo pretende.
L’anteprima dello spettacolo Penelope, in scena al Teatro Francesco Cilea di Reggio Calabria nell’ambito del Festival Miti Contemporanei, parte dalle tracce di Omero, Ovidio e Atwood e si propone da una sommità che Teresa Timpano domina a forza di passione e tormento. Da questa altura l’abisso finalmente tace e lascia il posto a quello che il corpo adesso commemora: la poetica dell’attesa non è più dolce e languida, ma si trasfigura in suono, luce, materia.
La scenografia di Francesca Gambino e Laura Laganà magnifica la figura del Mito e sembra fondersi con esso complice un superbo gioco luci e la musica di Mario Incudine che marca il ritmo del percorso narrativo.
Penelope è donna viva, la sua inquietudine tratteggia il tempo speso nel ricordo di un Ulisse umano e lontano, perduto anche nel ritorno. Tarasco traccia con precisione millimetrica ogni respiro che si perde nelle notti in solitudine, ogni alba striata di indaco e disillusione.
La frustrazione si fa rabbia, poi sconfitta, e poi ancora resistenza. Una donna sola e bellissima smarrita dentro il suo stesso corpo trascurato che chiede soltanto ciò che è suo diritto: essere onorato e amato. Un corpo che adesso urla di dolore il suo spreco e che da vivo – calpestato dalla disattenzione – rischia di diventare carne morta.
La Penelope di Teresa Timpano compatisce questo sacrilegio e lo rifiuta. Sente i tradimenti del suo uomo sulla pelle come ferite aperte, patisce l’essere ignorata in un tempo che sa essere tanto lungo quanto prezioso. Si divincola da un gioco delle parti che la vuole arrendevole, l’eros diventa un tutt’uno con l’incertezza e in questo luogo evocativo la realtà incarna il Mito: l’amore è spaccatura. Strappo. Lo spazio tra il palco e lo spettatore si riduce fino a disintegrarsi; così la donna, il Mito e la verità lo accompagnano per mano fino a una dimensione riconoscibile e sofferente. Uno luogo senza età e senza dimensione in cui appare l’amore nella sua totalità pungente: è l’amore distratto che abbandona, trascura. L’amore che dimentica la bellezza fino a sotterrarla in un dirupo. L’amore che ognuno ha saputo da qualche parte della sua esistenza e che riemerge dentro un’empatia struggente. Che inchioda alla verità per quanto scomoda come solo l’amore autentico sa fare.

Penelope
Anteprima Nazionale
Drammaturgia e Regia Matteo Tarasco
Con Teresa Timpano
Musiche originali Mario Incudine
Scene e Costumi Francesca Gambino e Laura Laganà
foto di scena Pino Le Pera
coproduzione Scena Nuda – Festival Miti Contemporanei e Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria

Foto copertina Marco Costantino

About the author

Katia Colica

Katia Colica

Katia Colica è scrittrice, giornalista e sceneggiatrice. Ha pubblicato il testo teatrale Un altro metro ancora - Monologo sul bordo della vita, a cura di Città del Sole Edizioni, messo in scena da SpazioTeatro.
Per Ottolibri ha pubblicato il romanzo Lo spazio adesso. Nel 2013 per IRE ha pubblicato la silloge Parole rubate ai sassi. Per Città del Sole Edizioni ha pubblicato Ancora una scusa per restare – Storie di ordinaria invisibilità in una notte metropolitana, un reportage-fiction e Il tacco di Dio, romanzo/reportage adottato come libro di testo dall’Università Mediterranea.
Ha contribuito all’antologia poetica Saper leggere il libro del mondo – Volume II, pubblicata a cura della Fondazione De Andrè. Nel 2007 ha pubblicato Col mare dentro, per un’antologia di Oscar Mondadori. Ha una rubrica fissa, “Briciole per i passeri” in Sdiario di Barbara Garlaschelli. Dal 2002 conduce delle ricerche sulle dinamiche urbane per il centro studi Club Ausonia.
È socia fondatrice di Adexo e gestisce i rapporti con i media per numerosi eventi e manifestazioni nazionali e internazionali. È, inoltre, web content manager, digital pr, correttrice bozze, editor e ghost writer per aziende, associazioni e case editrici che si avvalgono di consulenze esterne.
È docente dei corsi di scrittura “Fiction”, “Redattore per casa editrice” e di alcuni moduli dedicati alla comunicazione, alla scrittura digitale e alla revisione testi.

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