Recensioni Sound&Vision

Paolo Fresu, Lars Danielsson – Summerwind

Nicola Barin
Scritto da Nicola Barin

La prolifica etichetta tedesca ACT Records, sempre attenta alle novità e tendenze del jazz europeo, riunisce sotto la sua egida, nel progetto Summerwind, due musicisti distanti solo all’apparenza.

La prolifica etichetta tedesca ACT Records, sempre attenta alle novità e tendenze del jazz europeo, riunisce sotto la sua egida, nel progetto Summerwind, due musicisti distanti solo all’apparenza. Fresu, grazie alle sua spiccata versatilità, ha affrontato frequentemente il duo: lo ricordiamo con l’etichetta Ecm Records in compagnia di Daniele di Bonaventura. Danielsson lo ritroviamo in diversi contesti, dal duo al quintetto, nei quali ha saputo spaziare con grande agilità. Già dalla prima traccia, lo standard Autumn Leaves, l’andamento è ampiamente palesato: il trombettista sardo punta tutto sulla melodia e le dinamiche timbriche del suo strumento, Danielsson si lascia trasportare arpeggiando con il contrabbasso (quasi irriconoscibile vista la pulizia del suono e l’uso di un registro alto). Ovviamente l’interplay è palpabile ed il gioco è paritetico senza che nessuno dei due protagonisti soverchi l’altro. Se brani come Saluto Dardamente e Drexciya, composti da Fresu, mantengono l’improvvisazione ancorata agli accordi del chorus, e si distinguono per una solarità di fondo, al contrario, le tracce a nome del musicista svedese si caratterizzano per un afflato intimo e malinconico, (Le Matin, Stilla Storm) ed un timbro pulito, accarezzevole ed un’intonazione perfetta. Wachet auf, ruft uns die Stimme composta da J. S. Bach e Jag lyfter ögat mot himmelen scritta dal compositore classico Oskar Lindberg, mantengono la loro compostezza e non vengono stravolte. Da segnalare la convincente interpretazione di Sleep Safe And Warm, composta dal jazzista polacco Krzysztof Komeda, tema portante del film Rosemary’s Baby di Roman Polański. Dove Komeda riesce ad introdurre una tensione continua, Fresu e Danielsson lavorano per sottrazione lasciando al brano un velato alone di tristezza. Una coppia indovinata per un progetto che convince per la maestria e la sottile intelligenza compositiva e interpretativa.

Testo di Nicola Barin e Foto di Gigi Fratus

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