Paolo Benvegnù Live @ Auditorium PDM 05-12-2011
Il 5 dicembre l’Auditorium Parco della Musica accoglie Paolo Benvegnù che presenta il suo terzo album Hermann che segna un po’ una svolta, per il cantautore milanese, sia in termini di genere che di maturità artistica.
Una sera a Lucignano, vicino ad Arezzo dove Benvegnù vive, una bambina dona al cantautore un manoscritto di Fulgenzio Innocenti, un ingegnere del posto. Egli ne rimane così colpito che decide di dedicargli un disco e di dargli il suo nome. Da qui nasce “Hermann” che in sostanza è una retrospettiva storico-mitologica del genere umano la cui essenza è racchiusa nel brano “Love is talking” . “…non voglio entrare in questioni etiche ma a mio parere tutto ciò che è successo all’uomo da quando esiste su questa terra mi sembra parecchio un miracolo, e non rendersene conto è un’idiozia. P.B.”
Tantissimi i temi trattati, l’uomo, la donna, il rapporto tra i due, la loro evoluzione (o involuzione?). “Andromeda Maria”, traccia n.6, descrive proprio la capacità e la possibilità che la donna ha di creare e di quanto, nel tempo, questa non sia stata apprezzata dall’uomo.
Insomma dai tempi degli Scisma Paolo Benvegnù ne ha fatta di strada, ma non una strada piatta e dritta ma tortuosa e ricca di panorami interessanti, di stimoli infiniti che hanno arricchito l’artista e tutti coloro che hanno avuto modo di incrociarne il cammino.
Un cammino costellato di gratificazioni e riconoscimenti, dalle tante collaborazioni, Afterhours (Il paese è reale) per citarne una, ai tanti premi, dalle Targhe Tenco al riconoscimento PIMI (Premio Italiano Musica Indipendente) come miglior artista solista, ai tanti artisti che si sono ispirati alla sua musica, da Irene Grandi a Marina Rei per arrivare a Mina che nel 2010 realizza una cover di “Io e te”, contenuta nel primo album “Piccoli fragilissimi film”, e che include nel suo disco “Caramella”.
Stiamo parlando di un artista vero ed apprezzato dagli artisti veri come lui, che timidamente ringrazia, quasi non sentisse di meritare gli applausi scroscianti della sala Petrassi dell’Auditorium. Insomma…merce rara di questi tempi.







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