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Paola Turci @ Auditorium PdM

Benedetta Barone
Scritto da Benedetta Barone

Sul palco Paola Turci mostra davvero il suo secondo (e più vero) cuore.

E’ finalmente arrivato l’inverno, quello vero col vento tagliente e Roma ghiacciata. In contrasto col freddo scostante, è l’odore di legno e il caldo (quasi casalingo) dell’Auditorium Parco della Musica ad accogliermi.
Stasera (27 novembre 2017) tocca a Paola Turci. Ammetto che sono molto curiosa, un suo concerto intero non ho avuto mai l’occasione di vederlo, ricordo solo qualche esibizione isolata tra festival e altre manifestazioni.
Forse ciò che mi ha spinto di più a venire stasera è il vero e proprio “botto” che la Turci ha fatto con le recenti esibizioni sanremesi: elegante, grintosa, sensuale. Ha dato davvero il meglio di sè, lasciando un’immagine di una donna, e soprattutto artista, molto forte e decisa.
Il pubblico, prevalentemente rosa, attende senza troppe smanie la propria beniamina: Paola stasera è a casa e a casa ci si sente un po’ tutti dentro la Sala Santa Cecilia colma di sorrisi e abbracci ritrovati.
Precisi come fossimo in Svizzera, e per stare a Roma vi assicuro che è un grandissimo traguardo, alle nove in punto si abbassano le luci.
L’inconfondibile tailleur e il tacco a spillo ricalcano una silhouette impeccabile, aggrappata saldamente al microfono. Lo spettacolo si apre con “Off-line”, ultimo singolo estratto dall’album “Il secondo cuore” (nome peraltro anche del tour). Una giacca con motivi floreali dorati, lievemente sbottonata casca su un corpo elegante che si muove a suon di musica e luci. L’impatto vocale è ammaliante. Sono fermamente convinta che la Turci abbia una delle più belle voci con registro basso nel panorama italiano: sospiri caldi e avvolgenti scaldano ulteriormente la sala lasciando spazio al pezzo successivo “La vita che ho deciso”.
Una vera e propria pop-star, Paola è diversa ma è sempre la stessa ragazza con la chitarra in mano che cantava “Bambino”. Nei pezzi del nuovo album questa scia di cambiamento è percepibile: sono pezzi “tosti”, che raccontano una donna nuova e molto più forte, che cammina con i suoi piedi e pensa con la sua testa. Già dal pezzo portato al Festival (“Fatti bella per te”) si scorgevano le note di un inno all’importanza della figura femminile nella sua interezza e complessità.
La Turci casca in una maglietta argento a frange e abbracciando una giallissima Telecaster regala al pubblico un momento più intimo in chitarra e voce, proponendo dei suoi grandi classici.
Tornato il gruppo sul palco parte, a tutti gli effetti, il rock’n’roll. La Sala del Santa Cecilia si smonta letteralmente e la platea si riversa ai piedi del palco: vedo veramente tutti ballare e cantare a squarciagola. Paola ha occhi davvero per ogni persona lì in sala: non un sorriso negato, non uno sguardo sospeso. La trovo umile, elegante e veramente molto empatica. E d’improvviso mi ritrovo a sorridere anche (inconsciamente) sulle note di “Ma dimme te”, che credo sia il mio pezzo preferito in assoluto. Paola si abbandona al romanesco più profondo, quello di quando “ero regazzina, senza famme troppi problemi, tanto qua me capite, sto a casa mia”. Non nasconde l’emozione, e si lascia trasportare dalla musica.
In conclusione regala al pubblico romano, su due piedi, “così perché m’è venuta in mente mo”, una dolcissima versione di Because The Night di Patti Smith, suo faro nel mare da sempre.
Vi consiglio proprio di non perdervela, è una vera e propria forza della natura e sul palco vi mostrerà davvero il suo secondo (e più vero) cuore.

Ringraziamo di cuore F&P Group e Warner Music Italy

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Benedetta Barone

Benedetta Barone

Suono, scrivo e canto. sono mediamente isterica, una piccola donna innamorata dei particolari.

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