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Owlle @ Elita Day

Annalisa Nicastro

In un mix di malinconia, suoni orecchiabili e trascendentali, dominati da una voce camaleontica e dissonante, la performance di Owlle ci inserisce in una dimensione onirica e stellata

Siamo alla nona edizione, e l’Elita Festival è ormai un punto di riferimento per gli amanti della musica che durante la settimana del Salone del Mobile di Milano invadono la città.
Protagonisti sono gli spazi e la creatività di chi li vive, da vivere grazie ai diversi linguaggi, dalla letteratura al design, alle arti figurative e alla musica ovviamene.
Tra i vari eventi in planning mercoledì 9 Aprile si è esibita al Teatro Franco Parenti, location fulcro storico della manifestazione, Owlle, giovane promessa della musica pop, anticipata dai Clean Bandit e da una promettente cantautrice indie nostrana di cui sentiremo parlare, Levante.
Nata in Francia, lunghi capelli rossi, che ingannandoci ci ricordano la collega Florence Welch, e un passato da organizzatrice di eventi e fashion designer, la ventottenne Owlle con una manciata di canzoni ben costruite e contenute nel suo primo disco ‘France’ sembra essere già una nuova paladina del dream pop internazionale.
In un mix di malinconia, suoni orecchiabili e trascendentali, dominati da una voce camaleontica e dissonante, la performance di Owlle ci inserisce in una dimensione onirica e stellata. I movimenti sinuosi dell’artista ci lasciano trascinare in un microcosmo ovattato e iridescente dominato dal suono deciso delle percussioni e della band che l’accompagna.
Ispirazioni e citazioni alte, musica anni ’70 e ’80, i Bronski Beat, Fat Gadget, ma anche riferimenti all’arte che derivano dalla sua formazione all’accademia delle belle arti. Da Pina Baush a Bill Viola ma sopratutto Brian Eno, che rappresenta il suo guru di riferimento.
Di Brian Eno la cantautrice francese dice di ammirare la poliedricità e la completezza, a cuì si ispira e che spera di trasportare nelle sue composizioni e nelle sue performance
Tra le fonti di ispirazione non esclude la moda, il mondo dal quale proviene e che integra nella sua carriera musicale collaborando con lo stilista emergente Jean Paul Lespagnard, donando teatralità al suo stile che unisce mondi opposti, da una parte il colore dall’altra la purezza lineare del mondo Martin Margiela.
Questa bivalenza di letture si ritrova nella sua musica e nella sua performance.
Il pubblico è coinvolto e sospeso, tra musica visioni e stile.

Noemi Bruni

About the author

Annalisa Nicastro

Annalisa Nicastro

Mi riconosco molto nella definizione di “anarchica disciplinata” che qualcuno mi ha suggerito, un’anarchica disciplinata che crede nel valore delle parole. Credo, sempre e ancora, che un pezzetto di carta possa creare effettivamente un (nuovo) Mondo. Tra le esperienze lavorative che porterò sempre con me ci sono il mio lavoro di corrispondente per l’ANSA di Berlino e le mie collaborazioni con Leggere: Tutti e Ulisse di Alitalia.
Mi piacciono le piccole cose e le persone che fanno queste piccole cose con amore e passione

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