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Sound&Vision

Out The Club @ Sagra De Le Raze di Staranzano (GO)

Giovanni Aiello
Scritto da Giovanni Aiello

Il mondo ha bisogno del Punk, inteso come movimento musicale e culturale.

Chi non ama le sagre di paese? Il gracchiante odore di carne alla griglia, il sentore inebriante del vino, la compagnia di qualche vecchio amico… E poi, la musica. Cosa sarebbe una festa senza della buona musica?
Chi non ama le sagre di paese spesso non è un attento ascoltatore: le band emergenti, i grandi musicisti di domani, possono essere conosciuti anche in queste occasioni; considerate spesso “povere” e mediocri. Invece, tra un bicchiere e qualche dialettale battuta, si esibiliscono artisti che meritano la nostra attenzione per il loro percorso stilistico-musicale.
Così, in una comune sera di fine estate, alla Sagra De Le Raze di Staranzano (GO), si apre un Contest – organizzato da The Rock Buzz – aperto a quelle tante band sconosciute che lottano per far conoscere la propria idea musicale.
Si esibiscono vari gruppi di vari generi, con vari apprezzamenti da parte di pubblico e giuria. Finché arriva il momento degli Out The Club.
E’ interessante il loro backgroud: provengono dalla scena punk-rock, con interessanti influenze pop. Lo si sa: il punk è nato e morto con il Punk77 dei Clash, Sex Pistols, Ramones, Damned, Television, ecc… Poi si è sviluppata la sua successiva rielaborazione in Alternative, Grunge, New Wave, Emo, et alii. Il genere è estremamente complesso, drogato da infinite contaminazioni artistiche e culturali.
Quello che altresì propongono gli Out The Club è ispirato all’immediatezza dei giorni nostri; essi guardano ai Green Day, ai Bad Religion, ai Sum41 e ovviamente ai Blink182. Ci ritroviamo pure la bellezza compositiva di Ed Sheeran e l’ironia degli Offsprings. Infatti, in uno scenario in cui imperversano generi ormai triti e commerciali, le loro chitarre distorte sono un piacevole giunto cardanico tra varie esperienze melodiche. Inoltre vengono attivamente seguiti da Massimo Bonano, polistrumentista, compositore e turnista di Elisa.
Il concerto è vivo e vitale, le melodie riempiono l’aria e il ritmo deciso conquista il pubblico. Si rivela quindi l’essenza del gruppo: alcune imperfezioni tecniche dovute ad un’esperienza ancora acerba condite con una notevole intuizione stilistica e tanta energia in continuo divenire.
Non solo cover. Gli Out The Club, come tanti artisti emergenti, scrivono da sé la propria musica; ci forniscono contenuti originali con una consapevole ricerca armonica e verbale. Non è cosa da poco al giorno d’oggi.
Il mondo ha bisogno del Punk, inteso come movimento musicale e culturale. Poiché indica indipendenza, consapevolezza e eterna introspezione; una riscoperta meravigliosa dell’individualità. Originalità. Tenete bene a mente l’aneddoto di Billie Joe Armstrong: “un giorno un ragazzo mi chiese ‘Cos’è il punk?’ Allora io diedi un calcio a un bidone e dissi ‘Questo è punk!’ E allora lui fece la stessa cosa e mi chiese ‘Questo è il punk?’ e io risposi ‘No, questa è solo imitazione!’”

Articolo e Fotografie di Giovanni Aiello

 

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