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Recensioni

Ottone Pesante – Apocalips

Fortunato Mannino

L’ album degli Ottone Pesante è incendiario e apocalittico

Perché le trombe del giudizio suoneranno
Per tutti quelli che credono in quello che fanno.

Inizio questa recensione con i versi del maestro Franco Battiato, perché credo riassumano al meglio gli argomenti e le sensazioni che cercherò di raccontare e proporre in questa recensione. Partiamo dall’inizio: il titolo dell’album è Apocalips e ricordiamo che fa esplicito riferimento all’apocalisse di Giovanni, con la quale termina la Bibbia. Un libro criptico e controverso, soprattutto per quel che riguarda la sua interpretazione e la sua valenza profetica, ma onde evitare inutili polemiche e considerato che parliamo di musica, mi limiterò a ricordare che è il libro nel quale si profetizzano anni di sofferenze, che culmineranno con la vittoria del Bene sul Male. Ad annunciare l’arrivo di catastrofi naturali, carestie e tribolazioni varie, le sette trombe. A raccontarci questi eventi, non a caso catastrofici, sono gli Ottone Pesante, un trio tanto anomalo quanto interessante, che abbiamo già presentato sulle nostre pagine in occasione dell’uscita di Brassphemy Set In Stone. Anomalo perché, pur proponendo un rock scuro, aggressivo, sperimentale, accostabile spesso al Metal e al Doom, fa a meno di chitarra e basso, destinati come da copertina a bruciare tra le fiamme, esaltando al massimo la potenza della tromba, del trombone e della batteria.
L’album è, come avrete intuito, incendiario e apocalittico e trova il suo apice espressivo con The Fifth Trumpet l’unico e, se la memoria non m’inganna, anche primo brano cantato. A trasportarci nell’abisso, la voce di Travis Ryan leader dei Cattle Decapitation, gruppo Death Metal californiano che, da sempre, denuncia nei suoi testi l’apocalisse che, con cura, ci stiamo confezionando.
Concludendo e, parafrasando le parole del Maestro, il disco è convincente e gli Ottone Pesante hanno le idee ben chiare anche su quelli che possono essere gli sviluppi futuri della loro Musica. Hanno trasformato quello che poteva sembrare un progetto intrigante in una bella realtà e la stanno manipolando senza snaturarla.
Giusta anche la scelta del minutaggio complessivo, che permette così un’elegante edizione in vinile.

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