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Sound&Vision

Onorate il Vile tour, i Marlene Kuntz a Roma

Scritto da Paola Varricchio

Grazie ragazzi, arrivederci al prossimo ritorno al futuro

Giovedì, 9 febbraio 2017, i Marlene Kuntz sono approdati a Roma, a Spazio 900, col loro Onorate il Vile tour, tour che celebra Il Vile, il loro secondo album pubblicato nel 1996.
Dal sito ufficiale della band si legge: “Nessuna motivazione nostalgica all’origine, ma la consapevolezza e lo stimolo gioioso di poter portare in giro per l’Italia un altro pezzo importante di storia del rock italiano degli anni novanta rispettato dal pubblico più intransigente, amato da molti che a quel periodo guardano ancora con ammirazione e vagheggiato dai più giovani che non lo hanno vissuto in diretta”. Ed effettivamente il pubblico che, anche con una certa impazienza dato che la band si è fatta attendere, riempie la sala di Spazio 900,  è molto variegato, giovanissimi, meno giovani, persone di mezza età. Questa è sempre una vittoria per un artista, avere un pubblico di tutte le età vuol dire aver fatto un pezzo della storia della musica, grande o piccolo che sia.
Oltre ai pezzi di Il Vile, in scaletta molti brani tratti da Lunga Attesa, disco dei Marlene Kuntz del 2016, è lo stesso Cristiano Godano ad anticiparlo una volta salito sul palco. Poche parole e poi via, che la musica abbia inizio.
Anche se i due dischi sono usciti a ben 20 anni di distanza l’uno dall’altro, il sound e atmosfere di Lunga Attesa sono in continuità con il mondo evocativo de Il Vile. Gli anni ‘90 fanno da filo conduttore e noi lo seguiamo in questo viaggio di Onorate il Vile tour, godendoci il rock più ruvido e ostinato di brani come “Fecondità” o  “Overflash” e quello più rotondo di brani come “Formidabile”. Le atmosfere si alternano, “3 di 3”, “Cenere su Cenere”, “Niente di Nuovo”, “Ape Regina”, “Retrattile”. Un live lungo e soddisfacente in volo libero sugli anni andati ormai che si chiude con la bellissima “Nuotando Nell’Aria“.
Grazie ragazzi, arrivederci al prossimo ritorno al futuro.

Articolo di Paola Varricchio
Foto di Bruno Pecchioli


About the author

Paola Varricchio

Napoletana di nascita e di appartenenza.
Nel 2010, da una coabitazione con tre amici in un appartamento-bed&breakfast nel cuore del centro storico napoletano, comincio, quasi per gioco, un' avventura chiamata Frammenti: l'apertura di uno spazio di condivisione e di ascolto.
Una cantina, un piccolo palco, l'amplificazione presa in prestito, cuscinoni a terra e tavolini ikea, poi l'acquisto di un pianoforte, il susseguirsi di rassegne musicali dedicate al cantautorato ed alla musica indipendente. D'estate l'organizzazione di alcune date fuori da casa nostra, in luoghi all'aperto ma sempre privati, intimi e quotidiani, che esprimessero vissuto e condivisione. Poi, ancora, alcune date che ci hanno aperto non porte ma portoni, come quello bello grosso del Maschio Angioino. Sei anni indimenticabili, dove affondano le radici del mio amore per la musica indipendente, non quella dei grandi palchi, ma quella appassionata delle grandi sensibilità che, spesso, nascono nelle cantine come la nostra, e tante volte ci rimangono.

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