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Pop Corn

ON THE STAGE

Annalisa Nicastro

Ogni tipo di musica evoca il proprio spazio. Questo l’assunto principale da cui parte questo interessantissimo libro-saggio di Cesare Molinari: On the stage. I grandi Palchi del rock edito da Stampa Alternativa.
Si pensi alla musica classica o da camera che si esprime al meglio nei teatri da concerto studiati appositamente per restituire un’acustica intima e pressoché perfetta, capace di restituire realisticamente anche la più piccola sfumatura timbrica di qualsiasi strumento. Lo spettatore deve avere la sensazione di trovarsi proprio in mezzo all’orchestra in modo da ottenere un coinvolgimento emotivo totale.
Oppure pensiamo al canto Gregoriano di origine medievale che trovava e trova tutt’oggi la sua completezza nella chiesa Romanica, austera, semplice, essenziale, dove tutto è rivolto all’innalzamento dello spirito. Un modo diretto e incredibile per entrare in contatto con Dio, sublimando l’essere terreno.
Il jazz delle origini eleggeva come luogo ideale per esprimersi le boîtes delle periferie nei ghetti neri di New Orleans; una musica essenziale e dalla forza primigenia doveva nascere necessariamente per stada e sulla strada trovare il suo specchio acustico.
Dopo la seconda guerra mondiale, via via la musica andava esprimendosi in un totale rifiuto dei canoni e del mondo precedente. Tutto, dai valori al modo di vestire, doveva essere ribaltato e rivoluzionato. Fu così che intorno agli anni 50 nacque il Rock and Roll, la musica destinata a cambiare il destino di intere generazioni e che ancora oggi non cessa di avere la sua valenza rivoluzionaria che l’aveva contraddistinta al suo nascere. Seppur avesse mosso i primi passi nei fumosi e confusionari piccoli club, presto arrivò ad esigere, proprio per la sua natura di rappresentazione coinvolgente e spettacolare, platee gigantesche. Il carattere collettivo del rock and roll è da subito la sua forza essenziale e la musica si va associando sempre più alla teatralità. Un concerto rock diventa così uno “spettacolo di massa” che richiama l’attenzione di vasti interessi commerciali sin da subito. Come i circhi nell’antichità, gli stadi diventano un luogo privilegiato dove poter espletare una simile rappresentazione di massa, dove la parte musicale diviene solo una componente dell’intero spettacolo. Nella costruzione di un concerto rock ci sono svariate componenti, tutte importantissime, che concorrono al successo: la scelta del luogo (uno stadio, una piazza, una discoteca, un palasport, una sala), l’uso delle luci e delle immagini, l’allestimento scenico, la scenografia e l’architettura. Pensiamo a quante competenze e maestranze sono quindi richieste perché un evento di tal genere possa raggiungere il suo obiettivo. Un’arte in piena regola, con una sua estetica, con i suoi principi e i tantissimi ruoli professionali che risultano tutti fondamentali. Proprio come accade nel cinema, arte spuria per eccellenza, dove tutto concorre allo stesso modo alla riuscita del film.
Molinari va poi ad analizzare alcuni degli show più importanti e coinvolgenti degli ultimi trent’anni. Coadiuvato dallo sguardo di un veterano della “fotografia rock” qual è Bruno Marzi, possiamo rivivere concerti come i tours baroccheggianti dei Rolling Stones (che risultano i più costosi dell’intera storia del rock), “The Wall in Berlin” di Roger Waters dei Pink Floyd sulla Potsdamer Platz, il sontuoso “Popmart Tour” degli U2, così come i recenti tour di Madonna, dei Radiohead, di Vasco Rossi e Jovanotti. Un accurato smontaggio e rimontaggio dell’evento dalla costruzione del palco alla drammaturgia d’autore generata da una sapiente regia. Una vera e propria panoramica che ci fa rivivere in maniera coinvolgente e evocativa anche concerti che non abbiamo visto.
A chiudere il saggio una veloce disanima sugli oggetti che rendono possibile la realizzazione di questi eventi. I ponteggi, i tralicci, i motori di sollevamento, i ganci e i clamps. Si passa poi all’analisi di nozioni di illuminotecnica e della proprietà della luce, l’uso dei fari fissi, dei follow spots, gli scanner, i sagomatori, i proiettori con lente Fresnel, i blinders, i laser. Così i sofisticatissimi impianti audio e di amplificazione, gli impianti video con i mixer video e i Video Walls. Senza tacere dei cosiddetti accessori come le macchine per il fumo, i followchairs, i flight Case, le gelatine.

Gianluca Nicastro (14.6.09)

On The Stage. I Grandi Palchi del Rock
Stampa Alternativa
Cesare Molinari

pp.168, € 25,00

About the author

Annalisa Nicastro

Annalisa Nicastro

Mi riconosco molto nella definizione di “anarchica disciplinata” che qualcuno mi ha suggerito, un’anarchica disciplinata che crede nel valore delle parole. Credo, sempre e ancora, che un pezzetto di carta possa creare effettivamente un (nuovo) Mondo. Tra le esperienze lavorative che porterò sempre con me ci sono il mio lavoro di corrispondente per l’ANSA di Berlino e le mie collaborazioni con Leggere: Tutti e Ulisse di Alitalia.
Mi piacciono le piccole cose e le persone che fanno queste piccole cose con amore e passione

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