Sound&Vision

Omar Pedrini @ Nuovo Flaminia, Brescia

Gigi Fratus
Scritto da Gigi Fratus

“Chi ha la musica non è mai solo”. Omar Pedrini si racconta durante la presentazione del suo nuovo libro.

Omar Pedrini decide di raccontarsi e lo fa attraverso “Angelo Ribelle”, un libro scritto come fosse un disco. Un Concept-Disc, come andava di moda qualche decennio fa. Ci si ritrova quindi in mano un libro fatto di tanti piccoli racconti, concatenati, uniti nelle radici forti e profonde legate alla famiglia di Omar. Nato in un paesucolo sperduto incastonato tra i massicci dell’alto Garda bresciano e il lago, Campione del Garda (in realtà frazione di Tremosine), Omar cresce immerso nella musica, grazie a genitori e parenti dediti, per lavoro o per diletto, a quest’arte. Racconta nel libro che, nonna Nera, gli disse “chi ha la musica non è mai solo”. Ed allora, che musica sia. A cinque anni inizia a dedicarsi alla chitarra, a nove debutta in società con il suo primo concerto e via dicendo fino a formare, a Brescia, la sua prima band: i Precious Time che, nel 1987 diverranno i Timoria. Ma si parla poco di musica e molto di Famiglia. La famiglia è importante, fondamentale dice. Con tutte le problematiche che ne derivano. Vede, tra il pubblico, alcuni parenti; li conta e sorridendo esclama: ”ne sto vedendo più oggi che non alle feste di Natale”. Ma lo fa col sorriso sulle labbra, con lo sguardo dolce di chi ama profondamente la famiglia e tutto ciò che ne deriva. Parla Omar, parla e racconta… si racconta. Racconta del periodo che lo vide invischiato con la droga, di quando un aneurisma aortico lo costrinse ad un intervento a cuore aperto nel 2004 e di come ogni sei mesi debba riproporsi in ospedale per i controlli del caso. Racconta di quando, a causa della malattia, non aveva più un soldo (non potendo lavorare, ndr), di quando dovette vendere il suo amato pianoforte per pagare il battesimo della secondogenita. E parla di Pablo, il figlio oramai ventenne che cerca una sua strada. Parla… ed invita tutti a scelte di vita più consapevoli perchè il mondo che abbiamo ereditato dai nostri genitori lo abbiamo ugualmente in prestito dai nostri figli. Ed allora, se è vero che ogni genitore voglia il meglio per la propria genia, dobbiamo tenerlo un poco più da conto.
Dopo la presentazione del libro, si approccia al pubblico, chitarra acustica al collo e comincia a cantare le canzoni che contrariamente a quanto si pensa non lo hanno reso quello che è, ma che lo hanno palesato a noi per quello che è. E la differenza è abissale. “Sole Spento” viene scandita dai presenti, insieme ad una cover di “Impressioni Di Settembre” e “Che Ci Vado A Fare A Londra?” Tra le altre, regalandoci momenti di musica di alto livello.
Articolo e Foto di Gigi Fratus

About the author

Gigi Fratus

Gigi Fratus

Nato a Seriate (Bg) nel 1969, due grandi Amori, mio figlio Mattia e la mia Morgana, un’Aprilia RSV del 2003.

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