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Recensioni

Musica Nuda – Leggera

Scritto da Paola Varricchio

“Leggera”, l’ultimo capolavoro targato Musica Nuda

E’ uscito il 27 gennaio 2017, per la Warner, “Leggera”, il primo album interamente in italiano di brani inediti di Petra Magoni e Ferruccio Spinetti.
Una nuova sfida musicale per il duo ormai più che decennale, su cui tutti sarebbero disposti a scommettere. Un disco che parla di leggerezza, come chiarisce da subito il titolo, che non vuol dire, però, frivolezza o superficialità, ma capacità di vedere il bello, accettare le cose che abbiamo ed amarle per come sono. Una leggerezza che non può prescindere dalla consapevolezza e dalla maturità e dal sapersi proteggere da quello che di negativo la vita può riservarci. Ecco spiegata anche la copertina dell’album, con Magoni e Spinetti in “assetto da difesa”, coperti da un’armatura originale del 500.
Non a caso nei crediti dell’album viene citato esplicitamente Italo Calvino: “Bisogna prendere la vita con leggerezza, che leggerezza non è superficialità ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore”.
Composto da dodici tracce che ricordano la canzone italiana d’autore degli anni Sessanta,  “Leggera” rappresenta un omaggio alla musica leggera, appunto, e, in qualche modo, vuole cancellare l’accezione negativa spesso attribuitale che la identifica come musica di serie b, restituendole una dignità se non perduta, a volte trascurata.
Un disco meno virtuosistico e più lineare rispetto ai lavori precedenti, ma elegante, delicato, concepito in pieno stile Musica Nuda.  Contrabbasso, voce e poco più, accompagnano testi scritti a più mani: Come si canta una domanda, il primo brano del disco, è firmato da Peppe Servillo, sulla musica composta da Ferruccio che qui suona la chitarra, mentre Fausto Mesolella ha scritto la musica di Tu sei tutto per me col testo di Alessio Bonomo. Tante le presenze: Frankie Hi-NRG Mc, che firma il testo Lunedì, Francesco Cusumano con Feltrinelli e l’inedito di Lelio Luttazzi e Zeppieri, Canzone senza pretese, con la seconda voce di Petra, sua figlia Frida. Altra presenza fondamentale è quella di Luigi Salerno, che ha scritto Ti darò, a quattro mani con Pedra, e il testo Luce.
A Kaballà e Susanna Parigi si deve il brano Zitto zitto, pieno d’ironia, mentre  Kaballà e Tony Canto firmano, insieme, due brani: Leggera che dà il titolo al disco e il tango di Condizione imprescindibile, perla in un album di canzoni semplici e belle per davvero.
Chicca di “Leggera” è Dimane, brano interamente composto da Ferruccio, nel quale lo ascoltiamo anche in veste di cantante.
A chiudere il disco è l’unica cover presente, un omaggio alla canzone d’autore italiana: Ti Ruberò di Bruno Lauzi, brano registrato per il precedente album e che qui trova la sua perfetta collocazione.
I Musica Nuda sono già in tournée, noi li ascolteremo il 18 aprile all’Auditorium PdM per condividere un pezzetto di questa loro nuova avventura, certi che non ci deluderanno.

TRACKLIST

01 Come si canta una domanda (Servillo-Spinetti). Chitarra, F. Spinetti 
02 Condizione imprescindibile (Kaballa-Canto)
03 Dimane (Spinetti)
04 Leggera (Kaballa – Canto). Chitarra, Tony Canto
05 Lunedì (Spinetti – Di Gesu)
06 Feltrinelli (Cusumano). Ospite F. Mesolella al Dobro
07 Canzone senza pretese (Luttazzi-Zeppieri). Ospite Frida Bollani Magoni
08 Ti darò (Salerno). Ospite Luigi Salerno
09 Zitto zitto (Kaballa-Parigi)
10 Luce (Salerno-Spinetti). Chitarra F. Spinetti 
11 Tu sei tutto per me (Mesolella-Bonomo). Ospite F. Mesolella alla chitarra
12 Ti ruberò (Lauzi)

About the author

Paola Varricchio

Napoletana di nascita e di appartenenza.
Nel 2010, da una coabitazione con tre amici in un appartamento-bed&breakfast nel cuore del centro storico napoletano, comincio, quasi per gioco, un' avventura chiamata Frammenti: l'apertura di uno spazio di condivisione e di ascolto.
Una cantina, un piccolo palco, l'amplificazione presa in prestito, cuscinoni a terra e tavolini ikea, poi l'acquisto di un pianoforte, il susseguirsi di rassegne musicali dedicate al cantautorato ed alla musica indipendente. D'estate l'organizzazione di alcune date fuori da casa nostra, in luoghi all'aperto ma sempre privati, intimi e quotidiani, che esprimessero vissuto e condivisione. Poi, ancora, alcune date che ci hanno aperto non porte ma portoni, come quello bello grosso del Maschio Angioino. Sei anni indimenticabili, dove affondano le radici del mio amore per la musica indipendente, non quella dei grandi palchi, ma quella appassionata delle grandi sensibilità che, spesso, nascono nelle cantine come la nostra, e tante volte ci rimangono.

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