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Sound&Vision

Morgan @ Teatro Golden, Roma

Andrea Stevoli
Scritto da Andrea Stevoli

Ironico, profondo, dissacratorio ed esplosivo, Morgan è un fiume in piena!

E’ iniziata sabato 23 marzo la rassegna musicale “A tu per tu con…”, kermesse voluta e ideata dalla cantautrice Grazia Di Michele, che vede ospitare nell’ambiente intimo e raccolto del Teatro Golden di Roma fino al 14 aprile una selezione di importanti firme della musica italiana.
Dieci autori per diciotto serate: Morgan, Mimmo Cavallo, Carlo Marrale, Syria, Bungaro, Mariella Nava, Grazia Di Michele, Alberto Fortis e Rossana Casale, questi i protagonisti chiamati ad animare un programma di recital e progetti originali nel quale ogni artista racconta se stesso, la propria musica e quella di altri importanti esponenti del panorama italiano e durante il quale è possibile interagire da vicino con l’artista.
Il tutto è reso possibile grazie anche alla tipologia architettonica dello spazio interno del Golden: il pubblico, disposto sui tre lati dell’arena, circonda da vicino l’artista rendendo possibile uno scambio di emozioni con esso, in un vero e proprio “a tu per tu”.
Sabato 23 e domenica 24 marzo, è spettato a Morgan, all’anagrafe Marco Castoldi, il compito di aprire la rassegna.
Quella alla quale abbiamo assistito noi di SOund36 Music Magazine e di cui vi proponiamo il racconto e mostriamo le immagini, è la serata di sabato.
Prima di lui, in apertura il giovane cantautore Davide Valeri, 22 anni non ancora compiuti, di Villa San Giovanni in Tuscia. Presente nella finale del concorso Area Sanremo 2018, intrattiene il pubblico con due brani intensi ed emozionanti.
E’ il momento di Morgan. Pianoforte, un leggio al centro della piccola arena, sigarette e un bicchiere di vino, ricreano un ambiente intimo nel quale il pubblico viene da subito messo a proprio agio. Un ambiente distante anni luce da quello scenografico ed ultratecnologico al quale ci siamo assuefatti ai concerti d’oggi.
Il genio e la follia di Morgan c’hanno accompagnati in due ore e mezzo trascorse in compagnia di uno degli artisti più eclettici e controversi della musica italiana dell’ultimo ventennio, attraverso un viaggio folle ed emozionante, non soltanto musicale, ma anche filosofico.
Due ore e mezzo di “concerto-non concerto”, in cui a lunghi tratti è l’improvvisazione a farla da padrone. C’è una scaletta, si. Durante il viaggio, questa viene però stravolta di volta in volta a seconda di quello che passa per la testa dell’estroso Morgan in quel momento.
Ironico, profondo, dissacratorio ed esplosivo, Morgan è un fiume in piena.
A tratti si ha la sensazione che si stia beffando (bonariamente) di noi. Se avesse voluto, e ad un certo punto ho pensato che lo avrebbe fatto, c’avrebbe potuti inchiodare fino alle 4 del mattino a sentirlo parlare di Divina Commedia, dell’arte o del dolore, per poi alzarsi di punto in bianco e concludere con “E’ stato un piacere, buonanotte”.
Da Fabrizio De Andrè a Umberto Bindi, passando per Luigi Tenco, i Queen (per l’occasione è stato raggiunto dalla cantante e amica Petra Magoni che ha duettato con lui) fino al maestro Battiato, del quale tutti sappiamo essere un grande estimatore e di cui ha voluto omaggiare il genio proprio in occasione del giorno del suo settantaquattresimo compleanno, con una vorticosa, profonda, dissacrante e folle digressione sul testo del suo brano più conosciuto: “Centro Di Gravità Permanente”, il pubblico si è ritrovato piegato al suo volere. A tratti lo ha ascoltato in religioso silenzio, ha interagito, si è commosso e ha riso fino alle lacrime.
Se tutto questo rientrava nell’idea iniziale di Grazie Di Michele, ossia la cattura del pubblico in modo viscerale, direi che l’obiettivo con Morgan è stato centrato in pieno.
Si ringraziano il Teatro Golden e Daria Delfino.
Articolo e Fotografie di Andrea Stevoli.

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