La soffitta

Mistress – Free Flyte/ New Ground

Fortunato Mannino

Storie, album, gruppi dimenticati che non mancano però di affascinare e che rappresentano un tassello di quella straordinaria storia che si chiama Rock

Ascoltare gli album dei grandi che hanno scritto la storia del Rock è sempre un’esperienza bellissima. Significa cogliere ogni volta sfumature diverse ma, soprattutto, ritrovare nei ricordi visi, episodi che a quelle colonne sonore sono indissolubilmente legati. Scriverne però, a mio avviso, è spesso un esercizio retorico a meno che non si sia testimoni diretti di fatti o eventi. Per questa ragione preferisco riproporre album marginali, il corsivo spero spieghi bene cosa intendo, ma che rappresentano quel background culturale nel quale, per caso o fortuna e per bravura, quei grandi sono emersi.
Storie, album, gruppi dimenticati che non mancano però di affascinare e che rappresentano un tassello di quella straordinaria storia che si chiama Rock.
Mettiamo, dunque, indietro le lancette del tempo e spostiamoci nella San Francisco dei primi anni ’70 e, precisamente, al 15 giugno del 1973. In un clima culturale e musicale a dir poco fervente esordivano i Mistress. Il trio che aveva nel chitarrista Greg Douglass l’elemento di spicco (negli anni successivi lo ritroveremo accanto a Van Morrison, Steve Miller e, soprattutto a John Cipollina tanto per citare qualche nome) proponeva un sound in cui è possibile ravvisare sia gli ultimi bagliori di una stagione musicale irripetibile, sia l’essenzialità e la veemenza di un hard rock intriso di blues.
La risposta del pubblico fu positiva e la band passò l’anno divisa tra concerti, registrazioni in studio e apparizioni radiofoniche. Nonostante gli elementi per affermarsi vi fossero tutti, la parabola artistica dei Mistress finirà però il 14 luglio 1974 data del loro ultimo concerto.
Qualche mese prima il batterista lascia e, come lo stesso Greg Douglass dichiarerà anni dopo, lo spirito che animava la band venne meno e si optò per lo scioglimento. Il power trio passò nel giro di poco più di un anno dal probabile successo all’oblio!
Nessuno si curò più di quelle registrazioni e, pian piano, sulla band scese il silenzio. Ci son voluti ben 23 anni prima che la tedesca Taxim Records, dopo un attento e meticoloso lavoro di ricerca, pubblicasse quello che avrebbe dovuto essere il loro album d’esordio e la svizzera RD Records completasse l’opera pubblicando registrazioni inedite e live che ripercorrono sia il periodo degli esordi che l’ultimo periodo di attività della band.
Free Flyte e New Ground, di quest’ultimo la copertina che pubblichiamo, sono due dischi molto belli che consigliamo vivamente di riscoprire.
Reperire i cd / lp non è semplicissimo, considerato che non vi sono state ristampe, per cui non è difficile imbattersi in prezzi decisamente spropositati.

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