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MIS, report live

Annalisa Nicastro

Ecco dove ho trovato la mia isola di pace, dove ho capito che allora, nonstante tutto l’impegno che ci mettono, la gente è ancora appassionata di musica e che lo strumento è, per chi lo vive, un mezzo per fare arte e non un accessorio cool o dal design accattivante per i piccoli

Venerdì scorso ho partecipato all’apertura del MIS.
Per la prima volta nel 2013 questa fiera intende mettere insieme il meglio della strumentazione musicale in commercio dando modo di testare i prodotti in prima persona e alternando il tutto con concerti, interviste e qualche seminario su vari siti sparsi per l’enorme fiera di Bologna.
Complice il weekend non ancora ufficialmente iniziato e un sole cocente, questa prima giornata non si rivela proprio all’altezza delle aspettative.
L’affluenza c’è, ma è tutta concentrata sugli stand, i veri protagonisti dell’evento, qui c’è un brulicare di gente che fa la fila per accaparrarsi un posto per provare una chitarra qua, una tastiera là o le ambitissime batterie elettoniche.
I concerti sono purtroppo un buco nell’acqua per questo venerdì e sui tre palchi si esibiscono a ruota artisti a cui tocca finire il set nonostante la (in alcuni casi effettiva e totale) assenza di pubblico.
Del resto la temperatura e il sole ustionante non invogliano certo ad ascoltare band e artistucci di qualità piuttosto scadente e con chiari e spudorati intenti commerciali.
Nell’auditorium intanto ho intravisto spezzoni di interviste tra cui una a Platinette e un’altra a Gino Paoli, nuovo presidente dell’ente più amata dai musicisti stessi, la SIAE (per chi non avesse capito al volo), ospitato nientemeno che da Gianni Morandi.
Insomma aria di novità anche su questo fronte.
Ho partecipato a due seminari sull’uso dei VST e su come confezionare prodotti ben finiti e in breve tempo con una batteria elettronica.
In entrambi i casi i “professori” di turno miravano a far capire ai (fortunatamente pochi) ascoltatori che l’ispirazione artistica la si può benissimo trovare in sample “plasticoni” donatici dall’azienda produttrice messi uno in fila all’altro e suonati rigorosamente a click per non perdere il “groove”.
Inutile dire che il risultato era un’accozzaglia dubstep inascoltabile che non accetterei di sentire neanche in discoteca.
Insomma più che la fiera della musica fatta per i musicisti a volte mi è sembrata la fiera dei venditori di strumenti che, si sa, poco hanno a che fare con chi l’arte la vive intensamente e la esprime in note mettendoci l’anima.
Anche tra gli stand troviamo più che altro prodotti dozzinali e aberrazioni come la chitarra che si accorda da sola, ma che suona di m…le chitarre dei superoi Marvel e chi più ne ha più ne metta.
Tuttavia troviamo delle isole di pace come il grande e ben organizzato stand della Yamaha, dove possiamo in tutta tranquillità provare ottimi strumenti e la nuova linea di testate, senza venditori assillanti che provano a trasmetterti il loro opinabile sapere.
Qui anche batterie e tastiere a profusione, pronte al test da parte di numerosi ragazzi.
Ecco dove ho trovato la mia isola di pace, dove ho capito che allora, nonstante tutto l’impegno che ci mettono, la gente è ancora appassionata di musica e che lo strumento è, per chi lo vive, un mezzo per fare arte e non un accessorio cool o dal design accattivante per i piccoli.
Allora raccolgo le mie forze e ricaricato di ottimismo vedo il tutto in un’altra ottica e me ne vado con una buona speranza per l’edizione del 2014.
Tutto sommato una bella giornata, immerso nella musica come non succedeva dall’ultima edizione del DISMA di Rimini, ma c’è un forte bisogno di riportare il tutto ad un livello contemporaneo e improntato sulla qualità altrimenti la sottile linea di confine che ci separa dall’aver partecipato al McDonald’s della musica sarà presto spazzata via.

Emmanuele Gattuso

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Annalisa Nicastro

Annalisa Nicastro

Mi riconosco molto nella definizione di “anarchica disciplinata” che qualcuno mi ha suggerito, un’anarchica disciplinata che crede nel valore delle parole. Credo, sempre e ancora, che un pezzetto di carta possa creare effettivamente un (nuovo) Mondo. Tra le esperienze lavorative che porterò sempre con me ci sono il mio lavoro di corrispondente per l’ANSA di Berlino e le mie collaborazioni con Leggere: Tutti e Ulisse di Alitalia.
Mi piacciono le piccole cose e le persone che fanno queste piccole cose con amore e passione

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