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Miles Glorious @ Fabbrica del Vapore (Mi)

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Scritto da dissolvenzelab

E’ un magistrale esempio di teatro civile. Lo spettacolo porta in scena coraggiosamente e con una precisione che pur non dimentica la poesia, la storia di queste morti, e dei tentativi di insabbiare responsabilità e verità.

Nell’ambito della rassegna teatrale “Fabbricanti di mondi” curata da Lyra Teatro, è stato presentato presso la Fabbrica del Vapore di Milano “Miles Gloriosus, ovvero: morire di uranio impoverito”, uno spettacolo scritto e diretto da Antonello Taurino (Vincitore del premio “Miglior Regia” al Festival Nazionale Calandra 2012), affiancato in scena da Orazio Attanasio.
“Un testo ottimo e ben scritto, e che sorprende per l’intima coerenza interna. La prova matura d’un drammaturgo: Taurino ha reso comprensibile e ironico ciò che fa comodo che resti complicato. Uno spettacolo importante, da vedere!” Con queste parole Franca Rame definiva il lavoro dell’artista salentino nella prefazione del testo dello spettacolo, pubblicato da SCIENZA EXPRESS, finalista al “1° premio Nazionale di Divulgazione Scientifica 2013”.
L’uranio impoverito è un materiale radioattivo contenuto all’interno del munizionamento della Nato, usato ampiamente nelle cosiddette “missioni di pace” cui hanno partecipato anche i soldati italiani fin dall’ inizio degli anni novanta.
L’esplosione di tali proiettili libera nell’aria enormi quantità di nanopolveri di uranio che oltre a compromettere definitivamente l’ambiente, contaminandolo, sono la causa diretta di diverse forme tumorali letali.
Secondo l’ultimo libro inchiesta pubblicato sulla vicenda (“Militari all’Uranio”, Ed. David and Matthaus, del 2017), si contano 340 morti riconducibili all’uranio impoverito e circa 7.500 malati. E’ doveroso però sottolineare che queste cifre includono solo i militari italiani, non le popolazioni che vivono nei territori contaminati in Bosnia, Kosovo, Afghanistan, Iraq.
E’ una strage conosciuta come “sindrome dei Balcani” ed ha assunto i contorni dell’ennesimo scandalo italiano vista l’omertà, le contraddizioni e le reticenze da parte dei vertici militari e delle istituzioni, quando sono cominciate le prime inchieste sulle morti. “La delicatezza della vicenda ha imposto una ricerca dettagliata su libri, sentenze, interviste a soldati e parenti di vittime, documenti di Commissioni Parlamentari e Difesa (…). Recenti sono sia sentenze della giustizia civile che riconoscono la responsabilità dell’uranio e le colpe del Ministero della Difesa, sia un decreto legge che conferisce impunità penale alle alte sfere dell’Esercito coinvolte nella vicenda” (scrive Taurino tra le note di regia).
Lo spettacolo porta in scena coraggiosamente e con una precisione che pur non dimentica la poesia, la storia di queste morti, e dei tentativi di insabbiare responsabilità e verità.
La rappresentazione inizia con il dialogo tra due artisti squattrinati che per darsi un tono e ambire a una svolta artistica di successo, decidono di provare con il teatro impegnato. Cercano un argomento da trattare, e dopo una lunga disamina individuano nella vicenda dei morti per uranio, l’unico tema ancora non trattato da Marco Paolini e da altri noti autori di teatro civile. I due amici iniziano a documentarsi, e il pubblico si trova così ad assistere alla costruzione del loro spettacolo, con i momenti di entusiasmo, di scoraggiamento, e di dubbio, che accompagnano l’appassionato progetto.
La cornice musicale è affidata a uno dei due attori, Orazio Attanasio: chitarrista spiantato nella finzione teatrale, musicista di lungo corso nella realtà. In teatro ha collaborato con Renato Sarti, la compagnia Dionisi, I Mercanti di Storie, La Democomica.
Ne risulta un magistrale esempio di teatro civile: un teatro che informa, emoziona, diverte e conduce lo spettatore attraverso i vari registri che si alternano con equilibrio, intelligenza ed eleganza. Grazie all’espediente del metateatro, infatti, ironia e denuncia si alternano senza stridere, anzi i momenti comici permettono poi gli approfondimenti informativi più “tecnici”, in un unicum narrativo efficace e ben ritmato.
Uno spettacolo ambizioso anche per la varietà degli spunti che offre sullo sfondo: considerazioni sul teatro in Italia, sulla precarietà del lavoro di attori e sulla difficoltà di riuscire a inserirsi nella programmazione dei teatri… se non con l’ennesima rivisitazione di una commedia classica, il Miles Gloriosus del titolo, appunto.

Foto: Helga Bernardini e Diego Cantore (Dissolvenzelab)
Testo: Helga Bernardini

MILES GLORIOSUS – ovvero: morire di uranio impoverito
di Antonello Taurino
Testo, drammaturgia, regia: Antonello Taurino
Con Antonello Taurino e Orazio Attanasio
Musiche di scena: Orazio Attanasio
Costumi: Michela Battista
Visto il 13/1/18 presso la Fabbrica del Vapore, Milano

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dissolvenzelab nasce dal desiderio di un gruppo di fotografi di allontanarsi dalla dimensione individuale tipica di chi pratica la fotografia per farne invece un progetto collettivo. Attraverso la relazione e lo scambio, siamo un laboratorio di formazione permanente, e nella ricerca di progetti fotografici condivisi concretizziamo il dissolversi di ogni blocco che mina la creatività e fossilizza il nostro punto di vista .Ogni scatto selezionato e' il frutto di una sintesi collettiva. Il metodo partecipativo che accomuna Dissolvenze Lab a SOund36 ha generato la scintilla da cui nasce questa preziosa collaborazione

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