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Il Meglio del 2017 per Fortunato Mannino

Fortunato Mannino

SOund36 vi presenta il meglio della musica del 2017, attraverso 6 PLAYLIST che spaziano dal mainstream agli emergenti passando per gli indipendenti. Insomma ce n’è per tutti i gusti, gustatevele in questo inizio d’anno

E alla fine, anche questo 2017 è passato ed è arrivato il tempo dei bilanci. Di seguito troverete gli album che mi sono piaciuti di più e che mi sento di consigliare a tutti voi. Sicuramente mancheranno i nomi illustri ma… sono sicuro che un David Gilmour non ha bisogno di sponsorizzazioni. Fare una cernita, per chi scrive con passione e acquista dischi, non è mai semplice, dunque non vogliatemene se manca qualche nome e… non pensiate che per me sia facile scegliere dischi che amo a prescindere.
Questa classifica del 2017, con tutti primi ordinati alfabeticamente, è ispirata ai ricchi menù dalle abbuffate natalizie, quindi è giusto che siano presenti, oltre ai primi, anche antipasto e dolce. Per quel che riguarda i secondi… problemi vostri.

L’antipasto, veloce e succulento, è dedicato a due EP, entrambi autoprodotti, che preannunciano l’uscita di album veramente interessanti:
1 Filmnoir – Un altro morto sulla 106 è l’Ep che ci offre un biglietto d’andata e ritorno nel bassoventre delle città. Liriche che puntano i riflettori sugli ultimi e graffiano l’ipocrisia borghese, il tutto… in salsa punk-blues. Ancora disponibile qualche copia autografata in esclusiva per i nostri lettori (contattateci in privato per tutte le informazioni).
1 Franky Maze – Night / Flood cinque ballate intense e introspettive che conciliano atmosfere dark con scenari musicali tipicamente americani. Ballate che esplorano i chiaroscuri dell’anima e che ci portano a riflettere su temi universali come l’Amore e la Religione.

Arriviamo adesso ai dieci primi:

1 L’Albero Del Veleno – Tale Of A Dark Fate con quest’album il nostro prog sinfonico si arricchisce di una nuova gemma. Opera in due atti, il primo è dedicato / intitolato a Hypnos divinità greca del sonno, l’altro a suo fratello Thanatos, ovvero la morte. Una raffinatissima favola mitologica che non è altro che metafora della vita stessa.
1 ArtemisiA – Rito Apotropaico un viaggio elettrico nel mondo dell’irrazionale e dell’occulto o forse, più propriamente, nell’atavica paura della morte e del futuro. Un viaggio che, canzone dopo canzone, attraversa lo spazio e il tempo e alla fine sarà naturale esclamare: “Gran bell’album!”.
1 The Chasing Monster – Tales ottimo esordio sia per la band viterbese che per l’Antigony Records. Guardare l’infinità del cosmo suscita meraviglia, ma anche senso di solitudine e grandi domande esistenziali. Questi i temi di quest’album affascinante dalle sonorità post – space – rock.
1 Hollow Earth – Out Of Atlantis di questo gruppo svedese so dirvi ancora veramente poco. Ascoltando, però, il loro album d’esordio posso affermare con certezza che il loro sound s’ispira al periodo d’oro della psichedelia e del prog inglese 1968 – 1972, per intenderci. Gli amanti di quel periodo non dovrebbero mancare all’appuntamento.
1 Macelleria Mobile di Mezzanotte – Hiver Noir quindici anni di carriera, tanti album belli, ma questo è veramente un capolavoro. Musicalmente potremmo definirlo, riduttivamente, ambient con venature jazz, post rock e doom, ma le etichettature non le amo e vi dico solo che i M.M.M. catturano le increspature e i tormenti dell’anima.
1 Enrico Merlin, Valerio Scrignoli ‎– Maledetti [Area Music] Electric Guitar Duo Il duo, che non necessita di presentazioni considerata la caratura, partendo da una frase del repertorio Area, intendo un nucleo melodico, improvvisa e costruisce in una sola jam session il miglior tributo alla storica band. Semplicemente Grandi!
1 Plurima Mundi Percorsi Pensare alla vita come una via, soffermarsi e ripensare per un attimo a chi si è fermato o a chi, più semplicemente, ha cambiato strada. Poesia e Musica, un connubio perfetto che mi fa dire che: otto anni d’attesa per un vero e proprio gioiellino di prog sinfonico non sono passati invano.
1 Jamie Saft, Steve Swallow, Bobby Private with Iggy Pop –Loneliness Road a dire il vero tutti gli album della RareNoiseRecords meriterebbero di stare in questa classifica, ma per ovvi motivi non è possibile. Ho scelto questo sia perché impreziosito dalla voce di un inedito e intimista Iggy Pop, sia perché può essere l’input giusto per avvicinarsi alla produzione di una delle etichette più interessanti e audaci d’Europa. Il linguaggio è quello del jazz e a dominare, solo apparentemente, è il pianoforte.
1 Tazebao – Opium Populi il concept è ispirato alla tristemente famosa crociata contro i Catari, ma in realtà è un triste affresco di quel Medioevo tecnologico che viviamo. Le liriche di Gianni Venturi diventano manifesto contro ogni tipo d’intolleranza e, soprattutto, un invito a riflettere sulla follia del nostro tempo. Un concept politicamente impegnato, che musicalmente si colloca in quel filone prog-rock che ha negli Area gli esponenti di punta.
1 Ulan Bator – Stereolith il 2017 è stato un anno importante per uno dei pochi veri geni del rock rimasti. Amaury Cambuzat ci regala, per i suoi vent’anni di carriera, la prima stampa in vinile di Vegetable (1997) e un album nuovo nel quale, per la prima volta, trovano spazio i synth. Un caleidoscopio di suoni ed immagini che esalta il genio di Cambuzat e della sua creatura mutante.

Ancora!?!? Non siete sazi!?! Ok ve ne segnalo altri tre perché qualcosina manca, ma poi… passiamo al dolce!

Agusa – Agusa (III) Mancavano perché ormai per me sono tra i grandi del Prog! Ve li ho segnalati già l’anno passato e il loro terzo album ne è la conferma. Non guardare o sottovalutare la musica scandinava è un grave errore, le gemme più belle e preziose sono lì.
Giovanni Dal Monte – Mater In effetti la Musica elettronica mancava per mia culpa. Ammetto di non essere ferratissimo nel genere ma… un bell’album lo so riconoscere. Un album diverso dai precedenti, ma che ci conferma la versatilità e la bravura di questo artista che seguiamo sempre con attenzione.
Lovain – Ego Scribo Tibi È stata una delle ultime recensioni pubblicate e uno degli ultimi album che ho ascoltato. Che dire!?!? L’ascolto ti spiazza sia perché si tratta di debutto sia perché è raro sentir cantare l’Amore in modo intelligente e sensibile come fa Lovain. Album da ascoltare e capire fino in fondo.

Il dolce è rappresentato da due volumi molto belli quanto diversi, che ci ricordano che la Musica non va solo ascoltata distrattamente e pirata, ma è Cultura e duro lavoro.

1 Eterni Secondi, libro scritto da Luca Bonaffini, cantautore e collaboratore storico di Pierangelo Bertoli, edito da Gilgamesh Edizioni. È un romanzo in tre atti: uno prettamente biografico, uno prettamente onirico, l’altro (il mio preferito) è il racconto di come il lento e progressivo sgretolarsi dei valori tradizionali abbia travolto e annientato almeno due generazioni. La Musica, ovviamente, direttamente o indirettamente, accompagna i tre atti.
1 Musica Per Il Pensiero – Filosofia del Progressive Italiano (Mincione Editore). Il libro, scritto da Baptiste Le Goc e Marco Maurizi, è una retrospettiva interessantissima su quel raffinato e complesso movimento Progressivo italiano. Una retrospettiva che analizza le varie correnti filosofiche che stanno alla base di un movimento che compete facilmente con quello inglese.

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