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Interviste Sound&Vision

Max Ionata, Intervista

Max Ionata: la nuova frontiera del jazz

“Il Jazz è interazione tra chi lo suona e chi lo ascolta, e stasera qui al Music Art ho avvertito un forte interazione, un forte legame tra noi musicisti sul palco e voi del pubblico e quindi grazie per questo invito, grazie per tutte le emozioni che mi avete donato stasera in mezzo a voi, in questa città meravigliosa”
Con queste parole, Max Ionata ha ringraziato il numerosissimo pubblico presente al Music Art di Napoli, guidato dal Direttore Artistico Peppe Reale, che ha proposto, sabato 5 novembre una serata davvero eccezionale con Francesco Nastro al pianoforte, Tommaso Scannapieco al contrabbasso, Amedeo Ariano alla batteria e guest star della serata, appunto, Max Ionata al sax tenore.
Max Ionata abruzzese di nascita ma ormai romano di adozione visto che vive e lavora da tanti anni a Roma, è considerato uno dei maggiori sassofonisti italiani del jazz contemporaneo, con all’attivo la pubblicazione di oltre 80 dischi, numerosissime collaborazioni con musicisti italiani ed internazionali, conosciutissimo non solo in Italia ma anche all’estero dove è apprezzatissimo, in particolare in Giappone. Infatti proprio un’importante rivista giapponese “JazzLife” lo ha segnalato come “uno di quei sassofonisti che hanno aperto una nuova frontiera nel jazz”.
Tantissimi I riconoscimenti assegnatagli, solo per citarne alcuni, il premio “Massimo Urbani” per la sezione fiati nel 2000, il primo premio al Concorso Nazionale di Jazz “Baronissi” nell’anno 2000. Il premio del pubblico al concorso internazionale “Tramplin Jazz D’Avignon” in Francia nell’anno 2002. Il premio “JAZZIT AWARD” 2012 come miglior sassofonista tenore italiano. Il premio “JAZZIT AWARD” 2013 come miglior sassofonista tenore italiano.
Altrettanto numerosissime le collaborazioni artistiche con i grandi musicisti come Lenny White, Mike Stern, Steve Grossman, Dado Moroni, Gegè Telesforo, Flavio Boltro, Fabrizio Bosso, Mario Biondi, Sergio Cammariere solo per citarne alcuni durante la sua ormai importante carriera.
Il suo ultimo disco è “Rewind” interamente scritto e riarrangiato da lui stesso e che porterà quest’anno anche all’Umbria Jazz Winter dove sarà sicuramente uno dei musicisti più apprezzati dal pubblico che da anni ormai si dà appuntamento ad Orvieto per quello che è considerate ormai il più importante festival jazz in Italia.
La serata si apre con “Doxi “di Sonny Rollins ed è subito grande emozione, per poter poi continuare con “Voyage” di Stan Getz dove Max da subito prova del suo straordinario Talento, come nella splendida versione di “Resta cu mme” dove il sax di Max crea una dolcissima e romantica atmosfera.
Grazie al virtuosismo di Francesco Nastro al pianoforte, la bravura di Tommaso Scannapieco al contrabbasso e il ritmo scatenato di Amedeo Ariano alla batteria, la serata continua con altre bellissime interpretazioni di standard jazz tra i quali solo per citarne alcuni “East of the sun”, “Pent Up House”, “On the Sunny Side of the street “(Benny Goodman), la bellissima ballade “Soul Eyes” di Coltrane dove il suono del sax di Max Ionata è respiro per l’anima.
Dopo l’omaggio a Duke Ellington con “Prelude a Kiss” perché “non esiste concerto jazz senza un doveroso omaggio a questo meraviglioso Artista”, il concerto si conclude con una travolgente interpretazione di “The Eternal Triangle” di Dizzy Gillespie, applauditissima dal pubblico presente in sala.
Oltre ad un grandissimo Talento, Max Ionata ha dimostrato una grandissima sensibilità sia sul palco, visto che nei momenti di assolo degli altri musicisti si pone in assoluto ascolto con gli occhi chiusi per goderne appieno delle emozioni che la musica è capace ancora di trasmettergli dopo tanti anni di carriera, che in questa breve intervista rilasciataci prima della serata. Insomma un grande artista e un grande uomo.
Parliamo subito di Max Ionata musicista di riconosciuto talento. Jazzlife ti ha attribuito il merito di essere “uno di quei sassofonisti che hanno aperto una nuova frontiera nel jazz”. Cosa significa tale riconoscimento per te e se ti riconosci in esso?
Non mi ritrovo affatto, è un riconoscimento troppo importante e non mi sento di “autorizzarla” (ride). Si in effetti all’epoca questo giornalista scrisse tale definizione su questa rivista giapponese e io ne sono molto felice. In Giappone forse hanno apprezzato il senso melodico della mia musica che non è tipico degli americani che hanno tutto un altro stile e forse nel mio caso, che unisco un poco dello stile Americano alla melodia italiana diventa un mix perfetto che piace molto e che riscuote un bel successo sia qui che in altri luoghi del mondo e ne sono, ripeto, molto felice. Ma non è una definizione che mi appartiene perché non mi sento di aver aperto nessuna frontiera, per carità, non lo faccio per modestia ma solo per consapevolezza.

Nella tua carriera ci sono stati importantissimi riconoscimenti, più di 70 album prodotti, tantissime progetti musicali. Cosa ha significato è cosa significa tutto questo per la tua musica e quali sono le emozioni e le esperienze che hai riportato in tutti questi anni nel tuo modo di fare musica?
Tutte queste cose di cui parli sono fondamentali nel nostro mestiere, nel nostro lavoro per continuare ad essere produttivi e ispirati in quello che facciamo quotidianamente perché fare musica da soli è come guidare un aereo da soli, una responsabilità un poco troppo forte, invece poter avere la fortuna di “rubare” anche agli altri è molto importante, anche perché gran parte di questi dischi sono stati fatti a nome di altri grandi Artisti ai quali io sono riuscito a prendere tante cose che poi ho portato nella mia musica quindi sicuramente è un passo fondamentale e mi sento fortunato di aver avuto questa possibilità.

In questi anni hai dato vita a tantissime collaborazioni con Artisti Italiani ed Internazionali, l’anno scorso abbiamo avuto modo di applaudirti ad esempio proprio qui a Napoli in un progetto dedicato a Stevie Wonder con Dado Moroni, tuo grande amico. Ci parli di questa esperienza e quella con altri Artisti che hanno cambiato il tuo modo di sentire e di produrre la tua musica?
Si, il progetto di allora era “Two for Stevie” per il quale ora ci sarà, speriamo, anche una continuazione perché crediamo entrambi in quel progetto e ci farebbe piacere farne un secondo disco insieme. La collaborazione con Dado Moroni dura ormai da tanti anni, lui non è solo un mio amico ma un fratello per me, uno dei pianisti italiani più apprezzati al mondo, non per fargli un semplice complimento ma solo perché è un dato di fatto, ha suonato con i più grandi musicisti del mondo e dal quale ho imparato tantissimo perché è uno di quelli che mette a disposizione degli altri la sua enorme esperienza e talento, e mi tengo molto stretta questa collaborazione con lui e questa amicizia perché lui mi vuole veramente bene ed anch’io altrettanto a lui nella stessa misura, e questa cosa continua ad esistere in diverse occasioni, anche in diverse formazioni e che spero che non finisca mai.

Parliamo di stasera al Music Art. È un nuovo progetto o un momento per poter suonare con degli amici musicisti?
È un incontro come si fa spesso tra noi Musicisti e poi chissà magari si scoprono nuove strade, nuove occasioni per poter collaborare insieme, e magari nasce qualcosa di nuovo. Stasera ci incontriamo con Francesco Nastro, Amedeo Ariano e Tommaso Scannapieco per fare Musica insieme, poi non sappiamo quello che può succedere. Insomma …mai dire mai!

Progetti nuovi? Un nuovo disco?
Si progetti nuovi si, sto ancora lavorando con il mio Hammond Trio al nuovo disco che si chiama “Rewind”. Si chiama così perché è proprio un ricominciare, un riavvolgere il nastro di tutte le cose che ho fatto, mettere a disposizione di altri tutte le mie esperienze musicali e in questo disco ho scritto tutta la musica io, l’ho arrangiata io, a differenza di altri dischi da leader che ho fatto dove mi sono avvalso sempre della collaborazione di altri Artisti ai quali ho dato libero sfogo, ho scelto invece qui dei musicisti proprio per il tipo di musicalità e di sound che cercavo e che mi serviva particolarmente per dare il senso del disco che volevo proporre e ho voluto rischiare pensando e facendo tutto da solo, per vedere se sono capace di portare a termine quello che ho dentro di me, fino alla fine, e devo dire che sta andando bene, il risultato mi sta piacendo tantissimo, stiamo girando molto per tale disco anche in Europa, oltre che in Italia ed infatti con questo progetto andremo quest’anno a Umbria Jazz Winter ad Orvieto.

Infatti stavo appunto per chiederti di questo. Nel programma di Umbria Jazz Winter che si terrà ad Orvieto dal 28 dicembre al 1 gennaio ci sei anche tu e il tuo Trio. Porterai quindi questo progetto di “Rewind”?
Vedi? Ti ho letto nel pensiero!!! In effetti si. Questo è il progetto che porteremo ad Umbria Jazz quest’anno, suoneremo due volte al giorno nella splendida location del Palazzo dei Sette e siamo molto felici di essere stati chiamati a partecipare a tale Festival, e quindi con grande orgoglio ed emozione ci stiamo preparando per tale esperienza.

Ultima domanda: ho visto che nell’ultimo disco di Greta Panettieri (“Shattered”) ci sei anche tu con una splendida canzone. Come è nata questa collaborazione con Greta, con la quale ti abbiamo visto anche in una famosa trasmissione de La 7?
Si in effetti si. La collaborazione con Greta nasce da tantissimo tempo e dall’amicizia in comune con Gegè Telesforo, abbiamo fatto dei concerti insieme con lui e da lì lei ha amato il mio sound e mi ha voluto a fare un assolo nel suo disco e sono stato molto felice di questo perché è una musicista che stimo molto, aldilà della cantante bravissima che è, perché è un’Artista intelligente, con un grande talento, molto formata perché ha trascorso più di 10 anni a New York, la Mecca del jazz e ha sicuramente tanto da dire. Io sono felice di aver fatto parte del suo disco e tra l’altro faremo qualche live insieme e lunedì (7 novembre) saremo a Radio Rai2 insieme, nel programma di Luca Barbarossa per presentare il suo disco.

Grazie Max per la bellissima chiacchierata…
Grazie a voi di SOund36 e allora ci vediamo ad Orvieto!

Articolo e Intervista di Annamaria De Crescenzo
Foto di Mario Catuogno di Spectra Foto


About the author

Annamaria De Crescenzo

Annamaria De Crescenzo

Amante del ballo praticamente da sempre, la sua vita ludica è cambiata con l'incontro fortuito con una Nikon, ora riempie i vuoti lasciati dal ballo facendo foto e scrivendo recensioni sugli eventi musicali.

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