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Sound&Vision

Max Gazzè @ Arena di Verona

Daniele Marazzani

Un mondo cosmico colorato e luminoso ha fatto da scenografia a questo bellissimo concerto

La pioggia non può fermare la (buona) musica! Nonostante il ritardo di un’ora, il concerto di Max Gazzè all’Arena di Verona è stato stupendo! Il cantautore si è esibito con l’Alchemaya Symphony Orchestra, diretta dal maestro Clemente Ferrari e ha presentato, prevalentemente, i brani del suo ultimo album Alchemaya.
Il cantautore capitolino chiude il suo tour proprio all’Arena, una location storica ed unica al mondo. Inoltre, con l’orchestra, sembra di assistere ad un’opera teatrale piuttosto che ad un concerto. Infatti, per struttura lo show è stato suddiviso in due parti: la prima più sinfonica intervallata da intermezzi di prosa letti da Ricky Tognazzi e una seconda più “ballabile” con brani cult di Max Gazzè.
Max Gazzè è un cantante pop ma non è il solito cantante popolare. Mai banale, raffinato musicalmente e con testi curati e riflessivi. Ogni suo album offre nuovi spunti musicali e traccia nuove rotte. Anche Alchemaya ha proseguito la sperimentazione di Gazzè con sonorità più liriche, da operetta. Una sintonia tra lirica e mondo pop che si sono fusi in un unico grande modo di fare musica per suggellare un accordo d’intrattenimento unico e meraviglioso.
La prima parte è stata prevalentemente sinfonica, quasi da operetta, con intermezzi di prosa letti brillantemente dal buon Ricky Tognazzi mentre la seconda parte ha sbizzarrito i fan con hit classiche del cantautore. Da La Leggenda di Cristalda e Pizzomundo a Il solito sesso, passando per Il timido ubriaco e Una musica può fare. In sostanza, nella seconda parte, Gazzè ha ripercorso tutto il suo percorso musicale dagli inizi fino all’ultimo cd con la hit sanremese.
Anche dal punto di vista scenografico, il concerto si è reso soddisfacente, torrette colorate “spaziali” con costellazioni e pianeti. Un mondo cosmico colorato, luminoso.
L’Arena, nonostante fosse gran parte bagnata, è stata il valore aggiunto, quel tocco di classe finale per chiudere in bellezza una serie di concerti spettacolari.

Articolo e Fotografie di Daniele Marazzani

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