Sound&Vision

Max De Aloe & Marcella Carboni in Pop Art

un vero e proprio dialogo tra l’Arpa e l’Armonica cromatica

La pioggia non ha impedito il successo, annunciato, di una serata musicale di grande coinvolgimento come quella che ha proposto, sabato 12 marzo al Complesso monumentale di San Gennaro all’Olmo di Napoli, l’Associazione Otto Jazz Club, presieduta da Maria Lucci, in occasione del 30° anniversario di attività dell’Associazione con il concerto di Max De Aloe & Marcella Carboni.
Max De Aloe musicista e compositore, è considerato il miglior armonicista jazz italiano contemporaneo nonché’ uno dei massimi esponenti mondiali dell’armonica cromatica. Annovera nella sua ricca carriera molteplici e prestigiose collaborazioni, realizzando anche spettacoli, colonne sonore per teatro e documentari, ed è da 11 anni Direttore artistico e ideatore del Gallarate Jazz Festival.
Marcella Carboni è una musicista e compositrice cagliaritana, quarto posto nel TOP JAZZ 2011 nelle classifiche redatte dalla Rivista Musica Jazz. Ha suonato con diversi musicisti e in diversi progetti musicali oltre ad impegnarsi in un’intensa attività didattica e divulgativa dell’arpa jazz. Si contraddistingue anche per la sua particolare arpa di un scintillante colore blu.
Insieme hanno dato vita al progetto “Pop Harp” e un disco prodotto dagli stessi musicisti per la Abeat Record.ù
Il nome POP HARP è stato ispirato da questa unione di arpa/armonica visto che in inglese arpa si traduce con HARP ma anche nello slang americano l’armonica è HARP, e pop non perché viene ispirato solo dalla musica pop ma da un insieme di brani provenienti da culture musicali differenti miscelati con la musicalità jazz.
Il progetto, cosi come è stato presentato dallo stesso Max De Aloe, nasce dall’idea di mettere insieme due strumenti molto particolari come quello dell’Arpa e dell’Armonica cromatica in un repertorio che spazia in diversi generi musicali come il jazz, tango, bossanova, pop e classica.
Il concerto inizia con un omaggio alla musica di Sting con “Sister Moon” per continuare  con la proposta di brani di loro composizione come “Il bosco che chiamano respiro “ di M.De Aloe che racconta di un luogo a lui caro della sua terra (la provincia di Varese) e “Rivu Isganiu” di Marcella Carboni che parla della “magia” della sua terra sarda,  insieme a brani di musica classica come una bellissima rielaborazione del tema classico di “Sicilienne” (Faurè) scritto dalla Carboni che aggiunge alla melodia classica un particolare arrangiamento per armonica che ne rende la versione ancora più dolce e coinvolgente, brani della storia della musica brasiliana come “Samba De Verão” di Marcos Valle e “Luiza” del Maestro Antonio Carlos  Jobim , una vera e propria canzone d’amore dedicata alla figlia,  e “Carinhoso” del Maestro Pixinguinha , amatissimo dai maggiori musicisti jazz del mondo e dai bossanoviani per la sua melodia e musicalità straordinaria. Dopo la parentesi musicale brasiliana, della quale loro stessi sono assolutamente affascinati, visto che hanno avuto anche il piacere di suonare con i maggiori musicisti brasiliani e non solo durante il Rio Harp Festival a Rio de Jaineiro, dedicano uno dei brani standard jazz più suonati al mondo “Beautiful Love” di Victor Young , a Maria Lucci, che con tantissimo impegno e sacrifici sta portando avanti il progetto dell’Otto Jazz Club iniziato trent’anni fa dal fratello Enzo che tutti i presenti ricordano con emozione e commozione per la sua grandissima arte di saper diffondere la cultura jazz a Napoli.
Il concerto si conclude con la musica di Astor Piazzolla “Oblivion” che con le note dell’armonica cromatica diventa ancora più struggente ed emozionante e suscita applausi infiniti dal pubblico presente.
Ancora una volta grazie a Maria Lucci e allo staff dell’Associazione Otto Jazz Club per le emozioni che ci regala ogni volta con gli artisti che presenta nelle sue Rassegne di grandissimo successo.

Testo di Annamaria De Crescenzo
Foto di Mario Catuogno by Spectra Foto


About the author

Annamaria De Crescenzo

Annamaria De Crescenzo

Amante del ballo praticamente da sempre, la sua vita ludica è cambiata con l'incontro fortuito con una Nikon, ora riempie i vuoti lasciati dal ballo facendo foto e scrivendo recensioni sugli eventi musicali.

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