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Recensioni

Massimo Priviero – All’Italia

Scritto da Red

Torna Massimo Priviero. Suona piano e con dolcezza, modera il rock che ha dentro e ne fa canzone d’autore raffinata e personalissima

Sono quasi 30 anni di carriera ed è storia di pochi giorni fa il grande evento concerto di presentazione all’Alcatraz di Milano. Torna in scena il rocker italiano che più di tutti ha una storia internazionale da raccontare. Torna Massimo Priviero e questa volta lo fa con un disco meravigliosamente equilibrato, dolcissimo, silenzioso, intimo e ricco di grandi messaggi incastrati dentro un mood acustico di scritture che affondano i loro artigli nella tradizione del folk di tutti i tempi.
Si intitola “All’Italia” questo cofanetto che si presenta meravigliosamente accattivante anche nell’estetica della confezione. E il nero che circonda la grafica di copertina si traduce anche nelle tinte introspettive e spesso di nostalgia che ci sono tra le infinite pieghe dei suoni di chitarra acustica.
Massimo Priviero suona piano e con dolcezza, modera il rock che ha dentro e ne fa canzone d’autore raffinata e personalissima. “All’Italia” ci regala 13 fotografie del passato e del presente, racconta l’immigrazione, racconta l’addio alla terra natale, racconta il ritorno di un vecchio scappato quando era giovane e la guerra era appena finita. E il tema dell’addio prende anche forme sociali commoventi e purtroppo attualissime come nella bellissima “Bataclan” in cui Priviero immagina una lettera che la Solesin – ragazza italiana che dall’Italia scappa per cercare fortuna all’estero e come sappiamo trova la morte nell’attentato di quella notte – scrive alla mamma, di fretta, tra un impegno e l’altro: “va tutto bene, stasera ho un concerto al Bataclan”.
Morire lontani dalla propria terra perché lontani si è andati a cercare la propria fortuna. E alla morte Priviero contrappone anche la vita e la rivoluzione, la speranza e il futuro. Così ha fatto parlando di suo figlio – che lo vediamo nel video del singolo “London”, l’unico brano davvero rock del disco, finalmente il Priviero di sempre – un ragazzo come tanti che lavora e studia in una “Londra” come fosse l’America. E dall’America tornano i vecchi e forse l’America è il sogno da inseguire anche solo arrivando in un’altra regione, come fa chi deve lasciare il Friuli devastata dal terremoto del ’76.
“All’Italia” è un disco che commuove, forse il più importante della carriera di chi ha scritto pagine importanti del rock d’autore italiano. E se anche il suono di questo disco è calmo di attese e di contemplazione, non manca quel certo modo di pronunciare le parole e quel suono graffiante della voce che dentro ha la rabbia e la rivoluzione. Un bellissimo ascolto.

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