Recensioni

Massimo Garritano & Ernesto Orrico – Talknoise

Katia Colica
Scritto da Katia Colica

Talknoise: poetica e denuncia in una narrazione sonora

Sospesi eppure in viaggio; ma un viaggio per mano a qualcuno, probabilmente. Questa è la sensazione che lascia l’ascolto di Talknoise: una percezione carnale e aerea, incasellata dentro un genere che sfugge, ma esiste. Esiste perché segna e corrode, perché strappa l’anima e la lascia lì, a evaporare. 
Il progetto musicale ideato da Ernesto Orrico alla voce (attore e autore teatrale di lunghissima esperienza in Italia e all’estero) e Massimo Garritanoalla chitarra elettrica, (compositore eclettico con all’attivo diverse collaborazioni e un disco solista dal titolo “Present”), vuole essere teatro, reading, ma anche poetica, denuncia e sonorità. Riuscendoci.
Le parole arrivano urgenti senza porsi confini, si sostengono in bilico sulle risonanze che si susseguono proponendo ritmi che sfiorano il jazz come una carezza provvisoria: ma sono solo attimi. Le dissonanze punk e rock si fanno largo, graffiano l’aria prepotenti creando una narrazione discordante e sospirata; come ogni narrazione reale, d’altronde. I brani si sviluppano in rumori disordinatamente strutturati, diventando un ossimoro dai tratti vitali e le tracce si propongono fluide. Con“Dziga”, dove si coglie il riferimento a Dziga Vertov, geniale regista e autore del cinema sovietico, spande la ferocia dell’umanità corrotta e la chitarra sembra sottolinearne l’asprezza. Le parole si animano, agganciano e poi lanciano nel vuoto: difficile restarsene inerti durante l’ascolto. In “Cosa sono diventato” la regolare disarmonia dei suoni accompagna la narrazione della ricerca di una bellezza disperata e vacua, di un amore solo intravisto. La sofferenza diviene corpo vivo e in quanto tale si offre con insolenza e schiettezza. Da segnalare anche “La sconfitta perfetta” dove è manifesta l’arte umana dell’accettazione senza – tuttavia – cedere alla rinuncia. La disapprovazione verso una società volta all’esclusione e all’individualismo è evidente e si fa forte a colpi di ironia e poesia, sopportando su di sé il peso gigantesco di un’umanità sconfitta.
Un flusso potente e originale che non lascia indifferenti, quello proposto da Talknoise, che si realizza in forme nuove e incisive. 
Il Cd, in tiratura limitata, si può ordinare scrivendo a: undergroundmilano@gmail.com

About the author

Katia Colica

Katia Colica

Katia Colica è scrittrice, giornalista e sceneggiatrice. Ha pubblicato il testo teatrale Un altro metro ancora - Monologo sul bordo della vita, a cura di Città del Sole Edizioni, messo in scena da SpazioTeatro.
Per Ottolibri ha pubblicato il romanzo Lo spazio adesso. Nel 2013 per IRE ha pubblicato la silloge Parole rubate ai sassi. Per Città del Sole Edizioni ha pubblicato Ancora una scusa per restare – Storie di ordinaria invisibilità in una notte metropolitana, un reportage-fiction e Il tacco di Dio, romanzo/reportage adottato come libro di testo dall’Università Mediterranea.
Ha contribuito all’antologia poetica Saper leggere il libro del mondo – Volume II, pubblicata a cura della Fondazione De Andrè. Nel 2007 ha pubblicato Col mare dentro, per un’antologia di Oscar Mondadori. Ha una rubrica fissa, “Briciole per i passeri” in Sdiario di Barbara Garlaschelli. Dal 2002 conduce delle ricerche sulle dinamiche urbane per il centro studi Club Ausonia.
È socia fondatrice di Adexo e gestisce i rapporti con i media per numerosi eventi e manifestazioni nazionali e internazionali. È, inoltre, web content manager, digital pr, correttrice bozze, editor e ghost writer per aziende, associazioni e case editrici che si avvalgono di consulenze esterne.
È docente dei corsi di scrittura “Fiction”, “Redattore per casa editrice” e di alcuni moduli dedicati alla comunicazione, alla scrittura digitale e alla revisione testi.

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