Cookie Policy

Recensioni

Massimiliano Martines – Ciclo di Lavaggio

Fortunato Mannino

Sicuramente è tra gli album più belli e più intensi che, ad oggi, il 2016 mi ha proposto

Scrivere del nuovo album di Massimiliano Martines non è stato facile, perché gli spunti di riflessione che offre sono tantissimi. D’altronde non poteva non essere così, visto che ci troviamo di fronte ad un artista eclettico e poliedrico. Teatro, Poesia e Musica fanno parte, infatti, del suo background culturale e, sinergicamente, confluiscono nelle sue canzoni.
Ciclo di Lavaggio, suo terzo album, ci offre visioni ciniche e sarcastiche della realtà, momenti introspettivi e momenti di alta poesia. A dominare, come s’intuisce facilmente guardando il packaging dell’album, è il chiaroscuro. Un grigio che, in maniera ambivalente, può essere interpretato sia come un lento sprofondare nel buio sia come il lento riemergere dal buio. Una sorta di limbo prigione in cui l’Io dell’autore guarda e giudica sé e il mondo.
Sarcasmo e cinismo dominano rispettivamente La Scatola e L’inganno e Amo le Novità. La prima è il racconto dell’epopea berlusconiana e di quell’illusione di benessere che, regalata al popolo attraverso la televisione, gli ha permesso di caratterizzare gli ultimi vent’anni della storia nazionale. Nel secondo, più criptico, mi sembra di intravvedere quella nuova figura di protagonista che la tv di questo periodo offre ai suoi telespettatori: quella dell’assassino che, alla ricerca di notorietà e successo, si presenta davanti alle telecamere e parla con naturalezza dei suoi rapporti con la vittima.
La Guerra Dei Fiori Rossi, ispirata dall’omonimo di Zhang Yuan del 2006, è senza dubbio uno dei vertici dell’intero album. Brano intenso che racconta di quella violenza cieca, insensata, spregevole, senza divisa, perché nessuna divisa può definirsi buona e giusta se perpetrata verso bambini inermi.
In un album, comunque, prevalentemente intimo e intimista, e nel quale prevalgono toni caustici e sentimenti scuri, mi piace segnalare I Colori Dell’Autunno perché, a mio modesto avviso, rappresenta quel bagliore che illumina il buio dell’anima. Quel bagliore che illumina la mano che si aggrappa al buio, nel tentativo di rialzarsi, che è rappresentata sul retro del cd.
Ciclo di Lavaggio l’ho immediatamente e idealmente associato, per sonorità e complessità di scrittura, a quel filone musicale che ha in Giovanni Ferretti l’esponente più illustre, ma il parallelismo, per ovvie ragioni, si ferma qui. Sicuramente tra gli album più belli e più intensi che, ad oggi, il 2016 mi ha proposto.

About the author

Fortunato Mannino

Fortunato Mannino

error: Sorry!! This Content is Protected !!