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Martin Tingvall @ Auditorium PdM

Mario Catuogno
Scritto da Mario Catuogno

Martin Tingvall: la musica delle emozioni in “Distance”

Mercoledì 18 maggio alla Sala Teatro Studio Borgna l’incontro con la musica del pianista e musicista svedese Martin Tingvall.
Tingvall è nato nel 1974 in Schonenn una provincia nel sud della Svezia. Da sempre decide di dedicarsi alla musica e dopo essersi diplomato si mette a studiare piano jazz, composizione e improvvisazione presso l’Accademia di Musica di Malmo dove si diploma nel 1999. Poco dopo si trasferisce ad Amburgo. Da allora collabora con molti artisti e in diversi generi musicali: Udo Lindenberg, Gunther Gabriel e Inga Rumpf solo per citarne alcuni.
Nel 2003 fonda il Tingvall Trio insieme a Omar Rodiguez Calvo (basso) e Jurgen Spiegel (batteria) con il quale registra cinque album e un live per la Skip Records, ricevendo per ben due volte il premio dei critici ECHO JAZZ “Ensemble of the Year” e la consacrazione dei fan con il premio del pubblico ECHO JAZZ “Live Act of the Year” e raggiungendo un significativo successo non solo in ambito nazionale ma anche sulla scena jazz europea.
Nel 2012 pubblica “En Dag NY” il suo primo album per pianoforte solo. Tre anni dopo il secondo album da solista, “DIstance”, oltre a scrivere canzoni per altri artisti, colonne sonore di film, spot pubblicitari e altri progetti.
L’occasione per poter gustare la musica di Tingvall e soprattutto dei brani di “Distance” si presenta appunto mercoledì sera all’Auditorium Parco della Musica di Roma.
Nonostante l’evidente emozione dell’artista che si manifesta soprattutto quando presenta i suoi brani (per un compositore deve essere sempre difficile mettere in “parole” la sua musica) al pianoforte diventa assolutamente “magico”. E già dalle prime note è chiaro che il senso melodico e quello ritmico si integrano in modo esemplare, a conferma di una particolarità stilistica che rende ormai ben riconoscibile il pianismo di Martin Tingvall, una sorta di parola fine alla questione se si tratti o meno di musica jazz o classica in quanto la sua è una una musica che non conosce classificazione di genere o di stili musicali, riuscendo a fonderli tutti in un’unica armonia.
Come lui stesso spiega: “in quest’album sono alla ricerca di distanza. Distanza dal qui e dall’oggi, ma anche dal senso di lontananza che si percepisce tra le persone che fanno fatica a stare insieme faccia a faccia, visto che la maggior parte dei contatti a livello personale avviene attraverso i social media.”
E ancora: Ho fatto un viaggio in Islanda alla ricerca di distanza e sono stato ricompensato con un sacco d’ispirazione per la musica di quest’album: è una terra che da una prospettiva completamente nuova. E a dispetto o forse proprio a causa delle enormi distanze presenti, ho avuto la sensazione che ci fosse molta più intimità e vicinanza fra le persone”. “Uno spazio lontano dalla vita frenetica di tutti i giorni, una breve pausa, un po’ di distanza, pace, quiete e tempo per nuove prospettive”.
Infatti nel presentare i brani, illuminato da una luce bianca al suo pianoforte, si viene presto rapiti da un’atmosfera di calma e di silenzio interiore. Il primo brano “An Idea of Distance” affascina da subito l’intera platea, poi piano piano tutti gli altri brani dell’Album come “Open Land” o “A Blues”, “Requiem”, “A new Day” solo per citarne alcuni, presentano una produzione musicale che a volte ha come elemento principale una delicata ed emozionante malinconia come nella ballata “Last Summer” altre elementi blues con bassi potenti come appunto in “A Blues “ o “Open Land” oppure melodie ispirate a temi della musica classica come in “An idea of distance” che danno non solo prova dell’enorme talento come compositore e pianista dell’Artista ma che riescono a portare lo spettatore in un’atmosfera di grande coinvolgimento emozionale tanto che potrebbe essere utilizzata come colonna sonora di qualche film su viaggi nell’anima o nelle emozioni dell’animo umano per la particolare armonia musicale che contraddistingue il brano.
Martin Tingvall è sicuramente un Artista da seguire perchè ci riserverà ancora tante, tantissime emozioni.

Articolo di Annamaria De Crescenzo
Foto di Mario Catuogno Spectra Foto


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Miope da sempre, la messa a fuoco manuale non è stata mai facile per me. Mi venivano bene solo i panorami. Ringrazio la tecnologia per la MAF automatica e altre diavolerie, mai soddisfatto delle mie foto

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