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Recensioni

Martin Kohlstedt – Strom

“Strom” gioca con il sublime e con le atmosfere crepuscolari, l’album è ben riuscito

Difficile, oggi, fare distinzioni che abbiano un senso tra musica classica contemporanea e ambient music. Gli ultimi anni hanno visto l’uscita di molti dischi di solo pianoforte come quello di cui parliamo oggi, “Strom”, di Martin Kohlstedt, classe 1988, musicista, compositore, pianista e produttore tedesco.
Per la maggior parte, questi dischi sembrano avere in comune atmosfere rarefatte, musica sognante, immaginifica e carica di suggestioni che sembrano provenire da opere della tradizione classica, l’utilizzo pressoché esclusivo del pianoforte, un certo minimalismo di fondo e un sia pure non invasivo utilizzo dell’elettronica. Altra circostanza che accomuna dischi e artisti che fanno parte di quella che considero ormai una corrente musicale a se stante, è che tutti suscitano un certo qual interesse per la stampa rock, che è ciò che a mio avviso conferma che tutto sommato in musica le “etichette” (che nient’altro sono se non designazioni di comodo utilizzate per classificare semplicisticamente le cose) rivestono una importanza assai limitata.
In ogni caso, il disco di Kohlstedt, per le sue caratteristiche intrinseche entrerebbe a pieno titolo a far parte della corrente musicale cui sopra si è accennato. Nove brani per circa cinquanta minuti di buona musica, “Strom” gioca con il sublime e con le atmosfere crepuscolari spesso sottolineate dai tasti bassi del pianoforte. Prevalgono tra i solchi i suoni soffusi e ovattati del piano mentre gli inserti elettronici hanno più che altro la finalità di riprodurre suoni naturali come quelli della tempesta e del vento (è qui, evidentemente, che emerge la componente “ambient” di questo godibilissimo complesso di suoni e di musica). Per il resto, l’insieme appare veramente ben riuscito; vi assicuro, la musica è talmente godibile da farvi sentire trasportati in altre dimensioni, quella onirica e quella delle più profonde e forse malinconiche riflessioni.

About the author

Giovanni Graziano Manca

Giovanni Graziano Manca

Pubblicista, poeta, ha collaborato e collabora alla redazione di numerose riviste cartacee e web scrivendo di musica, poesia, letteratura, cinema ed altro. Ha pubblicato alcuni volumi di poesia (In direzione di mete possibili, Lieto Colle, 2014; Voli in Occidente, Eretica, 2016) e uno di racconti brevi (Microcosmos, Sole, 2013). Vive a Cagliari, meravigliosa città del Mediterraneo.

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