Recensioni

Marco Pacassoni – Frank & Ruth

Fortunato Mannino

Questo album non è da considerarsi solo un tributo, ma anche un atto d’amore verso due Maestri

Ci sono sfide musicali che non hanno mezze misure: o le vinci alla grande o le perdi miseramente. Questo perché eguagliare la grandezza, la complessità, più in generale l’Arte del Maestro è off-limits ai più. Quando poi ad essere omaggiato non è un Grande ma due… la sfida diventa pressoché impossibile. È con questo pensiero che mi sono approcciato a quest’album che, lo dico fin da ora, troverà il suo spazio nella mia personale classifica dei migliori del 2018.
La copertina, coloratissima ed elegante, e il titolo
Frank & Ruth riportano alla memoria meravigliose pagine di Storia della Musica. Ma se l’immagine di Frank Zappa non ha bisogno di alcuna presentazione, qualche parola va spesa per ricordare quella della percussionista Ruth Underwood. Figura forse, sottolineo il forse più volte, meno nota, ma sicuramente altrettanto geniale, che ha legato il suo nome a quello del genio di Baltimora e ai suoi The Mothers.
La
track-list è la conferma che si verrà catapultati in uno dei periodi più rappresentativi e importanti per la Musica di Zappa, ovvero quel periodo che va dalla fine degli anni ’60 alla metà dei ’70. A firmare questo importante quanto interessantissimo progetto è il vibrafonista e percussionista, nonché compositore, Marco Pacassoni, che arriva così al suo quarto album. Ad accompagnarlo in questo splendido viaggio musicale Lorenzo Degli Angeli al basso, Enzo Bocciero pianoforte e tastiere, e tre importanti ospiti: Petra Magoni, che presta la sua splendida voce ad una altrettanto splendida versione di Planet of the Baritone Women; il chitarrista e produttore Alberto Lombardi e il batterista Greg Hutchinson, entrambi musicisti di fama internazionale.
Quarantacinque minuti, secondo più secondo meno, durante i quali riconosciamo i classici e ne apprezziamo i nuovi arrangiamenti, che esaltano la tecnica e la sensibilità dei singoli. Difficile segnalare un brano su tutti, ma è altrettanto impossibile non notare la bellissima versione per sola marimba di
The Black Page; For Ruth una composizione originale che, come è evidente, va a tributare la bravura di Ruth Underwood; Sleep, Pink and Black (the napkins suite) medley che esalta il virtuosismo sia di Pacassoni che quello di Lombardi. Tanto? Sì c’è veramente tanto in questo disco, e un cronista, che non può raccontarlo solo con le parole, ha l’obbligo, ad un certo punto, di frenare il proprio entusiasmo.
Concludo scrivendo che Frank & Ruth non è da considerarsi solo un tributo, ma anche un atto d’amore verso due Maestri e soprattutto verso quegli strumenti a cui Marco Pacassoni ha dedicato tempo, passione e che, oggi, ne fanno uno degli artisti più apprezzati a livello internazionale.
La cura di ogni singolo dettaglio dimostra che si tratta di un progetto curatissimo: l’elegante copertina è opera dell’artista Beppe Stasi; la data d’uscita del cd ci riporta a quello che sarebbe stato l’ultimo concerto italiano di Frank Zappa (Genova 9 giugno 1988 n.d.r.); il 4 dicembre, data di inizio del tour, richiama l’anniversario della morte; gli amanti del vinile avranno la possibilità di acquistare un’elegante edizione limitata e numerata dell’album…. Sinceramente è difficile chiedere di più.

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