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Recensioni Soundcheck

Marco Betta, Naiupoche e Giovanni Di Giandomenico- Ecuba e Ifigenia

Fortunato Mannino

Un lavoro emozionante e moderno

Rispondere qui alla domanda “cosa sono i miti e cosa rappresentano?” è impossibile. Non è la sede giusta né, tantomeno, si può rispondere brevemente. Brevemente, e sintetizzando molto, possiamo dire che sono le risposte alle grandi domande che, ancora oggi, ci poniamo senza avere alcuna certezza; sono risposte a comportamenti umani; sono mezzi per veicolare messaggi di tipo etico e morale. Possiamo, comunque, affermare che il fascino di queste storie e di questi personaggi, nel tempo divenuti stereotipi, affascina sempre ad ogni età e continuano, nonostante lo scorrere dei millenni, ad essere fonte d’ispirazione. Ecuba e Ifigenia sono i due personaggi, o meglio la proiezione della loro immagine, che hanno ispirato Marco Betta, Naiupoche e Giovanni Di Giandomenico.
Una madre e una figlia, due vite lontane che un unico destino di sventura intreccia. Alla prima viene rivelato in sogno che il figlio che porta in grembo sarà la rovina del suo mondo. La seconda dovrà essere sacrificata agli dei affinché propizino la rovina della prima.
ECUBA | IFIGENIA questo il titolo del primo di una serie di EP di questo trio di grandi musicisti che hanno trovato uno spazio loro presso Almendra Music. Quattro interpretazioni, quattro visioni dei due personaggi che danno il titolo sia all’EP che ai brani e, a completare, un continuous mix degli stessi.
Due delle visioni sono naturalmente classiche, e non potrebbe essere altrimenti, visto che Marco Betta e Giovanni Di Giandomenico sono pianisti di fama internazionale. La malinconica dolcezza del pianoforte illumina i contorni di queste due figure che il mito ha creato, idealizzato e reso eterne. Le altre due visioni sono contaminate dall’elemento elettronico, a sottolineare, secondo me, la drammatica inquietudine di queste due donne. Sentimenti diversi, storie diverse e parallele che, come abbiamo detto, un destino crudele ha voluto incrociare; e questo aspetto narrativo e altamente evocativo lo ritroviamo nel continuous mix che, come è facilmente intuibile, racchiude in un un’unica traccia le quattro composizioni.
Questo primo EP, come i successivi, sarà disponibile solo in formato digitale, ma a progetto concluso tutto confluirà, come ovvio e giusto che sia, anche in un formato fisico.
Un lavoro emozionante, evocativo e allo stesso tempo moderno, sia sul piano della forma che del contenuto.

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