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Recensioni

Maleducazione Alcolica – Vele Nere

Fernanda Patamia
Scritto da Fernanda Patamia

Questi otto “ragazzacci” trascinano l’ascoltatore in un vortice bohemien fatto di bravate non troppo gravi

E-SPLO-SI-VO.  È questo l’aggettivo che meglio descrive Vele Nere, l’ultimo album dei Maleducazione Alcolica, rilasciato lo scorso 9 Ottobre.
La prima traccia è l’intro sinfonico “Open Fire”, a “Hit’ n’ Run” spetta il compito di catapultarci in quest’atmosfera di euforia generale in quello stile ska/punk che caratterizza pressoché tutto l’album. Nella strumentale “Vele Nere” troviamo un mix di stili diversi che vanno dal rock al jazz grazie ai fiati. I ritmi si fanno ancora più sostenuti grazie ai riff di chitarra in “Lolita”, “Ora”, “Ancora Qua”, “ Join The Party”.” White Shoes” suona invece come un brano dei Green Day e a contrasto delle sonorità adrenaliniche dell’intero LP troviamo le note malinconiche di “Last Dawn”.
Con “Scrivilo Sui Muri” la band descrive alla perfezione la domenica tipo di ogni ventenne, soprattutto quando canta “Il giorno del Signore l’ho passato sul divano, Breaking Bad e una tisana, perché abbiamo esagerato”.
“Vele Nere” è un album coinvolgente e colorito e conta le collaborazioni di vari artisti come Sandrino, Muro Del Canto, Sandokan e Talco.
Attraverso 14 tracce questi otto “ragazzacci” trascinano l’ascoltatore in un vortice bohemien fatto di bravate non troppo gravi dopo una notte trascorsa a fare un tour alcolico in giro per le strade di una grande città. Le percussioni incalzanti danno l’impressione di vivere un sabato sera tipico dei vent’anni, uno di quelli che magari all’inizio si prospettava un po’ piatto ma che poi si trasforma inaspettatamente in una corsa frenetica e spensierata con gli amici di una vita.

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