Recensioni Soundcheck

Magora – Frenologia

Fortunato Mannino

Una alchimia e una bravura di cui ci si accorge immediatamente, perché l’album è stato registrato in presa diretta

Ci sono album che hanno il potere di incuriosirmi prima ancora dell’ascolto, vuoi per la bellezza della copertina, vuoi perché il titolo è particolarmente evocativo. Nel caso della proposta musicale di oggi, posso affermare che sia il primo che il secondo aspetto sono imprescindibili uno dall’altro: il titolo è Frenologia e la copertina non poteva non raffigurare una testa umana con ben evidenziate le singole sezioni. Un passo indietro nel tempo, all’epoca dei primi studi sul complesso funzionamento della mente umana, a questo punto, è necessario. La Frenologia, termine dall’etimologia greca che significa letteralmente studio della mente, è una dottrina scientifica ideata nella prima metà dell’Ottocento dal medico tedesco Franz Joseph Gall e che, in parte, influenzò anche Freud. Gall teorizzò che le singole funzioni psichiche avessero sede in precise zone del cervello che, per questa ragione, venne diviso in 27 aree ben precise. Il dato certo, oltre la mia bocciatura in Storia della Psicanalisi, è che ormai di Frenologia, intesa come scienza, non se ne parla più. Ne parliamo, oggi, noi come primo affascinante album dei Magora, gruppo nel quale ritrovo con molto piacere la voce di Roberto Fedriga, che col suo album omonimo campeggiò nelle nostre classifiche dei migliori album del 2014.
Le dinamiche di gruppo sono diverse e se ho citato con piacere Roberto Fedrica, è altrettanto giusto citare Andrea Lo Furno, Luca Finazzi e Alberto Lazzaroni non solo per la loro bravura ma, soprattutto, perché è dall’alchimia dei quattro che nasce Frenologia. Una alchimia e una bravura di cui ci si accorge immediatamente, perché l’album è stato registrato in presa diretta. L’intento dei Magora è chiaro: i dieci brani vogliono stimolare, attraverso la Musica e i testi volutamente sibillini, altrettante zone cerebrali. È l’ascoltatore, infatti, che dovrà ritrovare nelle parole una parte di sé. L’approccio più facile, ma non meno bello, è con Damnatio Memorie, perché nel bene o nel male tutti abbiamo chiuso drammaticamente una qualche storia. Il significato dei restanti nove brani, che spaziano tra alternative rock e canzone d’autore, resterà un fatto privato tra voi e… Voi.
Boris Savoldelli, Guido Bombardieri, Carlo Poddighe arricchiscono con le loro personalità musicali un album già affascinante, che si segnala anche per la bellezza della grafica e del packaging curati da Armando Bolivar (alias Alessandro Ducoli).

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