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Sound&Vision

Maci’s Mobile @ Stazione Rogers di Trieste

Andrea Agati
Scritto da Andrea Agati

Hanno infiammato il pubblico con la loro musica che spazia dal reggae all’elettronica e dal funk all’hip hop.

Per chi non conoscesse, la Stazione Rogers di Trieste è una piccola oasi dove potersi dissetare le calde sere d’estate. Ma non ci sono solo drink e buona compagnia. Questo bar all’aperto offre infatti spettacoli live e concerti di qualità…e sabato la qualità sicuramente non è mancata: direttamente da Belluno si sono esibiti i Maci’s Mobile per presentare il nuovo album “MNLT”.
Gruppo nato nel 2000, ma con all’attivo già 6 album e numerose collaborazioni con artisti italiani come Claver Gold, Solo Banton e Doro Gjat, hanno infiammato il pubblico con la loro musica che spazia dal reggae all’elettronica e dal funk all’hip hop.
Sul marciapiede allestito come un vero palco non sono in pochi, ben 10: Mole (voce), Stento (chitarra e voce), Steve (chitarra e voce), Gabri (basso), Pietro (piano e synth), Maci (percussioni), Davide (sax e voce), Paolo (tromba), Claudio (trombone) e Giorgio (batteria).
Purtroppo questa estate spostare l’attenzione dai mondiali è difficile, soprattutto se la sera stessa c’è una partita valida per le semifinali come Russia-Croazia (vi ricordo che siamo a Trieste, a 30 km dalla Croazia).
I supplementari non aiutano. Mole più volte chiede il risultato ai tifosi imbambolati, risposte vaghe come quando rispondete a vostra madre mentre giocate alla playstation.
I Maci’s continuano a suonare per la folla davanti a loro, ma non ci stanno, vogliono proprio tutti a ballare e saltare. Rigori. Concerto in pausa pochi minuti. Suspense. Vince la Croazia.
I festeggiamenti per il concerto e per la partita diventano una cosa sola, in pochi secondi la folla già gremita raddoppia e sulle note di “Don’t touch my water” esplode definitivamente la festa.
Fosse stato per loro la serata sarebbe andata avanti ancora per qualche ora, purtroppo qui a Trieste la musica in città deve chiudere presto…troppo presto.

Articolo e Fotografie di Andrea Agati

 

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