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Sound&Vision

Lucio Leoni @ Auditorium PdM

Scritto da Paola Varricchio

Lucio Leoni e il suo Lupo Cattivo

Se restiamo tutti zitti per 7 secondi forse riusciamo a sentirlo”Esordisce così Lucio Leoni giovedì 5 aprile, aprendo il suo concerto al Teatro Studio Gianni Borgna dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, e fa riferimento al fatto che nell’altra sala si sta esibendo Bob Dylan.
Ironico e coinvolgente da subito, Lucio viene accolto da una sala piena e da un pubblico eterogeneo e partecipe.
Classe 1981, cantautore romano al suo terzo disco, Il Lupo Cattivo, che presenta in occasione del concerto in Auditorium. Filo conduttore della serata l’attraversamento del bosco e tutte i pericoli in cui ci si può imbattere, tra i quali il lupo è archetipo per eccellenza.
La pecora nel bosco, poi Luna, Le interiora di Filippo: si entra da subito nel vivo di un album brillante in cui ogni brano rappresenta un incontro con un aspetto diverso di una paura, una sfida, un pericolo. Un mix unico di monologhi viscerali tipici del teatro interiore portati in canzone, strutture rap, impeti punk e di cantautorato; l’esecuzione dei pezzi è intervallata da presentazioni ironiche ma anche molto argute che, nonostante la visibile emozione, svelano le sue abilità di speaker radiofonico.
Dolcissima e molto intensa Mapuche, una ninna nanna a un figlio immaginario che racconta di una città immaginaria in cui tutte le mura cadono e fa riferimento ai Mapuches, popolo amerindo originario del Cile centrale e meridionale e del sud dell’Argentina, l’ultimo a cedere ai conquistadores spagnoli.
Con Stile libero si chiude la prima parte del concerto e la band abbandona il palco lasciando Lucio solo con il chitarrista, Daniele Borsato. L’atmosfera intima è perfetta per l’omaggio a Luigi Tenco contenuto nell’album: Io sono uno, arricchita dalle parole, sempre di Tenco, estratte da un Intervento al “beat 72” su “La canzone di Protesta”.
Sul finale del concerto la band torna al completo e sale sul palco anche Marco Colonna, per presentare con Lucio uno dei capitoli di un progetto a cui i due stanno lavorando: la messa in musica di un trattato di linguistica.
La chiusura del concerto è affidata a Le sigarette (Jacopo dell’Abate alla chitarra elettrica e Lorenzo Lemme alla batteria) che, con tutta la band, salutano il pubblico sulle note di Prurito, un loro brano.
Ed eccoci fuori dal bosco a salutare il lupo cattivo. Quel lupo che artisti come Lucio e serate come queste, con quel modo ironico, puntuale, lucido di raccontarlo, ci aiutano ad esorcizzare.

Articolo di Paola Varricchio
Foto di Bruno Pecchioli
 

About the author

Paola Varricchio

Napoletana di nascita e di appartenenza.
Nel 2010, da una coabitazione con tre amici in un appartamento-bed&breakfast nel cuore del centro storico napoletano, comincio, quasi per gioco, un' avventura chiamata Frammenti: l'apertura di uno spazio di condivisione e di ascolto.
Una cantina, un piccolo palco, l'amplificazione presa in prestito, cuscinoni a terra e tavolini ikea, poi l'acquisto di un pianoforte, il susseguirsi di rassegne musicali dedicate al cantautorato ed alla musica indipendente. D'estate l'organizzazione di alcune date fuori da casa nostra, in luoghi all'aperto ma sempre privati, intimi e quotidiani, che esprimessero vissuto e condivisione. Poi, ancora, alcune date che ci hanno aperto non porte ma portoni, come quello bello grosso del Maschio Angioino. Sei anni indimenticabili, dove affondano le radici del mio amore per la musica indipendente, non quella dei grandi palchi, ma quella appassionata delle grandi sensibilità che, spesso, nascono nelle cantine come la nostra, e tante volte ci rimangono.

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