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Interviste Sound&Vision

Lucio Battisti, così è nato il sogno @ Teatro Qoelet + Intervista a Roberto Matano

Gigi Fratus
Scritto da Gigi Fratus

Intervista a Roberto Matano, romano de Roma, per gli amici Roby, per Lucio Battisti semplicemente Robè, semplicemente colui che lo ha scoperto

In una gradevole serata di fine estate si è consumato l’ennesimo tributo/ricordo a colui il quale ha, a suo modo, rivoluzionato la musica italiana nel ventennio 1970/1990. Al ventennale dell’infausto giorno (09/09/1998), in memoria del suo estro viene organizzata presso il teatro Qoelet in quel di Bergamo una serata denominata “Lucio Battisti, così è nato il sogno”. La chicca della serata sarà sicuramente la presenza di Roby Matano, scopritore del talentuoso musicista di Poggio Bustone.
Tra un aneddoto e l’altro la serata scorre via leggera, il pubblico riempie il teatro in ogni ordine di posto. Platea e Loggione partecipano attivamente allo spettacolo cantando ritornelli e strofe delle indimenticabili canzoni di Lucio.
Ad reinterpretare i grandi successi del musicista vengono chiamati Riki Anelli and the Good Samaritans, i quali arricchiscono il sound del cantautore con arrangiamenti dal sapore rock, modernizzando musica e liriche. E gli spettatori apprezzano, eccome se apprezzano. Tra un ricordo e l’altro pescati dalla memoria di Roby Matano e le canzoni suonate dalla band arricchita per l’occasione dalla chitarra di Gilberto Ziglioli ( New Dada),la serata volge al termine, non prima dell’apparizione del leader dei Dik Dik Pietruccio Montalbetti che regala al pubblico, tra le altre, la celeberrima “L’isola di Wright” con tutto il teatro ad accompagnare l’esecuzione di questo storico brano.
A margine della serata si riesce anche a ritagliare una chiacchierata con l’organizzatore principe di questo evento il quale ricordando i primi tempi trascorsi con un giovanissimo Lucio Battisti, ci rende partecipi di un pezzo di storia della Musica italiana. Eccone il resoconto.
Roberto Matano, romano de Roma, per gli amici Roby, per Lucio Battisti semplicemente Robè, semplicemente colui che ha scoperto ed incoraggiato il cantautore umbro aiutandolo a muovere i primi passi nel mondo della musica…

INTERVISTA CON ROBY MATANO

Buona sera Roby, come incontra e scopre Lucio Battisti?
Ciao, mah… la cosa nasce casualmente, io cantavo ne “I Campioni” a quei tempi eravamo un po’ come potrebbero essere oggi i Pooh. Eravamo spesso primi in classifica facevamo serate a non finire su e giù per l’Italia. Ad un certo punto,il nostro chitarrista che era Bruno de Filippi (autore delle musiche di Tintarella di luna), decise di lasciare il complesso. Nel giro di poco tempo trovammo un sostituto in Alberto Radius ma… Ma il destino era in agguato. Una sera si doveva suonare nel noto locale romano “La Cabala”, e a fare da apripista vi era un complesso nel quale un giovane chitarrista aveva un modo tutto particolare di interpretare i successi di quel tempo, infilava accordi la dove non ve ne erano e li infilava bene! Seguii le gesta di quel giovane per qualche giorno e quindi gli proposi, in accordo con gli altri componenti della bad di diventare in nuovo chitarrista de I Campioni. Lui accettò di buon grado m, non essendo ancora maggiorenne il tutto era subordinato e rimandato ad un colloquio coi genitori. Colloquio che organizzammo e che, alla fine, vide mamma Dora soddisfatta di ogni parola detta. E così Lucio si unì a noi e da lì iniziò la sua carriera.

Molto bene, come però ben saprà, vi sono molti che si arrogano il merito della scoperta di Lucio Battisti…
Aspetta, aspetta… molta di questa gente che dice di averlo scoperto, incoraggiato e lanciato, manco sa de che sta a parlà! Scusa il romanesco ma me fanno incazzà, si può dire incazzare? Io ho i documenti che parlano, ho i primi contratti sottoscritti da Lucio a testimonianza di ciò che dico. La differenza è questa.

Certamente non sarò io a mettere in dubbio la veridiciità delle Sue affermazioni, ci mancherebbe. Ma Battisti arriva da voi come chitarrista, come diviene prima cantante e poi straordinario cantautore?
Allora, Lui entra nei Campioni come musicista, a Roma, e spesso era mio ospite, lo sentivo canticchiare e piano piano, col tempo, iniziò a cantare qualche duetto con me. Era acerbo ma con del potenziale già allora ed io lo incoraggiai a proseguire. Il resto lo conosciamo tutti.

Tutto molto interessante ma, com’era Battisti nel privato?
Un mattacchione, ridevamo e scherzavamo spesso in quegli anni, cosa che, negli anni di collaborazione con Mogol venne meno, anche se Lucio mi chiamava spesso, mi chiedeva consigli, si confidava con me. Lui era un ragazzo tranquillo, senza grilli per la testa. Era uno che ascoltava e rifletteva su quanto gli si diceva. Il classico bravo ragazzo insomma. Con me si apriva particolarmente ed è quello che mi è mancato e mi manca di più. Ma ancora oggi a distanza di 47 anni dalla sua prima incisione ed a vent’anni dalla sua prematura scomparsa, io Roberto Matano, Roby per gli amici, Robè per Lucio, sono ancora qui a ricordarlo. A ricordarlo come cantautore certamente, ma soprattutto a ricordarlo come Amico. Perchè questo era Lucio per me, Un Amico.

Articolo, Intervista e Fotografie di Gigi Fratus

 

About the author

Gigi Fratus

Gigi Fratus

Nato a Seriate (Bg) nel 1969, due grandi Amori, mio figlio Mattia e la mia Morgana, un’Aprilia RSV del 2003.

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