Recensioni

Luca Bonaffini – Il Cavaliere degli Asini Volanti

Fortunato Mannino

Come definire le parole che seguiranno? Una recensione, una riflessione o un semplice ringraziamento?

A dire il vero avrebbe dovuto essere una recensione, perché condividere le emozioni positive, che mi regalano i dischi che ascolto, è quello che faccio normalmente, ma… Il cd di cui scriverò non sarà in vendita. Scelta coraggiosa, inaspettata, per certi versi, spiazzante, che ho appreso tramite la lettera autografata, che ha accompagnato l’arrivo del cd. La speranza che veda la luce e che possiate goderne c’è ma… Non è imminente. E a questo punto la recensione si trasforma in riflessione, perché è inammissibile, a mio avviso, che dischi di questo calibro restino tesori nascosti ai più. Verrà il momento di una pubblicazione? Forse, ma una riflessione su come stia cambiando in peggio la fruizione musicale è d’obbligo, soprattutto in chi ha confuso l’Arte con il business. Cose che ripeto spesso pubblicamente e privatamente, rivendicando con orgoglio la mia appartenenza ad un web-magazine libero, ma sopraffare la potenza dei grandi media e la liquidità dell’approccio è una battaglia eroica, che ci vede sempre e comunque dalla parte della resistenza. La storia che sta a monte di queste amare considerazioni, è l’invito a sostenere il nuovo progetto discografico di Luca Bonaffini. La domanda che mi sono posto non è se accettare, cosa che ho fatto immediatamente, ma il perché un cantautore così raffinato ricorresse alla formula del crowdfunding.
La sua collaborazione con Bertoli, i suoi album solisti, la sua bravura di scrittore che, tra l’altro, abbiamo sottolineato sulle nostre pagine nel momento in cui è uscito Eterni Secondi, rappresentano un curriculum di tutto rispetto ma, evidentemente, oggi non è sufficiente. Il Cavaliere degli Asini Volanti, questo il titolo dell’album, è costituito da sette brani ispirati ai chakra e dei sette chakra  hanno il colore distintivo. L’intento dell’album è chiaro e si snoda attraverso testi carichi di metafore e simbolismi, che hanno il compito di risvegliare quella parte di noi dormiente nella memoria e ricongiungerla con Madre Terra.  Un patrimonio emotivo  che dal personale diventa universale, come nel caso di La Radice, splendido e struggente brano che apre l’album. Brano che celebra il più forte dei legami che è quello che lega la madre al figlio, un amore presente, incondizionato che va oltre il silenzio e le prove del Grande Assente. Sicuramente tra i brani più intensi che io abbia mai ascoltato. Forse, un giorno, racconterò meglio queste sette splendide ballate ora, per ovvie ragioni, sono costretto a fermarmi. Concedetemi solo il tempo di ringraziare: Luca Bonaffini per la sua Arte e la sua gentilezza; Roberto PadovanLucilla Corioni per aver creduto e sollecitato l’uscita di quest’album, il primo ha curato la produzione artistica e gli arrangiamenti, la seconda col suo ufficio stampa (LC Comuniation) ha curato le pubbliche relazioni; la casa editrice e discografica  Long Digital Playing; tutti coloro che hanno creduto fin da subito a questo progetto rendendolo possibile e i cui nomi hanno trovato posto all’interno della copertina.

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